Carra, Enzo
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita in Campania. Dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani, oggi è coordinatore della Margherita. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza: per coprire l'emersione della maxitangente Enimont. Per quel reato fu arrestato durante Mani pulite e la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli.
Cusumano, Nuccio
Deputato della Repubblica, Udeur. Fu arrestato nel 1999, quando era sottosegretario al Tesoro (governo di centrosinistra). » sotto inchiesta per le tangenti all'ospedale Garibaldi di Catania. Malgrado l'arresto e l'indagine in corso, Ë stato ugualmente candidato dall'Udeur e poi eletto deputato. Ora Ë in attesa di processo.
D'Alema, Massimo
Deputato della Repubblica. Ex presidente del Consiglio, ex segretario e oggi presidente dei Ds. Fu indagato a Bari per un finanziamento illecito ricevuto da Francesco Cavallari, il re delle cliniche pugliesi, legato alla malavita barese, che gli versò almeno una ventina di milioni. D'Alema si salvò grazie alla prescrizione.
Del Turco, Ottaviano
Senatore della Repubblica. Eletto in Abruzzo, con il recupero proporzionale, nella lista del Girasole. Del Turco fa parte del partito socialista di Enrico Boselli, alleato con il centrosinistra. è stato dirigente sindacale, vicesegretario generale della Cgil. Poi, dopo il crollo di Bettino Craxi accusato di tangenti, nel 1993 è stato eletto segretario del Psi. è stato ministro nel secondo governo Amato. Il costruttore Vincenzo Lodigiani, arrestato per tangenti nel 1993, ha dichiarato di aver dato soldi anche a Del Turco, quando era dirigente sindacale.
Luongo, Antonio
Deputato della Repubblica, Ds. Ex presidente della Regione Basilicata, Ë indagato a Potenza per lo scandalo delle mazzette Inail, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Nel 2002 la Camera ha respinto la richiesta d'arresto.
Maccanico, Antonio
Parlamentare della Repubblica. Eletto nelle file dell'Ulivo, ha perÚ dato il suo nome al provvedimento che ha salvato Berlusconi dai processi, il ´lodo Maccanicoª, appunto. CioË la legge che garantisce l'impunitý alle cinque pi˜ alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio (che era l'unico ad averne impellente bisogno). Prima del lodo salva-Berlusconi, aveva dato il suo nome anche alla legge salva-Retequattro: varata con l'Ulivo al governo, rimendava alle calende greche l'esecuzione di una sentenza della Corte costituzionale che imponeva alla rete berlusconiana di andare sul satellite o chiudere. Nel 2003 Maccanico, non contento delle due prodezze precedenti, recidivo, avanza una nuova proposta (bipartisan, ovvero cerchiobottista, ovvero un nuovo regalo a Berlusconi) in materia televisiva: una sorta di disarmo bilanciato Rai-Mediaset. Il nome di Maccanico, oltre che accanto alle leggi salva-Silvio, compare anche nelle intercettazioni telefoniche realizzate dal Servizio centrale operativo della polizia nel 1995-96 durante le indagini di Ilda Boccassini e Gherardo Colombo sulle ´toghe sporcheª. Maccanico, infatti, era in contatto telefonico con il giudice Renato Squillante, poi arrestato, processato e condannato per corruzione giudiziaria. In quel periodo (i primi mesi del 1996), Maccanico era impegnato a varare un ´governissimoª che mettesse insieme (Ë un suo pensiero fisso) destra e sinistra, con Lorenzo Necci superministro. L'operazione non andÚ in porto, si andÚ alle elezioni e vinse l'Ulivo di Romano Prodi. Necci, qualche mese dopo, invece di andare al governo finÏ in galera, per un giro di tangenti (si scoprÏ, tra l'altro, che riceveva 20 milioni al mese dal faccendiere Pierfrancesco Pacini Battaglia). Interrogato dai magistrati di La Spezia, Necci ci tenne a far sapere che, dopo il suo arresto, non era stato abbandonato, ma aveva anzi goduto di ´una maggiore attenzione dal mondo politicoª. Mentre si trovava agli arresti domiciliari, aveva ricevuto lettere e telefonate, spiega, ´sintomo di un certo timore rispetto a quello che io potrei rivelare all'autoritý giudiziariaª... Chi sono i politici che si fanno vivi con l'arrestato che potrebbe parlare (ma non parlerý)? Necci li elenca: Gianni Letta che lo invita a cena con Berlusconi, la signora Donatella Dini, Massimo D'Alema e, appunto, Antonio Maccanico. ´Mi ha inviato una lettera di stimaª, detta a verbale Lorenzo Necci.
Rollandin, Augusto
Senatore della Repubblica. Proviene dalla Valle d’Aosta e dal suo partito più forte, l’Union valdotaine. è stato presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta, ma all’inizio degli anni Novanta è stato condannato per reati contro la pubblica amministrazione. è anche in attesa di un altro processo, accusato di essere socio occulto di una società finanziata dalla Regione. In quanto condannato, per legge non può più ricandidarsi negli enti locali (Comuni, Province, Regioni); allora si è candidato, con successo, al Senato. Ora, però, è in attesa di una “riabilitazione penale”. Se la otterrà, potrà ricandidarsi alla presidenza della Regione Valle d'Aosta per il centrosinistra, che evidentemente non ha trovato niente di meglio che un pregiudicato.




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...ha,quanto e' belllo e comodo il doppiopesismo...
ma in questo caso la si lascia,visto che ci spaccate i maroni perchè voi votate quelli onesti...
