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Un po’ di storia. Nonostante le polemiche dell’ultima ora, la propaganda a favore della diserzione dalle urne e l’assenteismo dal voto hanno affiancato la storia dei referendum abrogativi fin dalle origini. La prima volta risale al 1972, quando Pietro Scoppola e altri intellettuali cattolici proposero agli elettori di ricorrere all’astensione come alternativa democratica per respingere il referendum sul divorzio, ritenuto un’iniziativa “inequivocabilmente confessionale”. Questa via d’uscita venne poi suggerita da Marco Pannella, il leader referendario per eccellenza, a Bettino Craxi il 9 aprile 1985 per scongiurare il referendum comunista sulla scala mobile: l’invito a disertare le urne, accolto inizialmente da Pierre Carniti e dallo stesso Craxi, fu poi abbandonato da quest’ultimo (lo convinsero De Mita, Spadolini, Zanone e Longo), dato che il Presidente del consiglio decise di trasformare il referendum in un voto di fiducia sulla politica del governo (poco prima del voto, non tutti lo ricordano, anche Pannella e i radicali decisero di recarsi alle urne per votare NO).
E’, però, con i referendum su caccia e pesticidi del 1990 che l'invito a disertare le urne (in taluni seggi trasformato in vere e proprie pressioni fisiche) raggiunse per la prima volta il segno. A invalidare la consultazione popolare si ritrovano insolitamente uniti agricoltori, cacciatori, produttori di pesticidi, fabbricanti di doppiette.
Una sola volta l’appello all'astensione è stato sconfitto. Chi non ricorda l’invito ad andare al mare fatto da Craxi e più apertamente da Bossi in occasione del quesito sulla preferenza unica del 1991. Il 9 giugno 1991 gli italiani andarono a votare, nonostante il fuoco incrociato contro il referendum elettorale (“incostituzionale” lo definì Giuliano Amato, inutilmente “costoso” lo ritenne il Presidente del consiglio Andreotti, mentre il Presidente della Repubblica Cossiga, per sostenerne la legittimità, attribuì all’astensione il valore di un “NO rafforzato”, anche se poi si recò a votare, ma solo all’ultimo momento): 29 milioni furono i votanti, e 27 milioni i voti favorevoli alla preferenza unica. Quella importante vittoria democratica spianò così la strada ai referendum elettorali del 1993 e, dopo il varo delle nuove leggi elettorali maggioritarie, ai primi governi dell’alternanza.
Dopo quell’unico precedente sotto la spada di Damocle dell'astensione caddero, senza soluzione di continuità, tutti i referendum successivi: i sette quesiti del 1997 su golden share, obiezione di coscienza, caccia, carriera dei magistrati, incarichi extragiudiziari, ordine dei giornalisti, ministero per le politiche agricole (votò il 30.2%), il referendum per il maggioritario del 1999 (49,6%), i sette referendum del 2000 su sistema elettorale maggioritario, finanziamento pubblico della politica, elezione del CSM, separazione delle carriere dei magistrati, incarichi extragiudiziari, trattenute sindacali, liberalizzazione dei licenziamenti (32,2%), i tre quesiti del 2003, due sull’art. 18 dello statuto dei lavoratori e uno sulla servitù di elettrodotto (25,7%). In tutti i casi l’invito a disertare le urne è stato sostenuto, sia pure in maniera differenziata nelle varie circostanze, praticamente da quasi tutti i principali protagonisti della politica italiana (tra cui alcuni di coloro che adesso sostengono di voler votare...).
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In Origine Postato da bsiviglia
Innanzitutto l' ottanta per cento delle fecondazioni eterologhe sono ovodonazioni, cioè donazione di ovuli, non di spermatozoi. Questi ovuli sono fecondati con gli spermatozoi del padre e poi impiantati nell' utero della donna della coppia, dove si svilupperanno per nove mesi per poi essere partoriti da quella stessa donna. Inoltre, con il tuo criterio, dovresti essere a favore della proibizione dell' adozione. Infine, nessuno obbliga nessuno all' eterologa, per cui non si capisce la necessita' di proibire qualcosa che ciascuno decide in piena coscienza e liberta'
Si può sapere che diavolo c'entra la donazione di ovuli all'interno della coppia??? Quell'ottanta percento non rientra nei casi dell'eterologa.
L'unico obbligo che nasce, che da parte mia, non ci sarà MAI, perchè non accetterò MAI che la mia donna si riproduca con un altro uomo, ancorche in modo "asettico"; viene da quegli uomini che non sanno imporsi, che sono innamorati, e che pur di non perdere una donna accetterebbero di tutto; perchè ben si sa che nella società moderna sono molti di più i casi degli uomini innamorati che fanno di tutto per rimanere accoppiati che non le donne, le quali basta che voltano l'angolo e trovano altri corteggiatori, e non esistendo più quei principi che impedivano una disinvoltura femminile in questo campo il conto è bello e fatto.
Personalmente preferirei mille volte rimanere SOLO che con una donna che non accettasse una mia disabilità (di questo si tratta di fatti) e pur di diventare madre accettasse il seme altrui. Io per diventare padre non farei un simile sgarro alla mia donna, non lo penserei neppure. Preferirei dire: Guarda, ci sono dei problemi, io con te non posso viverci, anche per quel motivo.
E' un modo molto più onesto per risolvere la questione, anche se non indolore sentimentalmente.
Quindi, anche se so, e lo faccio perchè ubi maior minor cessat, che se passa il quorum i sì saranno su tutti e 4 i quesiti, anche quello che ritengo una mancanza di rispetto e l'ennesimo schiaffo alla mascolinità (che poi le donne si lamentano che non esistono più i veri uomini e non sanno che cazzo vogliono manco loro, a parte uno superfigo che dopo essersele fatte si stufano pure di quello), voterò, come dovere civico, e primariamente come dovere morale ed etico perchè la ricerca contro le malattie deve essere al primo posto, insieme al non considerare la donna un'incubatrice.
Ma, da parte mia e di chi la pensa come me, non aspettatevi di più, di assecondare anche un sì che rappresenta solo ed unicamente un egoistico desiderio materlo femminile, che l'uomo, per fortuna, non ha, non così forte almeno da passar sopra ai veri sentimenti che dovrebbero legare un uomo ed una donna innamorati.
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In Origine Postato da Rick_Hunter
Si può sapere che diavolo c'entra la donazione di ovuli all'interno della coppia??? Quell'ottanta percento non rientra nei casi dell'eterologa....
Ti sbagli: nella fecondazione eterologa c'è il dono dello spermatozoo se è l'uomo ad essere sterile, oppure dell'ovulo se è la donna ad essere sterile. Tu accetteresti di fecondare con il tuo seme l'ovulo donato da un'altra donna, da impiantare nell'utero di tua moglie?
In quanto poi al referendum, evidentemente sono molti a pensarla come te, perchè molti votano 3 si e 1 no. Penso che difficilmente l'eterologa passerà.
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In Origine Postato da Diderot
Comunque è certo che il quorum non sarà raggiunto. Queste questioni interessano una ristretta cerchia di radical-chic. Le masse se ne fregano. NOn sanno nulla di staminali, procreazione medicalmente assistita, ecc.
Scommetto che i boscaioli della Sila, quando sentono parlare di procreazione medicalmente assistita, pensano a copule tra le mogli e i medici.
E questi sarebbero i difensori del popolo? Il disprezzo e la sufficienza che trasuda da quello che hai scritto fa paura. Le masse non sanno, non devono sapere, nessuno le deve informare e quindi altri devono pensare per loro.L' ultima frase vorrebbe essere una battuta ma a me dà i brividi.
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Citazione:
In Origine Postato da Rick_Hunter
Si può sapere che diavolo cà à entra la donazione di ovuli all'interno della coppia??? Quell'ottanta percento non rientra nei casi dell'eterologa.
i.
Eterologa significa che uno dei due gameti proviene da un donatore esterno alla coppia. I gameti sono due: ovulo e spermatozoo, dunque si possono donare o ovuli o spermatozoi. Marito sterile: donazione di liquido seminale, moglie sterile: donazione di ovuli. L' ottanta per cento delle fecondazioni eterologhe avviene con donazioni di ovuli.
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Citazione:
In Origine Postato da bsiviglia
Eterologa significa che uno dei due gameti proviene da un donatore esterno alla coppia. I gameti sono due: ovulo e spermatozoo, dunque si possono donare o ovuli o spermatozoi. Marito sterile: donazione di liquido seminale, moglie sterile: donazione di ovuli. L' ottanta per cento delle fecondazioni eterologhe avviene con donazioni di ovuli.
Non ovuli, ovociti.
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Se 500 mila persone si assumono la responsabilità di promuovere un referendum abrogativo, cotringendo tutta la collettività ad occuparsi di un certo tema ed a spendere tempo ed energie sui quesiti referendari, sarebbe giusto che, in caso di fallimento del referendum, queste persone si accollassero le spese elettorali.
Non vedo perché il costo del referendum debba ricadare anche su chi è contrario all'iniziativa, e, quindi, si astiene.
Il costo dovrebbe ricadere su chi promuove il referendum, e/o su chi si reca a votare.
Per coprire le spese di ciascun referendum, si dovrebbe istituire di volta a volta un'apposita "addizionale referendum", a carico dei promotori e/o dei votanti.
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Ho ricevuto questo messaggio via sms
"Ti dicono che bisogna salvare l'embrione perchè "è vita", ma poi vanno a bombardare i bambini in Iraq. Se il referendum fallisce l'embrione diventa sacro e magari l'aborto un crimine contro l'umanità. La guerra, invece, continuerà ad essere benedetta dal cielo. SI contro l'ipocrisia. Passaparola."
l'ho ridiffuso per sms e per posta elettronica, fatelo anche voi
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buona idea benvenuto tra noi. se vuoi posta anche qua:
http://www.politicaonline.net/forum/...30&forumid=164
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Spero che a nessuno venga in mente di pensare che la vittoria del sì possa significare vittoria dell'opposizione all'attuale governo; e l'insuccesso del referendum significhi vittoria del governo (ora in carica pro-tempore).