CONSEGNATA LA LAUREA HONORIS CAUSA A VASCO ROSSI
MILANO - ''Non sono piu' un cattivo maestro'': Vasco Rossi, 53 anni compiuti in febbraio, lo dice con la sincerita' che gli e' solita in un'occasione costruita per lui, per l'universita' che lo ospita e per gli sponsor dell'ateneo. Un evento, come viene chiamato oggi dal marketing, che ruota attorno alla consegna al cantante di Zocca della laurea honoris causa dello Iulm di Milano in Scienze della comunicazione.
Tutto e' stato preparato con cura: la scenografia con tanto di enorme scritta 'Blasco e il dottor Rossi', le riprese televisive curate da Mediaset e gli intermezzi musicali, che costringono il rocker piu' amato da almeno due generazioni di italiani anche ad accennare un play back sui suoi pezzi piu' famosi. Ma l'entusiasmo di almeno un migliaio di ragazzi accorsi per vederlo in carne ed ossa e' spontaneo, cosi' come sono sincere tante delle cose dette da Rossi tra la consegna della laurea, la sua prima 'lezione' e le risposte alle domande degli studenti della Libera universita' di lingue e comunicazione.
Assediato dalle tante interviste televisive, Vasco scherza anche con gusto. E ora cosa vuoi fare dopo essere diventato dottore? ''L'astronauta'', risponde. Subito dopo, piu' serio, dice che ''non mi sono mai sentito un maestro, ne' cattivo ne' buono. Non sono ne' maestro ne' esempio. Nemmeno un buon professore'', aggiunge Rossi, diplomato in ragioneria, con brevi studi in Pedagogia all'Universita' di Bologna abbandonati per dedicarsi completamente alla musica.
Interrogato dagli studenti dello Iulm afferma che ''gli eccessi sono importanti, sono una valvola di sfogo, sono anche utili, se si e' consapevoli che poi si torna a una normale vita di relazione. Quando ho saputo della laurea ho telefonato subito a mia madre e le ho detto che suo figlio le portava quella benedetta laurea che tanto desiderava, meglio tardi che mai. Finalmente una buona notizia per lei''.
Vasco Rossi dottore parla anche molto di comunicazione. Lo fa in tutte e due le sue versioni della giornata: quella da laureando (con toga nera e cappellino militare) e quella da musicista intervistato (stesso cappellino girato alla ciclista, felpa e occhiali neri d'ordinanza). Dice che ''la canzone e' una grande forma di comunicazione, che permette di provare la stessa emozione in tanti contemporaneamente, in 100mila magari''. In platea, tra i molti addetti ai lavori, c'e' anche una scatenata fan: Fernanda Pivano, che parla di ''poesie, non di canzoni''.
Vasco prende la giornata con filosofia e umilta', accontenta come puo' i tanti ragazzi venuti per lui, non fa promozione alla raccolta dei testi delle sue canzoni appena uscita, che invece circola in sala. In fondo non ne ha voglia.
Forse perche' si sente sempre ''solo quello che canta del gruppo. Oggi ho la migliore band del mondo, ma non avrei iniziato se non ci fosse stato Solieri vicino a me che suonava cosi' bene la chitarra''. E si commuove, senza volerlo mostrare alla platea, quando un applauso ricorda l'altro chitarrista 'storico' di Vasco, l'amico vero Massimo Riva, stroncato da un eccesso senza ritorno.
E poi di fare promozione non ne ha nemmeno bisogno, e' sereno e puo' permettersi di essere spiritoso. A chi gli dice - il filosofo Stefano Bonaga - che ''ora sono di piu' i soldi che ha di quelli che gli sono mancati in gioventu''', Vasco Rossi, il Blasco, risponde calmo: ''Veramente sono di piu' quelli che ho speso''.
Proprio oggi leggo su "Corriere Milano" che gli studenti dello IULM non l'hanno presa molto bene. Alcuni parlano addirittura di "pagliacciata per una manciata di iscrizioni in più". Io, da ex studente di quell'ateneo, devo dire che mi sono leggermente cascate le braccia. Dovrebbero insegnare a fare marketing e promozione dell'immagine, ma se ci si mette a dare lauree honoris causa alle rockstar (con tutto che sono un fan di Vasco!!!), non si può certo pensare di migliorare un'immagine che, per certi versi, è già ampiamente sputtanata.
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