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LA VISITA www.avvenire .it
Joseph Ratzinger si è recato per la prima volta da Papa nella residenza estiva dei Pontefici E subito è scattato il feeling con gli abitanti della cittadina. Giunto alle 16 in elicottero da Roma, accompagnato dal Segretario di Stato, il cardinale Sodano, Benedetto XVI si è trattenuto fino alle 19. Alle 16.45 si è affacciato alla loggia per salutare le oltre duemila persone accorse ad abbracciarlo
A Castel Gandolfo come in famiglia
«Sono venuto a prendere contatto con il Palazzo Apostolico. Questo è il primo di molti altri appuntamenti», ha promesso il Papa Gli hanno dato il benvenuto il vescovo di Albano
Marcello Semeraro e le locali autorità civili
Dal Nostro Inviato A Castel Gandolfo Mimmo Muolo
Non sarà sfuggita a Benedetto XVI la bandiera di Castel Gandolfo. Bianca e azzurra come quella della sua Baviera, sventola dal balcone del Municipio proprio mentre il Papa si affaccia alla loggia del Palazzo Apostolico, per salutare le oltre duemila persone che gli riservano un calorosissimo benvenuto. C'è aria di festa, una festa fatta in casa, con palloncini bianchi e gialli che salgono al cielo a sottolineare l'apparizione del Pontefice, grida di bambini e applausi di adulti. Ai quali - quasi a rimarcare l'aria di familiarità per il nuovo Pontefice - si aggiungono pure i colori della cittadina laziale che Giovanni Paolo II aveva ribattezzato «il Vaticano numero due». Sì, piaceranno certamente i colori di quella bandiera a Papa Ratzinger. E già da questo primo incontro si può affermare che gli piace Castel Gandolfo. Anzi, lo dice lui stesso nel breve discorso che rivolge ai castellani. Spiega il motivo della sua visita, appena 17 giorni dopo l'elezione. «Sono venuto a prendere contatto con il Palazzo Apostolico e le Ville Pontificie». Assicura che seguirà l'esempio dei suoi predecessori. «Qui è mia intenzione, a Dio piacendo, di trascorrere i mesi dell'estate». Promette che questo è «il primo di molti altri appuntamenti» in questa «bella cittadina, sempre accogliente con i turisti e con i pellegrini». Gli applausi e le ovazioni, specie dei più piccoli, non si contano. Benedetto XVI parla per quasi cinque minuti, ma talvolta deve leggermente alzare il tono della voce, per placare l'entusiasmo che ogni sua frase scatena tra i presenti. Saluta il cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, che lo ha accompagnato da Roma, il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, il parroco di Castel Gandolfo, don Waldemar Niedziolka, il sindaco, Maurizio Colacchi, il direttore delle Ville Pontificie, Saverio Petrillo, e tutti coloro che vi lavorano e ne assicurano la manutenzione, con i quali si era intrattenuto poco prima nel cortile del Palazzo. Per lui, che anche qua ndo era cardinale, da queste parti saliva spesso per incontrare Giovanni Paolo II, non sono affatto degli sconosciuti. E questo aumenta l'aria da incontro di famiglia, che si respira nella piazzetta. Una maestra attorniata da un gruppo di bambini delle scuole di Pavona, a qualche chilometro da Castel Gandolfo, alza un cartellone scritto a mano: «Benedetto XVI, sarai il nostro Papa-papà». Il Papa pare accorgersene e saluta proprio in quella direzione. Poi completa il suo discorso, ringraziando ancora «per la vostra presenza e per la vostra cordialità». E augurando «a tutti i castellani pace e serenità». Il Pontefice era giunto intorno alle 16 in elicottero, accolto dal vescovo, dal parroco, dal sindaco e dai dipendenti delle ville Pontificie. E di questo primo incontro, avvenuto nel cortile del Palazzo Apostolico, gli altoparlanti avevano diffuso il «sonoro» anche alle persone in attesa sulla piazza. Così si era potuto ascoltare il Papa che ringraziava tutti i presenti e in particolare le suore dell'Istituto Maestre Pie Filippini, che si prendono cura del Palazzo. Quindi, rivolgendosi direttamente ai dipendenti delle Ville Pontificie, Benedetto XVI aveva aggiunto: «Grazie per il vostro lavoro che permette di mantenere le Ville in tutto il loro splendore, affinché possano apparire belle come sono. Un po' come il Creatore aveva ideato all'inizio la creazione. Grazie per la vostra collaborazione con il Creatore, con il Sommo Pontefice e con la Chiesa». «È un Papa dalla dolcezza straordinaria, che ci ha messo subito a nostro agio», ha riferito ai giornalisti il sindaco Colacchi, uscendo dall'incontro. E più o meno simili sono stati i commenti degli altri presenti. Salutando don Waldemar - nella cui parrocchia a due passi dal Palazzo il cardinale Ratzinger più volte aveva celebrato - Benedetto XVI ha sottolineato: «Io la conosco bene». E la stessa cosa ha detto a monsignor Semeraro che, prima di diventare vescovo, è stato docente di teologia all'Università Lateranense e negli anni scorsi ha collaborato con la segreteria del Sinodo. «Santo Padre - lo ha salutato il vescovo di Albano - le diamo il benvenuto e fin da questo primo incontro vogliamo dimostrarle tutto il nostro amore e la nostra obbedienza». Poi il presule ha fatto gli «onori di casa» e il Papa ha stretto la mano a tutti, compresi i membri della giunta municipale e del consiglio comunale di Castel Gandolfo. Da loro e dal sindaco ha voluto sapere anche da quante persone fosse composto il «parlamento» cittadino. «Ho avuto la sensazione - dice al termine dell'incontro monsignor Semeraro - che anche con Papa Ratzinger si sia immediatamente stabilito quel rapporto speciale che legava non solo la città, ma tutta la diocesi di Albano a Giovanni Paolo II. Basti pensare che Papa Wojtyla, sommando tutti i suoi soggiorni al Castello, ha trascorso qui quasi cinque anni del suo Pontificato, seguendo costantemente la vita della diocesi e visitando numerose parrocchie. Questo era per lui il luogo in cui, anche a causa dei ridotti impegni, poteva pregare di più, meditare maggiormente la Scrittura, ideare le sue grandi iniziative pastorali. Non dubito che sarà così anche per Benedetto XVI. Siamo orgogliosi di essere la prima diocesi italiana che ha visitato». Il primo incontro sembra avvalorare le parole del vescovo. Alle 16,45, quando il Papa si è affacciato alla loggia, il feeling con la gente è scattato subito. E anche se la permanenza è durata solo tre ore (dopo aver visitato il suo appartamento e i giardini a bordo di un caddy da golf, il Pontefice è partito per il Vaticano intorno alle 19), l'ultimo saluto non lascia dubbi. «Arrivederci quanto prima», ha promesso. Sì, Castel Gandolfo e la sua aria di famiglia, gli sono decisamente piaciuti.




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