Marla Ruzicka, bionda e bella californiana di 27 anni, è morta l' altro giorno in Irak dopo esse rimasta coinvolta in un attentato non indirizzato a lei.
Attivista di una Ong, pur tanto giovane aveva un' esperienza pluriennale di zone di guerra, e non solo, alle spalle. Aveva curato i malati di Aids in Zimbabwe, i rifugiati in Palestina, i campesinos in Nicaragua. Ultimamente la sua missione era prendersi cura dei "danni collaterali" dell' intervento americano in Afghanistan e Irak. Danni collaterali che avevano un nome, un cognome, una casa, una famiglia. Orfani, vedove, mutilati, le vittime innocenti di ogni conflitto. Durante la militanza era riuscita a conquistarsi la simpatia di alcuni politici americani, alfieri dei diritti civili, ed assieme avevano convinto il Congresso a stanziare somme cospicue per alleviare le sofferenze di afgani ed iracheni.
Questa sua incessante attività in favore dei deboli, le aveva conquistato il nomignolo di "Angelo della misericordia" da parte della stampa liberal (traduzione per gli azzuri nostrani: comunista) e una malcelata antipatia da parte della destra più becera e greve.
La destra neocon americana, come una parte di quella italiana, non sopporta le pacifiste, quelle disposte a rischiare la vita pur di aiutare il prossimo. Preferiscono di gran lunga, le destre americane e italiane, quelle che seminano odio. Le Coulter e le Fallaci ad esempio, alle quali riservano copertine di Time o seggi senatoriali.
Ci dev' esser qualcosa di sbagliato nel mondo se, oggi come duemila anni fa, chi predica amore presto o tardi finisce morto ammazzato o su una croce e chi predica odio viene ricoperto di soldi e onori.

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