Un articolo dal Corriere di oggi, che dà conto delle prevedibili polemiche dopo l'annuncio dello studio di valutazione della terza pista a MXP.
Terza pista alla Malpensa, decolla la poemica
VARESE Un'ombra torna a estendersi su Malpensa e sul territorio circostante: lunga oltre tre chilometri, protesa verso il Ticino e il parco naturale che lo circonda. E' il progetto della terza pista che, al solo parlarne (è successo a margine dell'ultima assemblea dei soci di Sea) è tornato a dividere in provincia di Varese favorevoli e contrari. Favorevoli sono quanti vedono nella nascita del terzo nastro d'asfalto, spostato più a sud rispetto ai due attuali, una soluzione al problema del rumore che tormenta gli abitanti di diversi centri attorno a Malpensa; contrari sono invece quanti si oppongono allo sfregio che la terza pista scaverebbe nel parco del Ticino, una delle ultime zone non contarninate della Pianura Padana. I dati indicano il traffico di Malpensa in crescita (oltre il 7%), 56 nuove destinazioni nel 2004 hanno arricchito il bouquet dello scalo; in più è imminente la consegna di uno studio commissionato da Sea al Mitre di Washington sull'impatto che avrebbe la terza pista sul traffico dell'hub. «Prima di parlare di terza pista sarebbe bene risolvere i problemi indotti dalle altre due -attacca Piergiulio Gelosa, sindaco di Lonate Pozzolo, il comune che verrebbe attraversato dal nuovo tracciato- già oggi 8 chilometri del nostro territorio sono condizionati dall'attività dell'aeroporto, i servizi che forniamo rappresentano costi enormi, incassi modesti e ci hanno spinti sull'orlo del dissesto finanziario. Non ce la sentiamo di pagare ulteriori prezzi». Ancor più radicale è il giudizio di Dario Furlanetto, direttore dell'ente parco del Ticino: «Questo territorio è già oggi troppo stressato; ultimo segnale in ordine di tempo, abbiamo notato una progressiva moria di querce causato dalla pessima qualità dell'aria. Ma non diciamo no solo perché preoccupati della sorte di piante o animali: quelli sono semplicemente gli indicatori di un disagio che investe anche la salute degli uomini. Malpensa è una zona già densamente popolata: ci sono superstrade, ferrovie, industrie, non c'è più spazio fisico che consenta ulterioti espansioni». Stupore per l'improvvisa ricomparsa del progetto riguardante la terza pista manifesta invece Marco Reguzzoni, presidente della Provincia di Varese: «L'aeroporto oggi funziona molto al di sotto delle sue potenzialità, non capisco il senso di riaprire un dibattito riguardante un'opera molto lontana nel tempo e al momento non strettamente necessaria. E' un investimento sotto il profilo ambientale? Se ne parli, ci vengano mostrati progetti e soluzioni tecniche e a quel punto potremo valutare» La Sea, dal canto suo, ha sempre dichiarato che l'ampliamento dello scalo varesino avverrà solo con il consenso delle comunità locali e in base a un procedure trasparenti. Claudio Merletti, sindaco di Arsago Seprio, uno dei comuni più «battuti» dalle rotte di decollo, coglie la palla al balzo: «Ben venga il dialogo, dal momento che fino a oggi Sea ha mostrato di non tenere granché in considerazione l'opinione del territorio. Io non sono contrario alla terza pista, a patto che serva davvero ad abbattere l'inquinamento acustico che oggi ci assedia. Ma il mio timore è un altro, cioè che il grande investimento abbia invece come obiettivo incrementare, e di molto, gli attuali volumi di traffico. Lo stesso Bencini, in un recente convegno ha detto che conta di arrivare nel 2008 ai 30 milioni di passeggeri e che dopo si vedrà...». Il progetto riscuote invece maggiori consensi tra chi lavora dentro e fuori l'aeroporto: «La terza pista eliminerebbe il problema degli incroci tra velivoli a terra -afferma Carmelo Mario Prati, della segreteria regionale del Sult- dunque aumenterebbe la sicurezza. Va detto che ogni investimento non può prescindere però da altri miglioramenti, primo fra tutti i collegamenti. Una linea di treni con Milano e un paio di collegamenti su autobus, spesso e volentieri intrappolati nel traffico dell'Autolaghi, è tutto quello di cui oggi Malpensa dispone; troppo poco per un hub che vuole espandersi su scala europea. Senza considerare che resta irrisolto un altro nodo, un collegamento rapido con Linate: senza questo cordone ombelicale, l'altro scalo milanese continuerà a regalare passeggeri agli aeroporti continentali rivali di Malpensa».
Claudio Del Frate
Un commento che fatico a trattenere. Il rappresentante del Sult fa ridere: visto che in questi mesi la loro parola d'ordine è "sicurezza", appoggiano la terza pista perché eviterebbe gli attraversamenti oggi necessari (e non ho tempo né voglia di verificare, ma scommetto che in passato sono stati tra gli oppositori di qualunque espansione dello scalo). Nel contempo propongono una vaccata tremenda: siccome LIN sottrae pax a MXP, mettiamo un bel treno che da LIN li porti a MXP![]()
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Il treno LIN-MXP non mi ha mai convinto né poco né punto, se poi si adducono simili giustificazioni...
Marco




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