Nel nuovo esecutivo dovrebbe rimanere fuori il leader centrista Cdl: c'è l'accordo sul Berlusconi bis L'Udc dà il via libera con una lettera di Follini: «Doverosa la crisi: non c'è alcuna insidia». Nel pomeriggio il premier sale da Ciampi
ROMA - Fumata bianca. Dal vertice di tutti i leader della Cdl, convocato a Palazzo Grazioli e durato meno di un'ora, esce l'accordo. Lo annuncia Rocco Buttiglione: «Credo si vada verso un Berlusconi-bis, sulle linee indicate dal documento della nostra direzione. Nella Cdl c'è accordo nelle linee fondamentali, sul programma e sulla ricomposizione dei rapporti. Presto avrete buone notizie», anticipa il presidente dell'Udc.
LA LETTERA DI FOLLINI- La conferma arriva poi da Follini che in una lettera al premier mette nero su bianco il via libera dell'Udc a un nuovo esecutivo guidato da Berlusconi: «Poniamo un forte e trasparente problema politico che richiede un doveroso percorso istituzionale, ma che non contiene alcuna insidia né ambiguità», si legge nella missiva. Nella tarda mattinata il premier Berlusconi aveva avuto un faccia a faccia con Marco Follini. Alle 14.30 circa l'incontro a due si era concluso senza dichiarazioni. Un'ora dopo è iniziato il vertice di tutti i leader della Cdl terminato con l'intesa annunciata da Buttiglione.
IL PREMIER DA CIAMPI - Nel pomeriggio Berlusconi è atteso al Quirinale dove salirà a questo punto per rassegnare il proprio mandato e ottenere immediatamente il reincarico per quella crisi pilotata, anzi pilotatissima per dirla con Buttiglione, che si prospettava alla vigilia. Il presidente del Consiglio potrebbe andare al Quirinale con la proposta di un nuovo esecutivo e con le garanzie di fiducia da parte dei partiti della maggioranza, compresa l'Udc. Secondo quanto riferiscono fonti di Forza Italia la soluzione al momento però non contemplerebbe l'ingresso di Marco Follini quale vicepremier. Secondo questo schema Mario Baccini diventerebbe «capo-delegazione» dell'Udc. Ai centristi potrebbe essere destinato il ministero del Mezzogiorno.
CASINI: CAPIGRUPPO IN SERATA - La visita da Ciampi è stata confermata in aula dal presidente della Camera Casini che ha comunicato che per oggi i lavori parlamentari andranno avanti, in risposta all'Unione che aveva chiesto una sospensione oltre a ribadire l'urgente necessità che il presidente del Consiglio venga a riferire sull'andamento della crisi alle Camere. Stasera è comunque convocata una conferenza dei capigruppo per «decidere cosa fare alla luce dei colloqui istituzionali». «Allo stato non è pervenuta alcuna comunicazione sulle dimissioni», ha poi aggiunto Casini.
COLLOQUI FINI-LETTA-PISANU - La mattinata è stata segnata da una raffica di vertici. Subito dopo il colloquio con Berlusconi, Follini si è recato proprio da Casini, mentre il premier ha ricevuto la visita del ministro delle Riforme Roberto Calderoli, numero due della Lega. In precedenza si erano incontrati a Palazzo Chigi Fini, Letta e Pisanu. In seguito, tutti e tre si erano recati a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier, per un colloquio con Berlusconi.
Un'attività frenetica che fa a pugni con la serafica tranquillità mostrata da Pier Ferdinando Casini che prima di entrare a Montecitorio ci ha tenuto a rinadire la sua distanza dai centri delle trattative: «Come vedete, non sono alle prese con consultazioni.... Io dormo sonni tranquilli», ha osservato Casini.




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