Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
Siamo delle “vittime” giornalistiche ?
Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it