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In Origine Postato da xlater
A sinistra non c'è autorità che tenga. Fa parte della mentalità di sinistra accogliere con diffidenza tutto quello che arriva ex-cathedra. Fa molta miglior figura, davanti ad un occhio di sinistra, chi cerca di pensare con le proprie meningi, magari cercando la propria via al di fuori dagli schemi.
Per carità, chi pensa al di fuori degli schemi viene espulso dal partito, pensare con le proprie meningi, a sinistra, è privilegio di una élite intellettuale, poi tutto il resto del poplo bue, si deve adeguare.
Ti avevo chiesto una sintesi, un'elaborazione originale, una chiosa, un commento, ad un articolo che condividi. Mi hai risposto, di nuovo, con dei copia-e-incolla. Peccato. Avrei preferito riconoscere un errore, piuttosto che costatare amaramente di aver avuto ragione.
Ti ho risposto che condivido quei pensieri. Fai conto che gli abbia detti io.
Secondo me non hai capito veramente cosa abbia davvero scritto Fini in quell'articolo, quale sia la tesi di fondo intorno cui si articola il discorso.
Dimmelo te.
Ti faccio innanzitutto notare che la posizione di Fini è contraria a quella espressa da molti esponenti del centrodestra oggi. Ho sentito da più parti (Casini per primo) sostenere che la Resistenza è patrimonio di tutti gli italiani, e non solo di una parte o di un partito. Moltissimi italiani, delle più diverse estrazioni ideologiche (comunisti, socialisti, repubblicani, cattolici, azionisti, monarchici) hanno dato il loro contributo alla Resistenza, e sbagliano coloro che tentano di appropriarsene indebitamente, come fosse una loro esclusiva.
La Resistenza è patrimonio di tutti gli Italiani, tanto quanto la sconfitta nella seconda guerra mondiale, la vergogna delle leggi razziali e il fascismo. Ripeto: non possiamo autoassolverci attraverso il sacrificio di poche migliaia di persone.
E' esattamente il contrario di quello che dice Fini, per cui la Resistenza fu opera di quattro gatti comunisti, con impatto minimo sulla storia, mentre la maggior parte degli italiani si barricava in casa al grido di "non mi impiccio".
Esatto.
Secondo te, ha ragione Massimo Fini, o hanno ragione i leader del cdx che si oppongono allo "scippo" della Resistenza da parte delle forze di csx?
Ma, a prescindere da questo, la tesi di Fini, abilmente dissimulata tra le righe, è questa.
Il popolo italiano è costituito in grandissima parte, quasi totalità, da una massa di cialtroni, incapaci di ogni slancio ideale, e di ogni elaborazione politica, pronti ad inchinarsi al primo furbacchione vile e infingardo, o alla prima classe politica vile ed infingarda, che viene a prenderlo per il c**o.
No, la tesi è che, appunto, durante il fascismo c'era un consenso di massa, e che dobbiamo sentirci tutti colpevoli di questa eredità storica, senza tante attenuanti "all'italiana". E' un discorso che fila via liscio, senza nessuna aspetità.
Le sporadiche eccezioni alla regola, non sono altro che inutili idioti: tali sono i combattenti di Salò che si sacrificavano eroicamente mentre il loro capo pensava a mettere il sederino in salvo. Tali sono quei quattro gatti dei partigiani, che in fondo è esattamente come se non ci fossero stati. E da allora in poi tutti quelli che si allontanano dal pattern del popolo cialtrone, fanno più danni che altro, finendo nella migliore delle ipotesi ad alimentare le fila del terrorismo. Nero o rosso che sia.
Esatto.
Insomma viva il popolo cialtrone, viva i furbacchioni che lo abbindolano, dandosi periodicamente il cambio. Per cui, continua Fini, è scandaloso che questo popolo di cialtroni si appassioni ai valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, perché se non fosse stato per gli alleati anglo-americani a quest'ora stavamo tutti ancora a leccare gli stivali di Mussolini e di Hitler, e magari eravamo anche contenti di farlo.
Libertà e democrazia sono "doni" che ci derivano da Yalta, non li abbiamo scelti noi. Potevamo benissimo trovarci, in caso di diversa decisione, al di là della Cortina di Ferro.
Quando Fini scriveva quell'articolo effettivamente in Italia spirava un vento di idiota qualunquismo che entro un mese avrebbe consegnato il Paese nelle mani del tuo amico. Questo per Fini era cosa buona e giusta, esattamente il meglio che potesse capitare a questo popolo di cialtroni, ansiosi di farsi abbindolare.
Spritava il vento di una Seconda Repubblica costruita su di una Rivoluzione per via Giudiziaria forcaiola e giacobina.
Prova a rileggerlo alla luce delle mie parole, e vedrai che il filo logico nascosto viene clamorosamente fuori.
Le tue parole confermano la mia posizione, anzi la rafforzano.g
Condividere la posizione di Fini significa riconoscersi in quel popolo di cialtroni abbindolabili e contenti. Me compreso, te compreso.
Lo siamo stati.
Io invece penso che nel '45 il popolo si fosse davvero rotto le scatole di Mussolini, e lo avrebbe fatto fuori con o senza l'aiuto della storia, con o senza l'aiuto degli americani. Penso che gli italiani siano pure abbindolabili dallo stesso "puzzone", ma non in eterno.
Pensa pensa pure tutto quello che vuoi, ma la storia è un'altra.
Aggiungo: ho l'impressione che da allora siamo ancora migliorati. Se allora ci sono serviti vent'anni per riconoscere un "puzzone", oggi abbiamo ridotto i tempi ad un quarto. Ancora un po' e saremo un popolo normale.
Un popolo normale, è una aspirazione?
Nel frattempo, celebrare i valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, quei valori che distinguono un popolo qualunquista e cialtrone da un popolo capace di incidere positivamente sul proprio destino, sicuramente non fa male. Anzi, dovrebbe velocizzare il processo. E se ci scappa un po' di retorica qui e lì, fidati: è ben spesa.
Con tutto il rispetto, preferisco fidarmi di Fini, che ha visto un po' più di cose di te e di me messi assieme, ha una cultura che vale la mia e la tua messe assieme, ha soprattutto la capacità di uscire dagli schemi che noi, legati al nostro "tifo" di coalizione, non abbiamo.[QUOTE]