Ma dov’è questa Crisi?
Gene Gnocchi
30 Aprile 2005

Comincio a stufarmi che tutti ce l’abbiano con Silvio Berlusconi. Perché lui non ha nessuna, nessunissima colpa di quello che dice. Lui non percepisce la crisi perché è circondato di collaboratori troppo zelanti che gli fanno velo e gli impediscono il contatto con la realtà.
Questo per due motivi:
il primo è che li paga.
E molto.

Il secondo è che l’ultima volta che qualcuno gli disse la verità
(era il 1978, e Nils Liedholm gli fece notare che questo Erasmo da Rotterdam non giocava nel Psv Eindhoven e non si poteva opzionare)
la scontò duramente.

Per capire lo spirito di Berlusconi bisogna fare chiarezza sulla sua giornata tipo; che vi rivelerò, essendo in possesso di informazioni segretissime arrivate a Claudio Petruccioli, attraverso Patrizia Rossetti, direttamente dai servizi deviati di Publitalia.
Berlusconi si sveglia la mattina alle 11, ma tutti gli dicono che sono le 5.
Così lui è contento e può raccontare per l’ennesima volta ad Alain Elkann che dorme tre ore per notte.
Poi apre la finestra, vede le strade piene di gente e pensa tra se e sé:
«Ammazza! e pensare che sono solo le cinque del mattino! Questo sì che è un Paese operoso!
E poi dicono che c’è la crisi!».

Mezz’ora dopo Berlusconi scende al bar e ordina un caffè.
«Quant’è?», chiede al barista.
E il barista, siccome prima era già passato Gianni Letta e gli aveva già anticipato una moneta da cinquanta centesimi, glielo mette a trenta centesimi.
E Berlusconi pensa tra sé e sé:
«Trenta centesimi un caffè? Ma se due anni fa costava 1600 lire.
E poi dicono che c’è la crisi!».

Poi Berlusconi va al parco a fare un po’ di jogging e si imbatte in due persone anziane girate di spalle
(Sandra Mondaini e Davide Mengacci)
che, precedentemente addestrate da Paolo Liguori, tirano delle scaglie di tartufo ai piccioni invece delle bricioline di pane.
E pensa:
«Cribbio! E questi sarebbero i vecchietti che faticano ad arrivare a fine mese?
E poi dicono che c’è la crisi!».

Alle 7 di sera
(ma il suo autista, Ferdinando Adornato, gli fa credere che sia mezzanotte)
Berlusconi rientra in villa seriamente intenzionato a onorare i suoi doveri coniugali.
Dietro l’androne è nascosta Veronica, che lo colpisce al capo con “Il libro del comunismo” sprofondandolo nel sonno dei giusti.
Quando il premier si sveglia, lei gli dice che hanno fatto l’amore tutta la notte.
E Berlusconi, tutto felice, pensa tra sé e sé:
«Hai capito, a settant’anni?
E poi Follini dice che sono in crisi!».

Quindi convoca una conferenza stampa per la mattina successiva, ed esordisce così:
«La situazione dell’economia dipende in parte assolutamente poco rilevante dal governo e dalle leggi. In larghissima parte dipende dalla situazione economica internazionale e dall’atteggiamento di 57 milioni di cittadini italiani. Insomma: e poi dicono che c’è la crisi!».