Rif: Diffusione libraria "La Comune"
"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels
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Evasioni e rivolte. Migranti cpt resistenze
di Emilio Quadrelli
Pagine 191
Fino a quando gli immigrati annegano nei nostri mari oppure si accontentano di raccontare storie lacrimevoli e commoventi, il buon padrone bianco sente il dovere di indignarsi e magari di protestare. Ma non appena essi mostreranno di prendere l’iniziativa senza chiedere il permesso, ben pochi saranno disposti a seguirli.
Le lotte e le resistenze dei migranti sono sistematicamente eluse da tutti gli studi e le riflessioni sui Centri di permanenza temporanea.
Un rom, un sudamericano, un africano e un arabo raccontano in presa diretta la fuga dai Cpt. Testimonianze drammatiche e avvincenti che rivelano un lato sconosciuto della condizione dei clandestini in Italia e pongono domande inedite: il loro limite di sopportazione è già stato superato? Quali sono le ricadute sociali di tale esasperazione? Esiste una pratica comune tra i migranti?
Evasioni e rivolte traccia un percorso che varca i confini del nostro paese, grazie alle agghiaccianti parole di una donna internata nei campi di lavoro albanesi e di uomini che stanno dall’altra parte della barricata, i militari e i contractor. Un volume che prova a ragionare sugli scenari del conflitto globale, su una guerra che ha ormai raggiunto e aggredito le nostre metropoli.
Emilio Quadrelli ha scritto insieme ad Alessandro Dal Lago La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini (Feltrinelli, 2003). Nel 2004 è uscito per DeriveApprodi un suo volume più volte ristampato: Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell’Italia degli anni Settanta.
pp. 192, fotografie di Bruna Orlandi
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La fuga in avanti
la rivoluzione è un fiore che non muore
illustrato
pp. 224
di Manolo Morlacchi
...e non ci vengano a parlare di fuga in avanti, gli specialisti delle fughe all’indietro.
Da un volantino del gruppo “Luglio ’60”
La storia dei Morlacchi, una numerosa famiglia proletaria, racchiude in sé tutte le fasi del movimento operaio del ’900 italiano. L’antifascismo, la resistenza, il dopoguerra e le prime spaccature con il Pci.
Dagli anni sessanta i dieci fratelli Morlacchi furono protagonisti delle lotte politiche nel loro quartiere alla periferia di Milano, il Giambellino. Nel 1970, in quella stessa zona divenuta una sorta di cittadella liberata, Pierino Morlacchi partecipò alla fondazione delle Brigate Rosse organizzando il primo nucleo con Renato Curcio.
Sempre nel 1970 nacque Manolo, figlio di Pierino e Heidi Peusch. È lui che in queste pagine mozzafiato racconta le vicissitudini umane, rivoluzionarie e giudiziarie della sua famiglia.
Un libro pervaso di tensione affettiva, che trova la misura per narrare dall’interno i risvolti contraddittori di un’epoca. Gli emozionanti ricordi di un uomo cresciuto fin dalla prima infanzia nella tempesta di una dura battaglia, una testimonianza che spezza le mistificazioni storiche e la retorica ideologica.
Prefazione di Cecco Cattaneo
Apparato iconografico a cura di Manolo Morlacchi
Manolo Morlacchi, laureato in storia contemporanea, ha iniziato a lavorare a questo libro più di quindici anni fa. Suo padre Pierino, dopo diversi anni di carcere speciale, è morto nel gennaio del 1999. Sua madre Heidi, anche lei protagonista delle vicende di quegli anni, è morta nell’agosto del 2003.
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Contro il '68
La generazione infinita
pp. 96
di Alessandro Bertante
I sessantottini autosconfitti sono stati sistemati nell’industria culturale, da dove era più facile svolgere il ruolo che i vincitori gli avevano assegnato, cioè riscrivere la storia.
dalla prefazione di Marco Philopat
Se le generazioni vanno giudicate soprattutto per l’eredità che lasciano, è davvero strano che i sessantottini siano riusciti a confondere le carte per così tanto tempo. Come è possibile che, nonostante gli anni ottanta, il berlusconismo e la Lega, i fascisti al governo, la sottocultura televisiva e il precariato eretto a sistema di gestione del lavoro, nessuno abbia ancora messo seriamente in discussione il percorso politico e la parabola esistenziale della generazione infinita? Con questo pamphlet amaro e provocatorio Alessandro Bertante, figlio di quella generazione, solleva contro il mito del ’68 i dubbi, le critiche e i rancori di chi si è trovato a fare i conti con una realtà molto distante dalle favole compiaciute che i contestatori di un tempo si ostinano a rievocare.
Alessandro Bertante giornalista e scrittore, collabora con “la Repubblica” e “Pulp”. Ha pubblicato Malavida per Leoncavallo Libri e Re Nudo per Nda Press.
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Roma k.o.
Romanzo d’amore droga e lotta di classe
di Duka e Marco Philopat
Alla fine sai cosa penso, Gerardo?
Abbiamo fatto bene a scatenare quel putiferio l’altro giorno...
È ora di farne scoppiare un altro.
Roma, settembre 2008. Il Corviale, leviatano edilizio lungo un chilometro, subisce all’improvviso gravi danni strutturali. Il sindaco V. decide di trasferire i suoi seimila abitanti in una tendopoli allestita negli studios di Cinecittà, proprio a ridosso di un grande centro commerciale.
La rabbia degli sfollati e l’irrefrenabile desiderio di possedere merci fanno scattare un meccanismo fuori dagli argini della razionalità, destinato a cambiare persino gli equilibri meteorologici della città eterna.
Il romanzo si svolge in cinque adrenalinici giorni, con la continua irruzione della voce del Duka che, attraverso iperboliche testimonianze, narra trent’anni di inedita storia underground, fino allo scontro frontale, a tutta velocità, tra fiction e realtà. Un pugno da K.O. a qualsiasi forma di normalizzazione.
Il Duka, ironico bardo della controcultura romana, scrive recensioni di musica e letteratura per “Liberazione” e ha pubblicato I hate music (Meridianozero).
Marco Philopat è agitatore culturale e scrittore. Ha pubblicato: Costretti a sanguinare, La banda Bellini, I viaggi di Mel e Lumi di punk.
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Robin De Ruiter
OSAMA BIN LADEN. EROE O MARIONETTA DELLA CIA?
Zambon editore - 150 pagine, 6,90 euro
L’interrogativo, ormai, torna con cadenza ossessiva. Ogni volta che il misterioso capo di Al Qaeda appare su un sito web o fa arrivare un suo Dvd ad Al Jazeera piuttosto che alla Cnn, la domanda ritorna. Ma chi è davvero Osama bin Laden? Ma esiste davvero Osama bin Laden? Oppure la sua è solo una figura mediatica funzionale al mantenimento (o meglio ai tentativi, frustrati, di mantenimento) di un nuovo, difficile, Ordine Mondiale?
Anche gli studiosi più attenti del fenomeno fondamentalista e dell’estremismo armato musulmano cominciano a nutrire dubbi su chi sia realmente il preteso mostro dell’11 settembre. E’ un folle e solitario guerriero contro l’Occidente che vive nell’antro oscuro di una caverna circondato da pochi uomini ultrafidati e lancia ordini telematici alla guerra santa ad una schiera di marionette votate al amrtirio? Oppure è lui una marionetta, solo una olografia, un’immagine tridimensionale funzionale a disegni criminali della più grane potenza del mondo?
In questo libro, Robin De Ruiter, giornalista e scrittore olandese, cerca di rispondere alla classica domanda da un milione di dollari. E lo fa documenti alla mano, partendo dalla disastrosa guerra contro l’Afghanistan intrapresa dai sovietici, passando l’antiamericanismo, gli attentati suicidi e le tante dichiarazioni di guerra contro il mondo civilizzato, fino ad arrivare alla domanda conclusiva: come evitare il rischio di una futura dittatura mondiale?
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NUOVA EDIZIONE
Sono passati quarant'anni dalla strage di piazza Fontana a Milano, ma della bomba alla Banca nazionale dell'agricoltura di Milano e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, volato dal quarto piano della questura, si continua a parlare ancora oggi. Perché quel 12 dicembre 1969 ha aperto una frattura sociale che questi quattro decenni non hanno ancora ricomposto. Una storia che non si è affatto conclusa con la sentenza della Cassazione nel 2005 che ha assolto gli ultimi tre neonazisti imputati per una strage rimasta senza colpevoli. In questo libro viene ricostruita la montatura contro Pietro Valpreda, la morte – anch'essa senza colpevoli – di Pinelli e soprattutto la fitta trama di connivenze, coperture e depistaggi che attestano come la «madre di tutte le stragi» sia stata una strage di Stato. Un documentato atto di accusa contro coloro che pur di non perdere il potere sono ricorsi a un piano criminale.
«È stata una vicenda incredibile, della quale tutti sanno
ma di cui in pubblico si preferisce tacere
perché non fa onore alla storia della magistratura»
Guido Salvini
Indice: Prefazione; I. Anno zero; II. Una giornata esplosiva; III. Aprite, è la polizia; IV. In questura con il motorino; V. È lui! È lui!; VI. Non l'abbiamo ucciso noi; VII. È morto un cane; VIII. La furia della bestia umana; IX. Quelli della Ghisolfa; X. Tutto comincia in aprile; XI. Nazisti in maschera; XII. Il pericolo comunista; XIII. Faremo ordine, ma nuovo; XIV. Qui ci vuole il morto; XV. Dàgli all'anarchico; XVI. Sulle tracce dei fascisti; XVII. Il «commissario finestra»; XVIII. L'importante è depistare; XIX. Sentenza di Carnevale; XX. La strage? Di Stato; Quella verità da non dimenticare (intervista a Guido Salvini)
l'autore
Luciano Lanza (Milano, 1945), giornalista, è stato un testimone diretto degli eventi del dicembre 1969.
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A settant'anni da quegli eventi, un film e un libro
per raccontare un'epopea sociale
Settant'anni fa l'ingresso delle truppe del generale Franco in una Madrid stremata metteva fine a un'aspra guerra civile strettamente intrecciata a una rivoluzione di matrice libertaria. Finiva così la "breve estate dell'anarchia", iniziata nelle strade di Barcellona il 19 luglio 1936.
DVD 56', b/n
TESTI: PINO CACUCCI
VOCI NARRANTI: PAOLO ROSSI E FRANCESCA GATTO
SPAGNA 1936: L'UTOPIA SI FA STORIA
filmato originale degli archivi iconografici della Confederación Nacional del Trabajo
Barcellona, luglio 1936: un intero popolo in armi contro il fascismo è il protagonista di queste rare immagini proposte da un documentario girato all'epoca da operatori del Sindicato de la Industria del Espectáculo affiliato alla CNT (Confederación Nacional del Trabajo), l'organizzazione sindacale libertaria. Finalizzato a sollecitare la solidarietà internazionale antifascista, il commento originale di Fury over Spain era in inglese e con una retorica adeguata allo scopo. In questa nuova edizione il testo di Pino Cacucci, narrato da Paolo Rossi e Francesca Gatto, ricostruisce l'epopea misconosciuta di quel triennio in cui l'utopia libertaria diventa storia. Le straordinarie immagini raccolte nelle strade e sui fronti mostrano in diretta il farsi storico di questo esperimento di democrazia diretta che coinvolge milione di persone e che tocca le campagne e le città, le generazioni e i ceti sociali, e soprattutto le donne, protagoniste di un radicale cambiamento sociale e culturale. La sconfitta militare, preceduta dai violenti scontri all'interno delle stesse forze antifasciste, soprattutto tra anarchici e stalinisti, cancellerà tragicamente questa utopia in pratica, segnando la fine delle grandi rivoluzioni popolari europee e del loro immaginario di riscatto sociale.
libro, 180 pp.
Anarchia e potere nella guerra civile spagnola
di Claudio VENZA
Nel contesto di una feroce guerra civile tra fascismo e antifascismo, che prelude alla seconda guerra mondiale, un forte e radicato movimento libertario cerca di realizzare un'aspirazione secolare: una società di liberi e uguali. Dopo aver contribuito in modo rilevante alla sconfitta del golpe, anarchici e anarcosindacalisti provano a mettere in pratica le loro aspirazioni autogestionarie attraverso migliaia di collettivizzazioni urbane e rurali, innovative sperimentazioni in campo sociale e culturale, e una «guerra antimilitarista» basata sul modello delle milizie volontarie. In una situazione così complessa, agli anarchici si pone subito il lacerante dilemma del potere. Questo libro racconta quell'epocale esperimento rivoluzionario con i tentativi pragmatici (e le resistenze) dei libertari di venire a patti con una realtà ostile.
Ho incontrato nella storia, da quando sono nell'età adulta, molti vincitori il cui volto mi appariva ripugnante. Perché vi leggevo l'odio e la solitudine. Perché non erano niente se non erano vincitori e per diventarlo dovevano ammazzare e sottomettere. Ma esiste un'altra razza di uomini che ci aiuta a respirare, che ha sempre posto la propria esistenza e libertà solo nella libertà e nella felicità di tutti, che trova quindi fin nelle sconfitte le ragioni per vivere e per amare. Questi, anche se vinti, non saranno mai soli.
Albert Camus, La Spagna nel cuore
l'autore
Pino Cacucci è nato ad Alessandria nel 1955. E' scrittore, sceneggiatore e traduttore. Spazia dalla narrativa alla saggistica. E' traduttore in particolare di Paco Ignacio Taibo II.
l'autore
Claudio Venza è docente di Storia della Spagna contemporanea presso l'Università di Trieste e condirettore della rivista "Spagna contemporanea".
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Ernst Jünger
Terrore e libertà
di Maurizio Guerri
“Certi valichi e certe mulattiere si scoprono soltanto dopo aver fatto una lunga salita. Si è ormai giunti a una nuova concezione del potere, a brutali condensazioni dagli effetti immediati. Per opporsi a esse è necessaria una nuova concezione della libertà, ben lontana dagli sbiaditi concetti che oggi vengono associati a questa parola. Ma ciò presuppone che non ci si accontenti di salvar la pelle, e anzi si sia disposti a rischiarla.”
Che ne è della libertà del singolo nell’epoca della guerra infinita al terrore, della prevenzione come sistema di pensiero e nella società planetaria della produzione del lavoro? C’è ancora spazio per la pace, la bellezza e la felicità nell’era della pianificazione della vita? L’autore risponde a queste domande confrontandosi con il pensiero di uno dei più grandi interpreti della cultura europea del XX secolo, Ernst Jünger; in questo volume la sua visione del lavoro, della tecnica e della guerra si rivela come un imprescindibile punto di riferimento per chiunque non voglia arrendersi alla normalizzazione globale del pensiero e dell’azione.
Maurizio Guerri svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano e collabora con la cattedra di Estetica I. Ha pubblicato saggi di estetica, filosofia politica e filosofia della storia.
pp. 272, illustrato € 18,00
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Storia critica del marxismo
Di Costanzo Preve
Dalla quarta di copertina
Questo saggio riunisce in un discorso unitario tre dimensioni che vengono ordinariamente presentate in forma separata, e cioè un'interpretazione filosofica originale di Marx, una proposta di periodizzazione della storia del marxismo da Engels a oggi, ed infine una critica storica e filosofica del paradigma utilitarista in filosofia e nelle scienze sociali. L'interpretazione filosofica originale di Marx riprende, sistematizza ed approfondisce la formulazione già esposta in un'opera precedente e complementare a questa (cfr. Marx inattuale, Bollati Boringhieri, Torino 2004). La filosofia di Marx presentata come una forma di idealismo naturalistico, storico e dialettico, mentre la sua critica dell'economia politica è distinta da ogni variante di economie politica di "sinistra".
La storia del marxismo è periodizzata in tre età successive, e cioè l'età della fondazione o, proto-marxismo (1875-1914), l'età della costruzione a medio-marxismo (1914-1956), ed infine l'età della dissoluzione o tardo-marxismo (1956-1991). L'età presente è problematizzata in forma aperta come epoca o di dichiarato post-marxismo o come epoca di una possibile, e niente affatto garantita, nuova rifondazione del marxismo stesso, su basi però radicalmente diverse dalle tre precedenti.
Il modello utilitarista in filosofia e nelle scienze sociali, attualmente dominante ed addirittura soffocante, è indagato prima nel periodo della sua affermazione in concorrenza con i modelli rivali del diritto naturale e del contratto sociale, poi nell'epoca della sua contestazione per opera soprattutto di Hegel e di Marx, ed infine nelle modalità della sua egemonia attuale, strettamente legata alle pretese di sovranità assoluta dell'economia su ogni altra logica filosofica, politica e sociale ad essa estranea.
Il saggio rappresenta una prima, necessariamente ancora imperfetta e migliorabile, formulazione coerente di una ricostruzione integrale non solo del marxismo, ma della filosofia politica moderna e contemporanea.
Costanza Preve (1943), ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica nelle universià di Torino, Parigi e Atene. E autore di numerosi volumi e saggi di argomento filosofico, pubblicati in Italia ed all'estero. Per la Bollati Boringhieri ha scritto l'Introduzione alla nuova edizione dei due volumi dell opera di Gunther Anders, L'uomo antiquato ed il saggio Marx inattuale, largamente complementare al presente lavoro.
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