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  1. #1
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    Predefinito Niente di nuovo sotto il sole Italico

    Dalle vacanze a scrocco alle supermazzette, la carica dei furbetti dà l'assalto all'Italia - Repubblica.it

    MILANO - Mazzetta continua, mazzetta dovunque, mazzetta spicciola, tanto che bastano 3mila euro. Questa la sintesi brutale degli ultimi anni di inchieste giudiziarie. In giro per l'Italia è un dilagare di "tangentisti". E, sostengono i magistrati, finiti i grandi appalti nazionali, ridimensionata la spesa pubblica, il "pizzo" sta diventando sempre più creativo, e sfuggente, perché attraversa ogni categoria. Compresi gli insospettabili sindacalisti che sono stati acciuffati, un mese fa a Salerno, dietro un distributore di benzina, con 3mila euro in tasca. Li avevano appena ritirati da un imprenditore. Non certo per difendere i posti di lavoro: "O ci paghi, o ti organizziamo uno sciopero", gli dicevano, e non era la prima volta che si riempivano le tasche. Basta, per capire come la situazione stia precipitando, un solo mese di analisi lungo le strade d'Italia.

    L'ABUSO DI POTERE MINIMO
    Basta per esempio andare a Biella, dove un funzionario di polizia è accusato di corruzione per aver gestito un meccanismo semplice e redditizio: alcune agenzie di investigazione dovevano fare indagini difficili? Non c'è problema, le faceva lui, ma usando i mezzi della polizia. Così lo Stato paga e i detective privati pagavano lui, dipendente statale.

    Come due finanzieri. Erano stati mandati in Brianza, a Seregno, con un ordine della magistratura. Avrebbero dovuto "dissequestrare" le macchinette del videopoker e, quando entrano nel bar, le macchinette mangiasoldi non ci sono. Invece di denunciare il barista, ecco nascere spontaneo e immediato l'accordo, una tangente lì per lì: servono 3mila euro e gli occhi si chiudono.

    Questa cifra - 3mila euro - ricorre troppo spesso per essere solo una coincidenza. Anche a Bagheria è stato beccato un dirigente del Comune che, per sbloccare i finanziamenti ad una cooperativa aveva preteso i soliti 3mila. Analogo mercato nelle cancellerie del tribunale di Napoli. C'era stata una clamorosa retata a inizio 2013, la seconda retata qualche settimana fa rivela che poco o nulla cambia: avvocati, cancellieri e dipendenti pubblici erano tutti uniti appassionatamente per far sparire fascicoli di processi in cambio di soldi e regali. Anche se un cancelliere a un commerciante ha detto: "Guarda che il tuo processo torna a galla se non mi dai un televisore". Valore, pare, 3mila euro.

    PRANZI, APPALTI, FAVORI
    Questa mareggiata di episodi da nord a sud, da est a ovest, non deve far dimenticare che in cima alla catena alimentare della corruzione restano i politici. Al di là di Silvio Berlusconi condannato a Roma per frode fiscale, sotto inchiesta a Napoli per compravendita di senatori, a rischio di nuova indagine a Milano per - guarda caso - lo stipendio di 3mila euro al mese che versa a circa 40 ragazze, molte di queste testimoni nei due processi Ruby, è un periodaccio per i rappresentanti della cosa pubblica. Persino nell'educata Emilia Romagna è scoppiato lo scandalo per l'uso dei fondi pubblici in cene costose. Da maggio 2010 a dicembre 2011 la spesa tra bottiglie e pietanze ha raggiunto il mezzo milione, con 220 mila euro mangiati dai dodici consiglieri Pdl e 145 mila dai 24 del Pd, e anche con i grillini ben disposti a spendere. E in questi giorni nelle aule giudiziarie si riparla dei viaggi caraibici e della vita cinquestelle extralusso (e a scrocco) di Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia, giunta caduta per eccesso di scandali, compreso quello dell'assessore Mimmo Zambetti che aveva comprato i voti della 'ndrangheta.

    VECCHIO E NUOVO
    C'è come la sensazione che antiche inchieste non insegnino nulla ai nuovi affamati: in questi giorni si contano tredici ordinanze di custodia all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta per gli appalti delle pulizie. È esattamente lo stesso settore che costò l'arresto del socialista Mario Chiesa e l'inizio dello tsunami di Tangentopoli (17 febbraio 1992). Arrestati non solo i dipendenti della Asl, ma anche il consigliere regionale Angelo Polverino, Pdl: favoriva, questa l'accusa, ditte "amiche" di due clan, nientemeno che Casalesi e Belforte. E se Roma è tornata "ladrona" per il fiorire di inchieste nate durante la stagione indimenticabile di Gianni Alemanno - e riguardano l'azienda trasporto pubblico, i Punti verde qualità, l'Ara Pacis (risultavano okay lavori mai fatti) - anche la Lega, che grazie a quello slogan sgomitava in Parlamento, si ritrova nel mirino, con l'arresto ieri di Oscar Lancini, il sindaco di Adro.

    LE VERIFICHE FISCALI
    I magistrati più esperti dell'anticorruzione raccontano che oggi i settori a maggior densità di mazzetta siano la spesa sanitaria regionale, le consulenze, le forniture al Parastato e le verifiche fiscali. Cioè, dov'è rimasto denaro liquido qualcuno, come un Ghino di Tacco in sedicesimo, impone il "pedaggio". Esempio da manuale a Pesaro, con l'arresto del capo ufficio controlli dell'Agenzia delle entrate: per ammorbidire i controlli su un'evasione superiore ai 50 milioni, che diventano cinque (basta togliere uno zero), ha accettato - questo sostengono le indagini - regali e sconti. Un po' come succedeva a Padova: il denaro lascia tracce pericolose per la fedina penale? Nessun problema. Gli appalti di ristrutturazione di scuole e caserme finivano a chi, a sua volta, provvedeva a sistemare le case di impiegati e dipendenti pubblici. Una mano dà, una mano prende.

    TREZZANO E DETROIT
    Gli esempi potrebbero continuare, ma chi lavora sul fronte dell'anticorruzione suggerisce di badare a un fatto. Proprio in questo periodo, l'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sta sostenendo l'importanza, durante la verifica dei conti delle società, di non lasciarsi sfuggire i reati di riciclaggio e di corruzione a volte connessi alle evasioni e alle frodi fiscali. Lo sforzo europeo su questo tema viene ascoltato in Italia? Pare di no. Durante una recente tavola rotonda, Piercamillo Davigo, ex pubblico ministero di Mani Pulite, oggi giudice di Cassazione, ha detto: "Nessuna legge è stata fatta sul falso in bilancio e per 15-16 anni l'attività politica è stata tutta rivolta a rendere più difficili indagini sulla corruzione. La legge Severino? Sarebbe meglio chiamarla "sedicente" legge anticorruzione". Parole troppo dure?

    Trezzano sul Naviglio e Detroit sono luoghi lontanissimi e molto diversi. Ma in entrambi ci sono stati episodi di corruzione. Come sono stati risolti? Nel Comune poco lontano da Milano, gli amministratori pubblici e gli imprenditori coinvolti in un giro di tangenti hanno patteggiato tutti condanne a pochi anni di carcere. "Invece a Detroit - sottolinea un magistrato della procura - l'ex sindaco per corruzione s'è preso 28 anni di carcere. Secondo il giucide, "ha scelto di usare i suoi poteri per il piacere e l'arricchimento personale, quando aveva le potenzialità di fare molto per la città". Che resta da dire di più?".
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    Hoo..nessuno mica si stupisce, questa è l'Italia

    ma il sospetto che molta gente non riesce a collegare questi furti con la tassazione alle stelle e il declino del paese è fortissimo

    basta vedere come masse oceaniche si esaltino e scelgano come leader gente con legami mafiosi e si reputa normale lo scambio di favori tra le burocrazie parassitarie e la peggior (im)prenditoria malaffaristica (usando ovviamente i soldi dei contribuenti)
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  2. #2
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    Predefinito Re: Niente di nuovo sotto il sole Italico

    Io ho invece il sospetto che molta gente sia inserita nel circuito, in svariate maniere

  3. #3
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    Predefinito Re: Niente di nuovo sotto il sole Italico

    aggiungo un altro articolo
    I mascalzoni d'oro - Repubblica.it




    09 novembre 2013
    Nel dilagare della piccola corruzione, miserabile al punto da mettere a rimborso della Regione Emilia Romagna il prezzo dell'asciugacapelli e lo scontrino da 50 cent per l'uso del wc, c'è pure il capolavoro della banda dei bus di Roma.

    Che, se fosse vero, meriterebbe il premio "Mascalzone d'oro". Per circa dodici anni un bel numero di dipendenti del Comune della capitale avrebbero stampato biglietti del metrò falsi, li avrebbero distribuiti alle rivendite-spacciatrici e avrebbero gestito con riservata oculatezza la contabilità criminale, circa 90 milioni di euro l'anno, comprando il silenzio complice della politica, da destra a sinistra. E stiamo parlando della città governata prima da Veltroni e dopo da Alemanno.

    Come si vede quest'impresa supera la pur fantasiosa tradizione dei nostri migliori magliari, stereotipi dell'Italia che fu povera e truffaldina, quelli delle banconote false stampate da Totò, Peppino e la banda degli onesti, o quelli che vendevano la Fontana di Trevi ai ricchi e ottusi americani in visita a Roma.

    Da un lato dunque si scopre che, come ha denunziato il Papa, non c'è campanile d'Italia dove non si faccia la cresta sul danaro pubblico, dalle tangenti di Trezzano sul Naviglio sino alle nomine camorriste ai vertici delle Asl di Napoli, e dall'altro nella Capitale viene fuori, come raccontano Daniele Auteri e Carlo Bonini, un'evoluzione dell'antropologia criminale italiana così creativa e raffinata da fare dell'Atac, l'azienda dei trasporti del Comune, un'enorme società di falsi autentici: le false vendite e i falsi acquisti dei falsi autobus, i falsi impiegati che erano in realtà parenti, cugini, camerati di partito, belle cubiste... Ed erano falsi i biglietti, falsi i bilanci, falso tutto, anche gli ispettori che insabbiavano, proprio come nel film La stangata dove erano false la ricevitoria, le scommesse, le corse e persino i cavalli.

    Il sindaco Ignazio Marino, che ovviamente non è responsabile se non altro perché ancora non c'era, denunzia anche "il rapporto tra passeggeri e paganti" che, dice, "a Roma è tra i più bassi d'Europa". Ma non tiene conto di quei romani che pagavano ma non risultavano paganti perché i loro biglietti erano falsi. E dunque erano fantasmi, falsi, anche i passeggeri. Più comprensibile è la rabbia dei pendolari che adesso si stanno organizzando in squadre denominate "Roma non paga l'Atac": presidi, scioperi, manifestazioni contro la più grande azienda italiana del trasporto municipale, 120 mila dipendenti, un miliardo di passeggeri l'anno, un debito di un miliardo e seicento milioni, il teatro perfetto per la grande truffa del secolo.

    Si sa che l'Italia non è il Paese di Dostoevskij ma appunto quello di Totò. E però c'è qualcosa di nuovo, né di tragico né di comico, nelle due notti d'albergo a Venezia - 1.100 euro - che il capogruppo del Pd dell'Emilia Romagna ha messo in nota spese. Se è vero che la regia, come ha detto il Papa, è del demonio, ebbene si tratta di un demonio malmesso: il diavolo del mangiucchiamento a scrocco. Com'è infatti possibile che questo satanicchio emiliano in trasferta a Venezia non abbia avuto né cautela né vergogna? E davvero il presidente del Consiglio regionale ligure è stato costretto a dimettersi per "la gogna mediatica" e perché "qualche amico mi ha pugnalato alle spalle", e non per quell'ammanco di trentaduemila euro che gli è stato contestato? Certo, c'è pure "la gogna mediatica" in questa Italia, tanto che io stesso debbo mordermi la lingua per non dire "ben gli sta" al sindaco di Adro, che è ai domiciliari per corruzione. È infatti il sindaco leghista che si esprimeva in lombardo, tappezzava la città con il sole delle Alpi e intanto toglieva il pane ai bambini poveri, negando loro l'accesso alle mense scolastiche. In questo senso garantista non è corruzione ma spreco il mezzo milione che la Rai ha destinato alla pacchianeria dei regali aziendali, argenteria più indecente che preziosa, orologi da ventimila euro l'uno, doni imbarazzanti per i quali la Rai non va perseguita né perseguitata e neppure sanzionata: per chi viola la decenza basta un po' di vergogna.

    Le spese pazze delle Regioni

    Rimane difficile da capire perché mai pensassero di farla franca e perché non si sentissero né goffi né spericolati i consiglieri regionali della Sardegna (di tutti i partiti) quando, con i soldi dei "rimborsi politici" compravano pecore, scarpe da tennis, Rolex, penne stilografiche placcate in oro..., e ci sono persino le spese di un matrimonio. Davvero non c'è più alcun rapporto con i famosi costi della politica di cui parlava Craxi e con quella tiritera difensiva che tutti ancora recitano quando vengono presi con le mani nel sacco e cioè che la corruzione diffusa starebbe tutta nel "genere" e non del "degenere" della politica, e che quindi chi ha ecceduto, imbrogliato, coperto e accettato lo avrebbe fatto per il partito, per il gruppo, per l'ideale: mascalzoni sì, ma per servire meglio la democrazia.

    Cosa c'entra il sacerdozio della politica con l'acquisto di salumi e formaggi a Bologna o con una penna da 500 euro e persino con tre pacchetti di caramelle? Perché un uomo politico, un eletto, pensa, senza ridere, di avere il diritto di mangiare le caramelle gratis? E dopo le famose feste con le teste di maiale e le pazzie economiche di "er Batman" com'è possibile che i gruppi dell'Assemblea dell'Emilia Romagna, compreso il Movimento cinque stelle e Sel, non abbiano imparato la lezione e siano adesso indagati per peculato?

    In questa Italia della truffa e dell'arraffo, si tratti di una bottiglia di vino in Piemonte o di un appalto per la pulizia degli ospedali campani, per forza deve esserci qualcosa di più (o di meno) della furbizia classica e della cresta sulla spesa, che in fondo è sempre stata un segno di opulenza e di benessere. Forse c'è davvero lo Stato in decadenza in questi uomini di partito, forse le piccole abbuffate di questo ceto impiegatizio e roditore ripropongono, come estrema risorsa della politica, l'antico modello economico delle città barbaresche, quelle che crescevano grazie al "furto", forse l'Italia disperata della pirateria a scrocco è l'esemplificazione della profezia di Brecht: "La corruzione è la nostra unica e ultima speranza".


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    poi ovviamente siamo alla canna del gas per colpa dell'Euro
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
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  4. #4
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    Predefinito Re: Niente di nuovo sotto il sole Italico

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Io ho invece il sospetto che molta gente sia inserita nel circuito, in svariate maniere
    non è un sospetto, lo zoccolo duro dei complici, in entrambi i partiti, è il primo ostacolo che va abbattuto senza se se senza ma

    ma non credo sia possibile senza traumi drammatici, l'Italia non ha speranza

    ad oggi chi vive di privilegio non è stato toccato minimamente, la crisi l'hanno pagata quelli che da sempre mantengono le caste e i loro complici
    Ultima modifica di Conte Oliver; 09-11-13 alle 09:40
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
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    Predefinito Re: Niente di nuovo sotto il sole Italico

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    non è un sospetto, lo zoccolo duro dei complici, in entrambi i partiti, è il primo ostacolo che va abbattuto senza se se senza ma

    ma non credo sia possibile senza traumi drammatici, l'Italia non ha speranza

    ad oggi chi vive di privilegio non è stato toccato minimamente, la crisi l'hanno pagata quelli che da sempre mantengono le caste e i loro complici
    ll mio "sospetto" era lievementr eufemistico......purtroppo hai ragione, comunque

 

 

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