La storia
Giugno 1940: 1500 profughi ebrei provenienti da ogni parte dell'Europa occupata dai nazisti salpano da Napoli, verso l'Egitto e la salvezza sulla nave Esperia.
Gennaio 2003: James Hazan, all'epoca bambino di 7 anni, racconta ai giornali quanto avvenuto durante la navigazione.
Marzo 2004: il comandante della Esperia Emanuele Stagnaro viene commemorato a Sestri Levante e un ulivo di Gerusalemme viene piantato in suo onore
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Cosa avvenne sull'Esperia e perché il comandante Stagnaro si guadagna la riconoscenza di Israele e delle Comunità ebraiche?
Quando l'Esperia sta per approdare ad Alessandria di Egitto il comandante Stagnaro riceve un ordine perentorio dalla madrepatria: tornare in Italia riportando indietro i passeggeri. L'Italia è entrata in guerra, gli ebrei sono nemici, e Alessandria è sotto protettorato inglese, i nemici.
Il comandante si consulta con Itzhak Hazan, diplomatico egiziano di religione ebraica, suo grande amico e collaboratore dei servizi segreti britannici, anche lui a bordo con la famiglia.
Presto la decisione è presa: il comandante Stagnaro finge di non aver ricevuto alcun ordine e, con grave rischio personale, decide di sbarcare comunque il suo carico umano. Hazan trova, grazie alle sue relazioni con gli inglesi, un porto ancora sotto completo controllo egiziano da cui l'Esperia potrà ripartire senza essere catturata come preda di guerra.
Il comandante Stagnaro non subisce punizioni e qualche mese dopo la sua bella nave viene affondata dagli inglesi ma lui si salva. Nel 1942, però, mentre sta trasportando un gruppo di alpini reduci dalla Russia verso il fronte libico, viene affondato sulla nave Galilea e trova la morte insieme a centinaia di alpini.
La storia della sua eroica azione di solidarietà verso i suoi passeggeri ebrei entra nell'oblio, fino a che James Hazan, (Giacomino), figlio di Itzak Hazan, nel 2003 in una intervista parla dell'eroico salvataggio di cui è stato parte in causa tra i salvati. Ad una festa anche la scrittrice Claudia Roden, incontrandosi per caso con Giacomino, ricorda di essere stata salvata nel viaggio dell'Esperia.
Presto i media si appassionano all'affascinante storia, il Times, il Corriere della Sera, il Mattino di Napoli, Gente e altri raccontano la storia del comandante Stagnaro. Un altro eroico italiano che, come Perlasca, Palatucci e tanti altri ha anteposto i valori umani di solidarietà al vantaggio personale.
Alla fine di marzo i parenti, e in particolare il figlio Cesare di 90 anni, e gli amici di Emanuele Stagnaro onorano la memoria del comandante in compagnia del mondo ebraico riconoscente.
Un ulivo di Gerusalemme piantato nei giardini di Sestri Levante testimonierà per il futuro l'eroismo di Stagnaro.
Il 27 marzo i figli di Stagnaro e di Hazan si incontrano per la prima volta sotto le telecamere della RAI.
Un film dedicato alla vicenda è in preparazione, fin da oggi invece è possibile accedere ad un sito internet (www.esperia1940.info) per saperne di più e per fornire informazioni sui salvati. Grazie al passaparola informatico si spera di poter raccogliere nomi, curiosità, informazioni sul viaggio che per 1500 ebrei significò la salvezza.




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