Verso sinistra
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Oggi che molte antitesi sono state superate dagli eventi non è più questione di parole, ma soltanto di ricostruzione nazionale e sociale.
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Da "La Gazzetta dell'Emilia" 1943 - I della Repubblica.
Da più parti e in diversi ambienti si sente ripeterein questi giorni, in cui l'orizzonte si è schiarito e già si intravede il sereno, che il nuovo Partito è una bella cosa, ma ha il difetto di chiamarsi ancora "fascista". Generalmente questo ritornello in voga è ripetuto da uomini di sinistra ai quali non dispiacciono le idee del movimento repubblicano e solo paventano la vecchia definizione.
Tra questi, qualcuno è in malafede e cerca di equivocare e pescare nel torbido, ma molti sono sinceri e non fanno altro che un giuoco di parole. Questi ultimi, repubblicani di vecchio stampo e socialisti di buona lega in genere, sono titubanti, appunto, per tale appellativo e fanno questione, quindi più di forma che di sostanza.
E' bene precisare subito, in questi inizi burrascosi e di battaglia, qual è il nostro nuovo programma. Anzitutto, come poteva il risorgente fascismo repubblicano tradire le sue origini e non riconoscere il suo passato? Venti anni non sono trascorsiinvano e se anche la prassi spesso non ha realizzato la dottrina, in questo lungo periodo il vecchio partito ha lanciato per il mondo un'idea che oggi ha molti proseliti sinceri e che non si poteva improvvisamente rinnegare se non a patto di demolire tutto quanto era stato costruito.
Quindi, era necessario, enon poteva essere altrimenti per quelli che avevano sempre creduto e che hanno visto ingannata la loro buona fede, che il nuovo, rigenerato partito scaturisse dalle vecchie idee, finalmente monde dalle scorie che avevano intralciata dapprima e poi fermata la marcia rivoluzionaria del fascismo.
La parola non deve far paura. Il partito fascista repubblicano ha in comune col vecchio partito solo le origini. E' un nuovo movimento che si è, finalmente, svincolato dai compromessi con la monarchia e col capitalismo per diventare repubblicano e socialista. Il tradimento, anche se purtroppo tanti danni ha recato alla patria, ha spezzato i legami esistenti e a condotto sulla giusta strada che sarà percorsa contro tutti e contro tutto. Si è chiusa un'era e se n'è aperta un'altra che dovrà realizzare quello che uomini, camuffati da fascisti, hanno sempre impedito che venisse realizzato, a danno dei loro interessi personali e per il bene della collettività nazionale. Oggi finalmente , si può parlare di socialismo nazionale e di repubblica mazziniana e queste due concezioni non incutono più terrore come a certi uomini per i quali era troppo comodo parlare a vanvera di giustizia sociale. I ponti col liberalismo, che non può più trovare posto nella moderna società che si evolve, sono ormai rotti e per sempre, e l'acqua che placida vi correva sotto, quasi fino a stagnarsi, si va disseccando nelle pastoie della degenere borghesia.
La Repubblica sarà quella che l'apostolo Mazzini predico e con eguali diritti e doveri per tutti i cittadini. Ai doveri che il grande genovese addità agli italiani nei tempi del riscatto, oggi contrappongono anche dei sacrosanti diritti che le masse proletarie giustamente reclamano e che dovranno essere e saranno certamente concessi. Per questo la repubblica avrà un contenuto eminemente sociale e sarà una nuova forma di Stato e di Governo inisieme. Stato di Popolo e Governo di Popolo.
Il vecchio motto mussoliniano "andare verso il popolo" sarà realizzato in pieno, senza l'altisonante propaganda dei tempi passati che pochi risultati dette al di fuori del campo della previdenza sociale.
Questo è nei programmi, i quali questa volta, senza il boicottaggio di troppi, capitalisti e reazionari, saranno attuati come è nei voti di tutti i fascisti repubblicani. Così si potrà realizzare quel socialismo nostrano che è sempre stato il sogno di menti elette e la mèta cui aspira il proletariato italiano che certamente risponderà con altrettanto amore verso la patria che non si può negare.
La Repubblica unisce tutti gli italiani di fede e di buona volontà, miranti ad un solo scopo: a dare un nuovo volto alla nostra Italia e rigenerarla nelle sue forze vive e generose.
Dal travaglio di questi giorni è uscito un nuovo popolo che ha abbattuti i miti, tra i quali la secolare monarchia che ha terminato il suo corso storico, e vuole instaurare un nuovo ordine, basato sui diritti e sui doveri dell'uomo. Questo ordine sta sorgendo dal purificato fascismo repubblicano e non c'è via di scampo: o lo si realizza o il popolo sarà per sempre schiavo della plutocrazia e del capitale.
La marcia riprende, perciò con una grande virata verso sinistra. Era logico e inevitabile ed è il ritorno alle sante origini.
Il nuovo partito ha aperto le porte a tutti quelli che ancora credono nella patria e nella resurrezione, a quelli che del popolo hanno fatto la loro religione e che nella repubblica vedono la salute dell'Italia.
Oggi che molte antitesi sono state superate dagli eventi, non è più questione di parole, è questione soltanto di ricostruzione nazionale e sociale.
Su questo piano tutti gli uomini, anche di vecchie credenze, devono e debbono intendersi. E' necessaria questa comunione di spiriti e questa solidareità perchè la patria viva e il proletariato non perisca
gi. ben




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