Io discrimino.
Da quando nasco a quando muoio, da quando mi sveglio al mattino a quando vado a dormire la sera.
Quando decido che cosa bere, mangiare, cosa comprare, studiare, che lavoro scegliere, quali compagnie frequentare, quale partner per convolare a nozze o con il quale convivere, quali passatempi praticare, quali letture, film, musiche, leggere, vedere, ascoltare; se seguire la retta via o la strada della perdizione; se elevarmi verso il Sacro o il Divino o precipitare nell’Abisso.
Se seguire l’istinto di conservazione o scegliere l’autodistruzione, se costruire o distruggere, se produrre o contemplare.
Ogni atto della vita richiede scelte e pertanto una serie di operazioni, mentali e materiali, che presuppongono azioni che vanno nel senso del fare differenze fra le cose e gli esseri, sulla base delle più disparate considerazioni e riferimenti.
Io faccio differenze, io discrimino.
Quindi sono da condannare.




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hefico:
