Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Trinacria - Triskelion

  1. #1
    Iscritto
    Data Registrazione
    14 Mar 2005
    Località
    Monza (MB)
    Messaggi
    58
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Trinacria - Triskelion

    Salute a tutti voi.

    Vorrei porre un quesito su di una analogia simbolica che mi incuriosisce molto, ovvero quella tra la Trinacria, simbolo della Sicilia, ed il Triskel, o Triskelion, simbolo celtico il cui nome però viene dal greco (molto in voga tra i leghisti, per quanto sia paradossale).



    Io non sono un esperto di simbologie, pertanto non abbiate timore di esagerare con i particolari.

    Grazie a tutti coloro che mi vorranno aiutare.

  2. #2
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Trinacria - Triskelion

    In Origine Postato da Seafarer
    Io non sono un esperto di simbologie, pertanto non abbiate timore di esagerare con i particolari.
    Non sono esperta nemmeno io, ma tempo fa avevo postato un articolo sull'argomento. Lo riporto qui.
    Ciao.



    *^*^*^*^*^*^*^*^*^*

    TRISKEL, MILLENNI DI LIBERTÀ
    Dall’Irlanda alla Numidia, dalle Asturie al Tibet, un antico
    simbolo della civiltà umana

    di Roberto Pich


    Il triskel è un elemento decorativo tra i più comuni in ogni area la cui cultura è stata nei millenni segnata dalla presenza celtica o comunque di popoli portatori di culture indo-europee. E non è nemmeno un simbolo solamente “pagano”: il triskel è stato raffigurato anche in molte chiese, dove costituisce un simbolo decorativo peculiare di un’eredità storica plurimillenaria. Arrivato nel nord Europa insieme ai Celti, il triskel si trova inciso sui megaliti irlandesi a partire dal 4000, 4500 prima di Cristo. Vari i suoi significati simbolici, in genere riconducibili alle “triadi bardiche”, ovvero alla forma fondamentale di arte poetica orale tramandata presso le tribù celtiche. Così, i tre bracci del triskel possono rappresentare i tre elementi naturali (Terra, Acqua e Aria) che, combinati insieme originano il fuoco di cui il triskel stesso è una rappresentazione stilizzata. Il simbolo può inoltre indicare le tre parti del giorno, le tre fasi lunari, le tre parti fondamentali che compongono l’essere umano inteso come l’unione di corpo, mente e anima.

    I Celti antichi utilizzarono questo simbolo in gioielli risalenti al V e VI secolo a.C. Lo si può quindi trovare inciso su bracciali, pettorali, cavigliere, sempre come espressione di un sentimento di energia e rinascita. Simbolo dinamico anche per i Greci (dalla cui lingua deriva la parola triskel (Tri-skeles) e per i Romani (Triquetra), si può definire comunque un simbolo universale: è presente nelle valli Tibetane e Himalaiane, in Nepal e attualmente viene dipinto su molti camion indiani come auspicio di forza e di salute. Quanto all’uso del triskel in Sicilia, dove la “Trinacria” appare sulla bandiera ufficiale della Regione siciliana, due sono le ipotesi: la prima, come anticipato, che sia stato portato dai normanni durante la loro dominazione sull’isola. L’altra, che quella strana figura composta da una testa di donna da cui si irradiano in giro simmetrico tre gambe umane piegate al ginocchio, sia una raffigurazione ellenistica dell’isola stessa e della nozione della sua forma geografica triangolare. Per tornare in una terra celtica, il simbolo della Trinacria si trova anche come emblema dell’Isola di Man nel mare d’Irlanda, portatovi, secondo una leggenda locale che contrasta con la sua origine “autoctona”, dai Normanni che venivano proprio dalla Sicilia nei secoli X - XI. Ipotesi sull’origine del triskel ve ne sono ancora altre, tra cui quella secondo la quale sarebbe un simbolo di origine fenicia. Su un monumento numidico, rinvenuto a Vaga, l’odierna città tunisina di Beja, figura un triskel posto sopra il toro sacro di Baal, la massima divinità del Pantheon semitico. Non a caso, è un dio solare. Infine c’è chi ha visto nel simbolo altre divinità astrali più o meno comuni alle civiltà antiche, come l'Apollo licio, dio della luce o dio solare per eccellenza, o come Ecate triforme, con la quale nell'antichità si soleva identificare la Luna, vista come divinità.

    Per tornare infine ai nostri giorni, l’uso “moderno” del triskel inizia con gli artisti, i gruppi musicali e gli intellettuali che, a partire dalla fine degli anni ’60, ne hanno fatto un emblema della lotta per la sopravvivenza della propria cultura. Un nome su tutti, per tornare in Bretagna: il grande arpista “rock” Alan Stivell. Oltre ad essersi fatto ritrarre con un enorme triskel al collo su almeno una delle copertine dei suoi numerosi dischi, è raro che non ne indossi uno durante i concerti. Ed il suo stesso autografo è costituito da un triskel. Un altro duo di arpisti bretoni, attivi dalla metà degli Anni ’70 fino ad oggi, ha scelto come stesso nome proprio “Triskell” (con due elle). Sempre per rimanere nel campo musicale, basti pensare alle folk-bands irlandesi storiche come i Chieftains e i Dubliners (che oltre a cantare la tradizione, erano alfieri della rivolta del sottoproletariato e ricordavano le gesta degli irlandesi nella lotta contro il franchismo nella guerra civile in Spagna), a musicisti come Hevia e Loreena Mc Kennitt: nel loro repertorio e nella loro iconografia il triskell ricorre spesso come parte inscindibile della loro cultura.


  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    Carissimo
    Hai notato un'analogia, è tuo merito, tutto tuo.
    Il simbolo della "Sicilia" è, oserei dire, perfetto nella sua interezza.

    Abbiamo, come puoi vedere, una circonferenza disegnata in un quadrato, già questo basterebbe a designare il simbolo PERFETTISSIMUN in quanto, abbiamo la quadratura del cerchio.Notiamo due serpenti con due teste, con delle ali, visione perfettissima del rettile anfibio, o, dragone alato, che possiede la conoscenza del dominio materiale, e dominio spirituale.
    Ancora, al centro, un volto sorridente delle tre "gambe" sibolo del NIBBANA dei tre mondi (fisico - eterico - spirituale) o ancora grande triade.
    Abbiamo parlato di gambe, se non sbaglio, tre gambe davanti le quali Fulcanelli rimane in osservazione, le tre gambe della vacca sacra, la quale quarta gamba o quarta epoca manca, perchè la vita si rifugierà in sol luogo, cioè, nell'atanor alchemico dei puri di cuore.


    In questi casi l'origine "Geografica" dei simboli conta quanto il due di picche, essendo la geografia una mera manifestazione della Fonte Scaturiginale Primordiale, dalla quale ogni cosa dell'Universo è nata.

    Per quanto riguarda il simbolo celtico che tanti simpatici giovinotti si fanno tatuare sulla pelle, esso è un simbolo solare, più incompleto del "Siciliano" graficamente, ma che rimanda allo stesso "Polo Primoevo" dal quale discero le stirpi aurorali, che ammirarono la prima alba sul pianeta, e i quali, dialogavano con Dio.Stirpe aurorale "la quale si è ritirata in invisibile austerità"; e che venera il Re del Mondo, mantenendo assialmente verticale, il raggio cosmico che da Dio, discende sulla terra, come rugiada celeste, in attesa di una nuova era del Bianco Cinghiale.

    Resto a disposizione per ogni chiarimento
    Cordiali saluti
    Antonio

  4. #4
    Iscritto
    Data Registrazione
    14 Mar 2005
    Località
    Monza (MB)
    Messaggi
    58
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito grazie

    Ringrazio per gli interventi.

    Vorrei rivolgere due domande ad antonio: cosa intende egli per " Fonte Scaturiginale Primordiale" e per "Polo Primoevo"?

    Un chiarimento su questi due termini potrebbe rendermi più chiara la sua risposta.

  5. #5
    Ospite

    Predefinito

    Secondo le scienze tradizionali esiterebbe un polo primordiale, un luogo, oggi invisibile, che regge l'asse spirituale del mondo, e come un albero diffonde la linfa nei suoi fiori, che sono le varie espressioni religiose.
    E' il pardes, è invisibile solo per chi non ha occhi per vedere.
    Magari è lì, proprio al tuo fianco, e mai te ne sei accorto...
    La via che conduce a tale luogo, è il tuo cuore...


    C'era una volta un ragazzo, che doveva passare la notte nella foresta per dimostrare il suo coraggio e diventare Re. Mentre passa la notte da solo, è visitato da una visione sacra. Nel fuoco del bivacco, gli appare il Santo Graal, simbolo della Grazia Divina. E una voce dice al ragazzo: "Tu custodirai il Graal onde possa guarire i cuori degli uomini". Ma il ragazzo, accecato dalla visione di una vita piena di potere, di gloria, di bellezza, in uno stato di completo stupore, si sentì per un attimo non un ragazzo, ma onnipotente... come Dio. Allungò la mano per prendere il Graal, e il Graal svanì, lasciandogli la mano tremendamente ustionata dal fuoco.
    E mentre il ragazzo cresceva, la ferita si approfondiva, finché un giorno la vita per lui non ebbe più scopo. Non aveva più fede in nessuno, neanche in se stesso. Non poteva amare... né sentirsi amato... Era ammalato di troppa esperienza, e cominciò a morire.
    Un giorno, un giullare entrò al castello e trovò il Re da solo. Essendo un semplice di spirito egli non vide il Re; vide soltanto un uomo solo e sofferente. E chiese al Re: "Che ti addolora, amico?". E il Re rispose: "Ho sete, e vorrei un po' d'acqua per rinfrescarmi la gola". Allora il giullare prese una tazza che era accanto al letto, la riempì d'acqua e la porse al Re, ed il Re, cominciando a bere, si rese conto che la piaga si era rimarginata. Si guardò le mani, e vide che c'era il Santo Graal, quello che aveva cercato tutta la vita. Si volse al giullare e chiese stupito: "Come hai potuto tu trovare ciò che i miei valorosi cavalieri mai hanno trovato?"
    E il giullare rispose: "Io non lo so. Sapevo soltanto che avevi sete"

  6. #6
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,207
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    LA TRINACRIA: STORIA E MITOLOGIA DELLA SICILIA



    Il simbolo della trinacria e' oggi conosciuto perche' presente nella bandiera della Sicilia e in quella dell'Isola di Man. La sua storia e' articolata e per alcuni versi ancora avvolta nel mistero, o comunque nella indeterminatezza, poiche' si ricollega alla mitologia. La trinacria, simbolo della Sicilia, e' composta dalla testa della Gorgone, i cui capelli sono serpenti intrecciati con spighe di grano, dalla quale di irradiano tre gambe piegate all'altezza del ginocchio.
    La Gorgone e' un personaggio mitologico, che secondo il poeta greco Esiodo (VIII - inizio VII sec. a.C.) era ognuna della tre figlie di Forco e Ceto, due divinita' del mare: Medusa (la gorgone per antonomasia), Steno ("la forte"), Euriale ("la spaziosa"). Avevano zanne di cinghiale, mani di bronzo, ali d'oro, serpenti sulla testa e nella vita, abitavano presso le Esperidi (figlie di Atlante, abitanti presso l'isola dei Beati, nella parte piu' occidentale del mondo), ed erano in grado, con uno sguardo, di pietrificare gli uomini. Le spighe di grano sono simbolo della fertilita' del territorio. Le tre gambe rappresentano i tre promontori, punti estremi dell'isola - capo Peloro (o punta del Faro, Messina: nord-est), capo Passero (Siracusa: sud), capo Lilibeo (o capo Boeo, Marsala: ovest) - la cui disposizione, si ritrova nel termine greco triskeles, e si ricollega al significato geografico: treis (tre) e akra (promontori): da cui anche nel latino triquetra (a tre vertici). La disposizione delle tre gambe, facendo pensare a una rotazione, ha portato gli studiosi a risalire fino alla simbologia religiosa orientale, in particolare quella del dio del tempo Baal (nel cui monumento a Vaga (Beja, in Tunisia), sopra il toro, vi e' una trinacria) - oppure a quella della luna, dove le tre gambe sono sostituite da falci. In Oriente - in Asia Minore - tra il VI e il IV secolo a.C. la trinacria fu incisa nelle monete di varie citta', in antiche regioni, quali: Aspendo (in Panfilia: sul Mediterraneo orientale), Berrito e Tebe (nella Troade: territorio intorno alla citta' di Troia, tra lo Scamandro e l'Ellesponto), Olba (in Cilicia; tra Armenia e Siria), e in alcune citta' della Licia (sud-ovest, sul mare). Pur in mancanza di riferimenti alla conformazione geografica, il simbolo fu utilizzato anche a Creta, in Macedonia, e nella Spagna celtiberica (area centrosettentrionale). Omero, nella Odissea, alludendo alla forma dell'isola, utilizza il termine Thrinakie, che deriva da thrinax ("dalle tre punte").

    La tesi sulle origini della trinacria trovano un riferimento sostanziale nella storia della Grecia antica. I combattenti spartani incidevano nei loro scudi una gamba bianca piegata all'altezza del ginocchio: simbolo di forza. Questa immagine si ritrova nei dipinti sui vasi antichi, ed e' anche in una monografia del 1863 sull'argomento, scritta dal filosofo tedesco K.W. Goettling. I normanni, arrivati in Sicilia nel 1072, "esportarono" la trinacria nell'isola di Man, che la scelse come simbolo in sostituzione di quello precedente - un vascello - di origine scandinava. Un esempio della rilevanza simbolica della trinacria, nella storia della Sicilia, si e' avuta il 30 agosto del 1302 con la costituzione dell'Isola in regno di Trinacria, a seguito della pace di Caltabellotta, alla conclusione della guerra del Vespro, che vide la contesa tra gli angioni e i siciliani ai quali si allearono gli aragonesi. La titolarita' del Regno era, dal punto di vista formale, assegnata a Federico II d'Aragona (1227-1337); di fatto era indipendente dal resto dei possedimenti angioni nell'Italia meridionale. La trinacria e' presente anche negli stemmi di varie dinastie nobili quali gli Stuart d'Albany d'Inghilterra, (forse derivato proprio dal loro dominio su isole del mare d'Irlanda, tra cui l'isola di Man), i Rabensteiner di Francia, gli Schanke di Danimarca, i Drocomir di Polonia, e in quello di Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie all'inizio del 1800. La trinacria e' al centro della bandiera della Sicilia, di colore rosso e giallo in senso diagonale, approvata nel gennaio 2000. La legge stabilisce che la bandiera siciliana sia esposta all'esterno della del Parlamento siciliano (Assemblea regionale siciliana), della sede della Giunta regionale, delle sedi dei consigli provinciali e comunali, delle sedi dei presidenti delle provincie regionali e dei sindaci dei comuni, le sedi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, gli edifici in cui sono costituiti seggi elettorali in occasioni delle elezioni per il rinnovo del Parlamento siciliano.
    (Articolo di Ninni Radicini in http://freeweb.supereva.com/palermo....rinacria.htm?p)



    Il 1° Gennaio 1858 viene emessa la prima e unica serie di francobolli del Regno di Napoli.
    In quello da 2 grana (due centesimi di ducato napoletano) che mi ritrovo in una vecchia collezione dello zio, c'è lo stemma delle Due Sicilie, tripartito; a sinistra un cavallino rampante (emblema di Napoli, oltre che di Francesco Baracca e della Ferrari), a destra la Trinacria a tre gambe ed in basso tre gigli borbonici.
    Urca, dirà qualcuno, chissà quanto vale...
    Ahimé, per il fatto che ne fecero quasi 10 milioni di copie, questo francobollo risulta solo "poco comune".
    Per di più, l'esemplare in mio possesso risulta perfino falso.
    Uno degli aspetti più caratteristici di questa emissione è infatti la notevole quantità di falsificazioni dell'epoca per frodare la posta.
    Questo falso, molto grossolano, è facilissimo da riconoscere, sia per l'incisione imprecisa ed approssimativa (basta vedere come è naif il triskel...); poi mancano i due punti dopo la G di grana ed anche il colore è sbagliato.
    Ri-urka, dirà di nuovo qualcuno, un falso dell'epoca? allora chissà quanto è più raro dell'originale...
    Ri-ahimé, pare che questo giochetto di falsificare i francobolli fosse così diffuso tra i napoletani che il falso è spesso più comune dell'originale!
    Sono questi piccoli particolari che a volte mi fanno dubitare che i leghisti, qualche volta, ci abbiano pure un po' di ragione...

 

 

Discussioni Simili

  1. Trinacria Bond... chi li compra??
    Di spianatore nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 224
    Ultimo Messaggio: 07-03-13, 01:22
  2. Triskelion
    Di José Frasquelo nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10-03-10, 01:52
  3. Simbolo della Trinacria
    Di Nazionalista Siciliano nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-04-02, 19:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito