...............GRANDE SHEVA!!!!!!!!
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Battuta la Fiorentina 2-1 in rimonta. A Maresca (25') risponde a inizio ripresa l'ucraino. Grande primo tempo dei viola, che però sprecano troppo
FIRENZE, 30 aprile 2005 - La Toscana è finalmente conquistata. Dopo le batoste di Livorno e Siena, il Milan espugna Firenze rimontando il gol di Maresca del primo tempo. Lo fa nei primi dieci minuti della ripresa con un uno-due di Shevchenko. Una vittoria all'insegna del cinismo più puro, contro una Fiorentina sfortunata, protagonista di un grande primo tempo, ma troppo sprecona nel secondo.
LA PARTITA - Non parlate dei presunti guai del Milan a Dino Zoff. Lui che lotta per non far retrocedere in B un'intera città. Che i rossoneri debbano fare a meno di Maldini, Ambrosini e Kaladze, squalificati, non può illudere un tecnico così esperto. Dispone in campo una formazione equilibrata, con Maresca in cabina di regia, Ariatti sulla destra del centrocampo e Pazzini in attacco, lasciando la panchina a Bojinov. Carlo Ancelotti pensa allo scudetto, ma inevitabilmente anche a Eindhoven. In difesa schiera Costacurta a sinistra, mentre a centrocampo Rui Costa dirige in mezzo nel ruolo che è di Pirlo, con Serginho a sinistra. In attacco la coppia Sheva-Tomasson, particamente nulla e statica nei primi 45 minuti.
Alla brillantezza dei viola corrisponde infatti la pesantezza dei rossoneri. Ottimo l'approccio della Fiorentina alla gara: prima cerca le vie centrali, poi utilizza le fasce, soprattutto quella di sinistrra, dove Jorgensen mette in difficoltà Cafu. Nei duelli, toscani dominatori. Pressano bene, avanzano compatti e corti, diretti da un Maresca in serata di grazia, con un Pazzini che, gioco di parole ideale, impazza. Dov'è il Milan? Sottotono, senza idee e muscoli, rincorre col fiatone gli aggressivi ragazzi di Zoff che non perdono colpi a centrocampo. Pazzini colpisce la traversa; la palla rimbalza sulla linea di porta e Nesta spazza. Il Milan tenta ripartenze, ma nell'impostazione c'è tanto di polveroso e negli spazi non trova le giuste misure, chiuso com'è dall'ottima difesa viola. Il gol di Maresca è meritato; bel gesto, il giusto premio per un dominio incontrastato.
Ti immagini rivoluzioni all'inizio della ripresa, invece Ancelotti insiste con l'undici del primo tempo. Ma con una marcia in più, liberando sulle fasce i brasiliani Serginho e Cafu. Benzina fondamenetale per agguantare dopo pochi secondi il pareggio con una zampata di Shevchenko. Il valore aggiunto si chiama velocità. E per i viola è una lama tagliente perché al 10', stesso schema, Serginho inventa un assist perfetto per Sheva che replica, per il vantaggio rossonero. La Fiorentina subisce il colpo, ma grazie a Jorgensen, autentico folletto sulla fascia sinistra, ritrova tempi ed entusiasmo.
Il danese gioca come un brasiliano, si esalta nel dribbling, offre palloni d'oro che i compagni sprecano malamente. Entra Seedorf per Rui Costa e, resosi conto che la copertura spesso latita, Ancelotti toglie Tomasson per Pirlo, avendo maggior bisogno di razionalizzazione e filtro. Ma il Milan va spesso in crisi in difesa; Stam appare vulnerabile e solo l'imprecisione di Miccoli e Pazzini lo grazia. Ma non è la Fiorentina del primo tempo. Tempi, lucidità ed equilibrio spariti. Zoff si affida a Bojinov togliendo Chiellini. I rossoneri aggiungono invece in difesa Pancaro per Serrginho; cinque elementi davanti a Dida per difendere all'italiana il 2-1 e tentare la sortita in contropiede. Si consuma così la sfida, col Milan che ora attende lumi da Torino. E con la Fiorentina sempre più sull'orlo del baratro.


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