Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Modello Renano

  1. #1
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    Il più celebre, fra i modelli europei, è quello del cosiddetto Rhineland capitalisfn (capitalismo renano) e dell'economia sociale di mercato. È il modello prevalente in Germania, Austria, Olanda e in parte del Belgio, Si basa sul concetto del decentramento statale, sulla concertazione fra industria e sindacati, e su un'idea di impresa come organizzazione associariva autosufficiente e in qualche modo svincolata dai suoi azionisti. Gli utili vengono reinvestiti e i dividendi sono relativamente bassi. Normalmente, le azioni di una società finiscono nelle mani di altre aziende, banche e compagnie di assicurazioni legate ad essa da relazioni di affari più che dall'ossessione del prezzo del titolo e dei dividendi. Il sistema europeo di corporate governance prevede che i rappresentanti degli azionisti siedano accanto a quelli dei lavoratori e dei sindacati all'interno del consiglio di supervisione, che stabilisce la direzione strategica dell'azienda. Senza il consenso di questo fondamentale organismo, risulta molto difficile portare a termine una scalata ostile. L'articolo 76 del codice di diritto societario tedesco impone ai manager di dirigere l'azienda nell'interesse dell'intera organizzazione, e impedisce al consiglio di supervisione ogni intervento specifico.
    Nonostante la globalizzazione, il fulcro delle relazioni industriali e delle politiche salariali in Germania è ancora la concertazione fra le associazioni imprenditoriali e i sindacati; più di due terzi degli accordi salariali vengono stabiliti in questo modo, direttamente o indirettamente, attraverso i contratti collettivi'. I sindacati, tuttavia, agiscono responsabilmente in veste di partner, poiché si considerano parte integrante dell'organizzazione. La convinzione che questo sistema contribuisca a creare un ambiente di lavoro altamente produttivo e collaborativo è così radicata che per le aziende diventa molto difficile cercare di indebolire o di spaccare i sindacati senza danni di immagine piuttosto seri. Nel 1995, per esempio, la Gesamtmetall, l'associazione delle imprese siderurgiche tedesche, giunse a un braccio di ferro con il sindacato di settore, la IG Metall (la seconda maggiore organizzazione sindacale al mondo) per avere più flessibilità nel lavoro. Lo sciopero che ne seguì fu tanto dannoso per l'immagine della collaborazione costruttiva fra sindacati e imprese che molte aziende uscirono dai ranghi e solidarizzarono con i lavoratori. La Gesamtmetall dovette fare un nasse indietro.

  2. #2
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    L'intermediario fondamentale è il consiglio del lavoro, un organismo che per legge deve essere chiamato in causa nei processi decisionali dell'azienda, ma che non può organizzare scioperi'. Il consiglio è stato appositamente studiato come una tribuna neutrale dove il sindacato e il datore di lavoro portano avanti i loro rapporti e gestiscono le tensioni evitando il ri. schio di un conflitto industriale senza ritorno. In altre parole, il consiglio del lavoro è una sorta di agenzia per ,1li scambi di opinione costruttivi e le coni unicazioni all'interno dell'organizzazione. E stato proprio il consiglio del lavoro della Volkswagen a proporre al management un taglio degli stipendi e le 28 ore settimanali in risposta alle minacce dell'azienda di licenziare 30.000 dei suoi 140.000 lavoratori a metà degli anni Novanta. Ed è sempre merito del consiglio del lavoro se recentemente la Volkswa~en è stata in grado di assumere nuovi lavoratori a salari più bassi di quelli dei vecchi dipendenti. Si tratta di un meccanismo fondau»entale, che permette al sistema tedesco di trovare soluzioni concertate alle pressioni della competizione.
    L;alto livello di istruzione e di addestramento dei lavoratori tedeschi (una tradizione che affonda le sue radici nelle corporazioni medicvali) as sicura sia a,gli imprcnditori che alla forza lavoro un invcstimcnto nella ere scita di lungo periodo dell'organizzazione. Le aziende contribuisconc spontancamente a un sistema di formazione che mette a disposizione de lavoratori un apprendistato di almeno 3 anni attraverso 370 corsi di ad ciestramcnto accreditati. Onesto sistema, a sua volta, si integra coli quel lo scolastico, in modo che (;li studenti possano trasferirsi senza solurionf (-li continuità né problemi dalla scuola agli istituti di brmazione oai pro grammi (-1i apprendistato delle aziende'. Il 60 per cento degli adolescent tedeschi prende partc a un programma di forinazione, senza che yuestc comporti uno stigma sociale come in Gran Bretagna, dove i corsi di ad destramento professionale sono visti come una scelta di ripiego per colo ro che non sono in grado di raggiungere un titolo accademico. Come ab biamo visto in precedenza si veda il quinto capitolo), negli Stati Uniti i 46 per cento dei giovani che abbandonano la scuola non riceve alcun ti po di formazione scolastica o professionale.
    Ouesta combinazione c]i specializzazione, investimenti eOrientament, alla crescita organica di lungo periodo è il segreto del miracolo produttiv tedesco e della sua capacità eji ci-care imprese, grandi e piccole, straordinariamente pronte a diversificare e ad aggiornare la produzione, mante nendo allo stesso tempo elevati standard di qualità. I critici di parte coi scrvatricc, soprattutto americani, dipingono il dispcnclioso sistema b mativo,l'assenza del rischio di scalate e il forte ruolo dei sindacati come a trettanti freni alla produttività, ma la replica dei sostenitori del modello t, desco è decisa. Wolfgang Streeck, per esempio, sostiene che è proprio combinazione degli alti costi del sistema e di quello che i conservatori

  3. #3
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    americani descriverebbero come "eccesso di specializzazione" a spingere le imprese tedesche ad essere più creative e a competere stilla base della loro capacità di innovazione. L'alta specializzazione e la propensione a investire diventano così importanti strumenti di competitività. «La specializzazione in eccesso rende possibile un'organizzazione del lavoro capace di adattarsi in modo flessibile a condizioni ambientali caratterizzate da incertezza e rapidi cambiamenti». . Operando in un contesto in cui gli obblighi economici e sociali sono legati a doppio filo, un'impresa diventa paradossalmente più competitiva di quanto si verificherebbe se miràsse solo al vantaggio economico.
    Questa centralità della dimensione sociale permea anche il generoso welfare state tedesco. I contributi previdenziali versati dalle aziende e dai lavoratori tendono entrambi ad essere molto alti, e sono nettamente distinti dal fisco, in quanto elementi del sistema di assicurazione sociale'. I benefit, tuttavia, riflettono i diversi tipi eli contributi, secondo lo schema imposto dalla Democrazia Cristiana nel dopoguerra. Ne risulta un'ampia gamma i livelli di benefit (soprattutto per quanto riguarda le pensioni) piuttosto che uno schema universale per tutti i cittadini. In questo modo, i ceti medi hanno lo stesso incentivo delle fasce ineno abbienti a far parte dei sistema previdenziale. L'importanza del contratto sociale e il suo esplicito riflesso sull'organizzazione aziendale non potrebbero essere più evidenti. Il risultato è un'economia caratterizzata da alti salari, alta produttività, oricntamento alla produzione e una forte propensione alla qualità e alla tecnologia.
    Secondo l'opinione convenzionale, questo modello di economia sociale di mercato è ormai alle corde, schiacciato dal peso e dall'influenza dei mercati finanziari e delle loro priorità. In Germania, i prezzi delle azioni quotate in Borsa sono più che quintuplicati negli ultimi vent'anni, e ben tre leggi di liberalizzazione dei mercati finanziari hanno cercato di facilitare e di rendere più economica Fattività di scambio dei titoli - un processo culminato nella recente decisione di esentare dalla tassa sui capztal gains la vendita di grossi pacchetti strategici di partecipazioni incrociate. Il risultato è che oggi le aziende hanno di certo molto più a cuore il valore dei propri titoli in Borsa e gli interessi degli azionisti, tanto da creare al loro interno strutture apposite, le divisioni di invcstor relations; tra il 1996 e il 1999, inoltre, con l'introduzione dei sistemi di retribuzione legati alle performance azionarie, gli stipendi dei dirigenti tedeschi sono cresciuti del 66 per cento'. A questi sviluppi fanno eco gli annunci del colosso dell'auto Daimler-Benz, che ha apertamente abbracciato la dottrina del profitto degli azionisti, e la trasformazione delle grandi banche tedesche - particolarmente la Deutsche Bank - in attori globali. Tutti questi segnali, secondo i critici, preannunciano in qualche modo il tramonto del sistema finanziario e della corporate governazzce tradizionali, ovvero dei due pilastri sui quali poggia l'intera struttura del capitalismo renano e dell'economia

  4. #4
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    sociale di mercato tedesca. Venuti meno questi presupposti, l'intero edi
    ficio starebbe per crollare, e con esso la pianificazione a lungo termine, la
    típologia di relazioni industriali e lo sviluppo della forza lavoro.
    In questo quadro, tuttavia, gli elementi di continuità sembrano più si
    gnificativi delle differenze. Martin Hopner, del Max Planck Institute di
    Colonia, sottolinea nel suo esaustivo studio sulla corporate governance co
    me la Germania, lungi dall'abbandonare il suo modello tradizionale, lo
    stia piuttosto contaminando con elementi derivanti da quello anglosasso
    ne'. Le partecipazioni sparse, scrive Hopner, rappresentano solo i126 per
    cento dell'azionariato tedesco e la dottrina del profitto degli azionisti ha
    molti più ammiratori che veri e propri adepti. Il fatto che le retribuzioni
    dei dirigenti stiano crescendo e che alcune istituzioni straniere abbiano in
    mano titoli tedeschi non vuol dire che in Germania esista un mercato per
    il controllo societario paragonabile a quello degli Stati Uniti, o che la legittimità dei sindacati e dei consigli del lavoro sia stata davvero indebolita. Paradossalmente, anzi, gli investitori stranieri e i sindacati sono alleati nella battaglia per la trasparenza delle procedure contabili.
    Anche il settore bancario tedesco dovrebbe essere visto sotto questa luce: come un sistema, dunque, capace di combinare l'approccio tradizionale con le nuove opportunità offerte dalla globalizzazione. Come spiega Richard Deeg, il settore bancario tedesco è sempre stato segmentato secondo unità e linee operative locali, regionali, nazionali e internazionali, sia per una questione di regolamentazione sia per il desiderio della comunità bancaria del paese di costruire forti relazioni con le imprese (il che richiede un forte radicamento a livello locale e regionale)"'. Oggi la segmentazione rimane, ma si è fatta più accentuata. Il comparto internazionale del settore bancario è diventato più globalizzato e più marcatamente orientato al mercato dei capitali, mentre i segmenti locale e regionale continuano a svolgere il loro ruolo tradizionale nei confronti delle imprese tedesche. La matrice istituzionale delle casse di risparmio, delle banche cooperative, delle Landesban,(:en regionali e delle banche industriali è sempre la stessa: tutte queste istituzioni continuano a erogare prestiti a lunga scadenza alle imprese che conoscono meglio e più direttamente, come hanno sempre fatto.
    Se oggi le banche tedesche hanno diminuito le loro quote singole all'interno delle imprese (al momento attuale sono soltanto due le banche con una partecipazione superiore al 25 per cento nelle 50 maggiori aziende del paese), si sta pian piano affermando un modello che vede una partecipazione più diffusa, sebbene con quote più basse. Le aziende, infatti, soprattutto in un contesto altamente competitivo come quello delle piccole e medie imprese tedesche, continuano a guardare più alle casse di risparmio e alle banche cooperative che alla Borsa per ottenere finanziamenti. Il debito bancario costituisce a tutt'oggi una quota pari ai tre quinti del capitale

  5. #5
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    complessivo investito dalle imprese tedesche, mentre la quota del capitale azionario resta al di sotto del 20 per cento, come vent'anni fa". Di conseguenza, aziende che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sentirebbero l'esigenza di entrare in Borsa, in Germania possono tranquillamente rimanere sotto il controllo del gruppo fondatore e contare sul sostegno del sistema bancario locale e regionale. Oggi in Germania ci sono 650 società di capitali quotate in Borsa, contro le oltre 2.000 della Gran Bretagna e le 7.000 degli Stati Uniti, ma il tasso di produttività, di innovazione e di investimento è più alto che in entrambi i paesi anglosassoni. Il sistema bancario creato dallo Stato per sostenere l'industria tedesca, dunque, rimane più importante che mai, sebbene l'attività finanziaria internazionale abbia cambiato pelle. Anche quest'ultimo cambiamento, del resto, è avvenuto nell'interesse dell'industria tedesca. Il modello del capitalismo renano, quindi, rimane intatto, e con esso il consenso sociale che lo accompagna.

  6. #6
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    Sarebbe bello sapere il parere di Mittelleuropeo o Asburgico, visto che loro se ne intendono di questioni Germaniche.

  7. #7
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    Predefinito Brano tratto da :

    QUI C'E' TUTTO IL LIBRO!


    E' un po' troppo favorevole ai liberal,che come abbiamo dimostrato sono solo l'altro rovescio della medaglia rispetto ai neocons.Però vale la pena leggerlo ugualmente.Utilissime ed esaurienti,le parti dedicate al modello RENANO.

 

 

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