



Ripeto la domanda: può la politica opporsi a quest'ondata di "permissivismo" anarcoide? A mio avviso, ribadisco, non è possibile e sarebbe anche sbagliato pensarlo.
Compito della politica dovrebbe essere quello di raccogliere i frutti della società civile. Quest'ultima infatti ha non solo il diritto, ma anche il dovere di mobilitarsi contro atteggiamenti e stili di vita "degenerati".
Se la nostra voce sarà forte una politica democratica non potrà non tenerne conto. Ma se la nostra voce restera fioca non si può chiedere alla politica di agire autoritariamente.
E' evidente che in Francia, come nel resto del Continente, il conservatorismo sociale all'americana non esiste. E di questo, sinceramente, non si può colpevolizzare Sarkozy.
SADNESS IS REBELLION


Qui ritorniamo al vecchio discorso sul 3d relativo all'estremismo. Ebbi modo di affermare che il PDL, in quanto partito di governo e di sintesi, estraneo all'estremismo non può modificare immediatamente, e con la semplice approvazione di norme abrogative, la legislazione su aborto, divorzio, ecc.
Ciò, ipoteticamente, e dal punto di vista ideale, ci farebbe certamente piacere. Esulteremmo ebbri di gioia.
Ma sappiamo bene che ciò non è assolutamente possibile.
Il cambio di passo va fatto attraverso una azione costante, in grado di far leva sulla "cultura", sulla percezione mentale, sul comune sentimento.
Non possiamo suscitare inevitabili spinte antitetiche, e ritrovarci nella bufera, quasi certamente sconfitti.
Dobbiamo agire invece con moderazione, passo dopo passo. La cultura conservatrice va somministrata senza traumi. Poichè crediamo che essa valga, sia utile, necessaria, la giusta cura insomma per i mali del nostro tempo, non possiamo che essere sicuri e fiduciosi sul fatto che a poco a poco la cultura del progressismo - già oggi almeno in parte in via di disfacimento - abbandonerà il campo.


Non lo può fare in queste condizioni perchè verrebbe considerato un colpo di mano. Altra cosa sarebbe tramutare in legge un diffuso sentimento popolare. Il nostro problema non è che il PDL (o l'Ump) non è abbastanza conservatore, ma che i popoli europei non lo sono affatto.
SADNESS IS REBELLION


Per questi signori altro che la famiglia, deve essere lo stato che impartisce lezioni di sesso (ovvio che la statolatria dilaghi in francia... non potrebbe essere altrimenti vista loro storia).
Cioè la stessa linea del fallimentare sistema inglese: nel paese della dottrina sessuale di stato, nel paese in cui i teenager sono i più bombardati da pubblicità di preservativi, pillole e cliniche abortiste (anche e soprattutto all'ora di cena), nel paese in cui il segretario all'educazione (Ed Ball) ha sancito l’obbligatorietà dell’educazione sessuale a scuola (in tutte, ma proprio tutte le scuole, comprese quelle di orientamento confessionale) con l'indottrinamento che partirà dai 5 anni di età e dai 15 i genitori non potranno più scegliere se farli frequentare o meno (che esempio di libertà, eh), ebbene è lo stesso paese che ha raggiunto tutto trionfante l’inscalzabile posizione in testa alla hit parade dei paesi europei con più aborti e ha preso atto con orrore che le interruzioni di gravidanza negli ultimi dieci anni sono triplicate.
Come i britannici, ora anche i francesi si adeguano alla dottrina sessuale di stato (e le famiglie? e gli enti intermedi? le chiese? proprio tutto in mano allo stato e a quattro politicanti figli del sessantotto vogliamo dare...). Vogliono anche loro i medesimi risultati?
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)


A questo punto perchè non mettere delle stanze del sesso nelle scuole?dove le prostitute possano esercitare in sicurezza il loro mestiere?
e pensate che c'è qualcuno che definisce Sarkozy destro , e destro anche il gay accompagnato Westervelle...
davvero c'è grossa crisi...
questo di destra non ha niente , è un provvedimento di pura matrice progressista e materialista.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Deriva etica grottesca
Nel paese dei moralisti ecco a scuola il richiamo al sesso banale e precoce
Con la scusa della prevenzione, e con l’accordo di Fazio, issata nelle scuole romane la bandiera del preservativo
Nel paese dei moralisti ecco a scuola il richiamo al sesso banale e precoce - [ Il Foglio.it › La giornata ]
E’ l’Italia, bellezza. Uno strano paese che da una parte sembra tornato con gusto ai profondi anni Cinquanta, un paese che si indigna per i facili costumi dei potenti, che rovista sotto le minigonne, che sospetta festini dietro ogni festa. E’ lo stesso paese, alla lettera, che continuamente si scopre in affannoso debito con un modello di modernità sessuale anni Sessanta, quelli del libertinismo obbligatorio, senza limiti e senza collare, purché con il condom, e prima si comincia meglio è. Così, se alla provincia di Roma la maggioranza di sinistra vota una mozione per dotare le scuole medie superiori di distributori di preservativi, piazzati tra le bibite e le merendine, a dichiarare il proprio plauso accorre il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, convinto (al contrario dei consiglieri Pdl, che hanno votato contro) che si tratti di lodevole iniziativa per la prevenzione dell’Aids.
Non lo dice più nemmeno l’immunologo Fernando Aiuti (“Sembra un invito a fare sesso a scuola”, ha dichiarato ieri), ma forse al viceministro risulta che procurarsi i profilattici in Italia sia impossibile. In effetti, li vendono soltanto farmacie, distributori stradali 24 ore su 24, supermercati, tabaccai… Un inferno, per i poveri ragazzi e ragazze che ne avessero bisogno tra la lezione di storia e quella di matematica, e che per motivi di privacy preferissero il distributore fuori dall’aula, nel pieno viavai di compagni di classe, bidelli e professori, all’imbarazzante e intimidente atmosfera del supermarket o della farmacia. Ma c’è poco da scherzare, secondo Chiara Finocchietti, da un anno responsabile giovani dall’Azione cattolica, che boccia senza appello la mozione per i preservativi a scuola: “Deresponsabilizza tutti, studenti, famiglie e professori. Lascia soli i ragazzi con un falso strumento di libertà e di protezione, mentre in realtà acuisce la loro fragilità, li costringe ad appiattirsi sulla soluzione in apparenza più facile”. Le fa eco Giuseppe Savagnone, docente da quarantadue anni nei licei di Palermo, impegnato sui temi della scuola e dell’educazione, dei quali scrive su varie testate cattoliche: “E’ la solita scorciatoia di chi pensa che il problema dell’educazione sentimentale e sessuale sia un problema di istruzioni per l’uso dei preservativi. Non è una cosa seria, anche se è una cosa desolante”.
E’ difficile resistere all’aria del tempo, ammesso che lo si voglia. Anche se, dice al Foglio lo statistico Roberto Volpi, studioso di salute e di famiglia, “ormai è assodato: nei paesi dove preservativi e pillola del giorno dopo sono a disposizione a scuola, gravidanze e aborti delle adolescenti non calano, ma aumentano. Queste invenzioni funzionano alla rovescia, e il motivo è evidente: abbassano il livello di attenzione, di difesa, di senso dei propri comportamenti. Ti convincono che basta poco per non correre rischi, e allora si rischia”. Nella stessa direzione va la campagna per vaccinare in massa le bambine da undici anni in poi contro il papillomavirus, che si trasmette attraverso i rapporti sessuali ed è coinvolto in alcuni tumori dell’utero.
Dal Foglio del 20 giugno 2009
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)