>Scalzone versus Negri
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>"Corriere della Sera 15-05-05 / Massimo Nava -Parigi"
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>Il referendum francese sul trattato europeo si sta trasformando nel primo
>grande dibattito transnazionale. Logico che nellacampagna intervengano
>sempre più anche attori esterni, dai capi di stato agli intellettuali, ai
>leader di partito. L'altro ieri, sulle colonne di Liberation,si è
>sorprendentemente schierato a favore del si il professor Toni Negri,
>l'excattivo maestro e fondatore di Potere Operaio, recentemente definito
>dallacritica francese il "nuovo Marx". Definendosi un "rivoluzionario
>realista",il professore sostiene che la costituzione europea è il percorso
>possibileverso un modello continentale alternativo al capitalismo
>conservatore ereazionario e all'ultraliberismo dell'impero americano.
>Inutile proclamarsi noglobal e anticapitalisti se non si crede nella
>possibilità di un modellofederale che riafferma i diritti fondamentali
>dell¹uomo e i principidell'Europa sociale. Pur senza farsi illusioni.
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>A Toni Negri risponde un ex allievo, il compagno di viaggio dei
>"formidabili anni", Oreste Scalzone, appena uscito da un lungo sciopero
>della fame persostenere l'amnistia per quegli anni che, oltre che
>formidabili, furono di piombo. Premessa: "Mi sembra assurda la
>semplificazione con cui si vuole vedere a tutti i costi dissenso e
>contrasto, come dire che il si è un voto antiamericano e il no è un voto
>per Le Pen. O come dire che chi vota no è un deficiente. E¹ un modo di
>ragionare che impedisce di ragionare. Anche perché non esiste una vera
>alternativa fra si e no. L¹Europa andrà avanti lo stesso, il sistema resta
>capitalistico e magari si tornerà a votare una seconda volta,come già si
>sente dire."
>-Ma lei, se dovesse votare, voterebbe con l¹estrema sinistra francese e
>con laparte dei socialisti che si riconosce nell¹ex primo ministro Laurent
>Fabius?
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>"Fabius non mi è mai stato simpatico. Piuttosto, per affetto e storia
>personalemi sento vicino e condivido le ragioni della gente e dei
>movimenti che votano no, così come rifiuto il paternalismo altezzoso
>dell'establishment che ci spiega che le ragioni del bene stanno dalla
>parte del si. Mi stupisce che un marxista e uno studioso di Spinoza come
>Toni Negri consideri costituzione un guazzabuglio di regole e concetti
>confusi. Hegel diceva che il diritto oltre un certo limite diventa come il
>listino della spesa."
>- Non c'è solo Negri a sostenere che il trattato costituzionale è un
>grande avanzamento sul piano dei diritti, sociali e civili.
>"Molti non l'hanno letto bene. Il trattato inserisce deroghe alle
>legislazioni nazionali che fanno venire i brividi. Credo che si vada nella
>direzione della democrazia totalitaria. Basti vedere le proposte che si
>vanno facendo sulcontrollo delle frontiere, sugli immigrati, sull'impiego
>delle forzedell¹ordine, sulla penalizzazione delle devianze. Mi pare che
>in nome dei diritti si stiano cercando risposte anche all¹ossessione della
>sicurezza e della punizione."
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>- Persino Chirac, come il rivoluzionario Negri, sostiene che il modello
>europeo può essere un fattore di riequilibrio nella governabilità del
>pianeta di fronte all'"imperium" americano. A sostegno della tesi, si
>ritiene che un'Europa piùforte e più unita non sia nelle aspettative degli
>americani.
>"È tutto da dimostrare che l'Europa sia più forte con questa costituzione.
>Chi, come me, si richiama a Marx, dovrebbe comprendere che il capitalismo
>non è americano o cinese o europeo. Il capitalismo è in ogni luogo, è un
>modellomondiale. Cambiarlo o combatterlo significa rimetterne in
>discussione i meccanismi in ogni luogo. Non credo che un'Europa più o meno
>liberale sia alternativa al liberismo dei neoconservatori americani,
>almeno fino a quando la vita della gente, in Europa come in America, resta
>una variabile dipendente del cosiddetto progresso, una promessa di mondo
>migliore sempre spostata in avanti, mentre il presente è fatto di tagli
>della spesa sociale e di licenziamenti."
>-Toni Negri confida nella fine degli Stati nazionali attraverso il
>federalismo.
>"Su questo punto, come auspicio, sono d'accordo. Tuttavia, gli Stati
>nazionali non finiranno con l'Europa federale e con la creazione di un
>superstato."
>-Non l'affascina nemmeno l'idea che un'Europa più forte e unita avrebbe
>potuto contrastare quella che Negri definisce la "crociata" in Irak per il
>petrolio?
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>"Affascinante, se fosse realistica. L'Europa resta nella Nato. Una parte
>dell¹Europa è andata in guerra. Non credo al messianesimo di orizzonti
>pacifici se non si ferma la corsa dell'umanità all'autodistruzione, se non
>ci si ferma a riflettere davvero sulla realtà, come dovrebbero fare i
>marxisti. Come al solito, si dirà che sono un acchiappanuvole, ma il si o
>il no alla costituzione mi ricorda l'alternativa fra Bush e Saddam, un
>manicheismo deformante che porta a colpevolizzare il dissenso, a insinuare
>il sospetto, a lapidare la critica.Questa è democrazia?"
>
>http://orestescalzone.over-blog.com/article-364351.html




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