Mohamed Daki, Ali' Ben Sassi Toumi e Bouyahia Maher, i tre islamici assolti a Milano dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata a terrorismo internazionale, non potevano essere condannati perche' "non puo' dirsi raggiunta la prova della sussistenza di legami penalmente rilevanti del gruppo in questione con quelli, pur della stessa matrice ideologica, responsabili di attacchi di natura terroristica, non potendo al riguardo farsi leva sulla presunta analogia della 'potenziale progettualita' operativa degli spostamenti di uomini e di risorse' rispetto a episodi di pacifica natura terroristica, ne' tantomeno sulla asserita 'circolarita' di rapporti' tra soggetti gravitanti nei medesimi ambienti eversivi, e dunque su loro rapporti di conoscenza e/o di pregressa frequentazione". E ' quanto emerge dalla lettura delle motivazioni alla discussa sentenza, depositate oggi, con la quale il gup di Milano Clementina Forleo assolse, il 24 gennaio scorso, i tre presunti terroristi. Il giudice aggiunge che "l'esaltare la rilevanza di tali rapporti finirebbe per allargare a dismisura il confine della responsabilita' penale consentendo di colpire tipologie politiche di autore o di stroncare fenomeni invece che responsabilita' individuali". (AGI)




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