MA QUALE “PRESIDENTE DI GARANZIA”, MEGLIO LE “GARANZIE AL PRESIDENTE”!
LA VERA TRATTATIVA TRA LETTA E PRODI NON E’ SULLA RAI MA IL FUTURO MEDIASET
VUOI GNUDI E MINOLI? NON TOCCARE LA GASPARRI E LA PRIVATIZZAZIONE DI RAI1
Angoscia! Angoscia! griderebbe un Mike Bongiorno col parrucchino all'incontrario. Le nomine Rai, dall’era di piazza del Gesù perenne sismografo del potere, segnano e segnalano la politica che verrà. Il mercatone dei gnomi e cognomi che si sta intrecciando in questi giorni per decidere chi salirà al settimo piano di viale Mazzini è solo un polverone: la vera trattativa non riguarda infatti, se non in seconda battuta, la televisione di Stato. Il vero nodo da sciogliere non è la Rai bensì Mediaset.
Ieri, c’è stato un nuovo contatto (telefonico) tra Gianni Letta e Tinto Prodi. Da bravo pierre lo aveva annunciato lo stesso Berlusconi nel suo tour promozionale pro-Scapagnini a Catania: “Credo che siano già iniziati i contatti non tra me e Prodi, ma tra Prodi e Letta”. Al centro del “contatto”, un “sistema, un percorso comune” (Letta), “Si deve procedere di pari passo sul presidente e sul direttore generale” (Prodi).
Sotto la battaglia di carta per avere un “presidente e Dg di garanzia”, cara al centrosinistra, di cui tutti discettano in preda a una overdose di ipocrisia, si muove il vero punto dei “contatti” tra Letta e Prodi. Vale a dire, le “assolute garanzie” che vuole Berlusconi per lasciare la Rai nelle mani degli avversari.
Caro Prodi, ti agiti per avere Gnudi presidente e Minoli Dg, in modo da correre l’anno elettorale senza rischi di oscuramento a favore di un Rutelli o di un Fassino? Bene, in cambio, in caso di una tua vittoria alle politiche 2006, l’impero del Biscione non deve essere toccato, a partire dalla legge Gasparri. Secondo: caro Romano, dimentica di privatizzare, una volta a palazzo Chigi, Raiuno.
Ecco i termini veri dei “contatti”. La grande preoccupazione per il Cavaliere è sempre il futuro di Mediaset: con una Rai1 privatizzata (a questo serve Gnudi), e sono tanti che smaniano per portasela a casa, da De Benedetti a De Agostini, dal tedesco Bertelsmann al francese Bouygues, la torta pubblicitaria si ridurrebbe di una grossa fetta per il Biscione. Lasciamo perdere, poi, il volano pubblicitario che scaturirà dalla Gasparri con il digitale terrestre.
Ecco perché, negli ambienti bene informati, si ride dell’idea del “presidente di garanzia” e si discute invece delle “garanzie al presidente”, alias Berlusconi. Che avrebbe in mente per il prossimo anno di mettere in vendita un ulteriore 15/20% di Mediaste, convertendo sempre più il suo impero verso una public company (in mano amiche) e puntare così alla vetta del Colle quirinalizio.
Uno scenario ancora “fanta”, certo, legato ai sondaggi di dicembre-gennaio, quindi alla scelta di fare due passi indietro e affidare la leadership del Polo a Pier Furby Casini. In caso di insperata vittoria del Polo, la strada del Quirinale sarebbe in discesa. In caso di prevedibile sconfitta, Silviuccio eviterebbe la noiosa trafila di guidare l’opposizione per cinque anni.
Intanto il Reuccio di Arcore sta preparando una stagione 2006 carica di Bonolis acchiappa-audience. (Un ulteriore segnale del “trasloco” di Paolino è la messa in cantiere su Italia Uno, per la primavera 2006, del reality “La Talpa”, ex format Rai2, condotto da Paola Perego, scuderia Presta-Bonolis).
Ovviamente Antonio Ricci, che si sente “padrone” del post-Tg, l’idea di fare panino con Bonolis, l’ha presa malissimo, anche se una “Striscia” di 15 minuti è – a pensarci bene – il format più giusto ed efficace. E vedrete che alla fine i due scellerati faranno pace davanti alle telecamere.
Dagospia 10 Maggio 2005




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