Ho sentito i giorni scorsi che l'Ordine è stato "risuscitato" e ha ricominciato ad organizzarsi a Roma.Ne sapete qualcosa?


Ho sentito i giorni scorsi che l'Ordine è stato "risuscitato" e ha ricominciato ad organizzarsi a Roma.Ne sapete qualcosa?


In realtà alcuni anni fa un personaggio residente in Toscana (probabilmente monarchico, dato che aveva un titolo nobiliare) resuscitò quest'ordine. Tirò fuori anche pseudo-documenti che mostravano che la Santa Sede aveva rivisto il giudizio sui Templari. Questo personaggio folkloristico sarebbe in possesso addirittura del Graal!
In realtà si tratta della solita organizzazione monarco-nobiliare che si finanza tramite la vendita di titoli, ordini e altre cose prive di valore.
Gli unici ordini e onorificenze validi sono quelli degli stati sovrani.
E, spiacente per i monarchici, i titoli nobiliari vengono concessi dai re con estrema parsimonia (addirittura, in paesi come la Svezia, non vengono più concessi).
Nel caso cattolico valgono solo l'Ordine di Malta e l'Ordine del Santo Sepolcro, oltre alle onorificenze vaticane.
Il resto (templari, maurizio e lazzaro, croce civili, stella incivile, ecc.) sono specchietti per allodole, o meglio per polli, ai quali svuotare il portafogli.
Giustissimo. Il bello però, è che anche il malta tende a configurarsi oramai come simpatica cialtroneria mentecatto-nobiliare (e fossero almeno nobili veri...).Originally posted by hertford
In realtà alcuni anni fa un personaggio residente in Toscana (probabilmente monarchico, dato che aveva un titolo nobiliare) resuscitò quest'ordine. Tirò fuori anche pseudo-documenti che mostravano che la Santa Sede aveva rivisto il giudizio sui Templari. Questo personaggio folkloristico sarebbe in possesso addirittura del Graal!
In realtà si tratta della solita organizzazione monarco-nobiliare che si finanza tramite la vendita di titoli, ordini e altre cose prive di valore.
Gli unici ordini e onorificenze validi sono quelli degli stati sovrani.
E, spiacente per i monarchici, i titoli nobiliari vengono concessi dai re con estrema parsimonia (addirittura, in paesi come la Svezia, non vengono più concessi).
Nel caso cattolico valgono solo l'Ordine di Malta e l'Ordine del Santo Sepolcro, oltre alle onorificenze vaticane.
Il resto (templari, maurizio e lazzaro, croce civili, stella incivile, ecc.) sono specchietti per allodole, o meglio per polli, ai quali svuotare il portafogli.


Ai cercatori di nobiltà a basso costo voglio dire solo che oggi la nobiltà non esiste più. Non solo in virtu della Costituzione Repubblicana, ma perchè il mondo è cambiato: c'e' maggiore istruzione, libertà (sia in senso positivo che negativo), la gente è meno stupida di quello che sembra. E' scomparsa la società agrario-feudale, basata su forme velate di schiavitù o comunque servaggio (tipo il tenere la gente ignorante).
Se proprio volete parlare di famiglie nobili, quelle che possono definirsi tali sono gli Agnelli, i Pirelli, i Berlusconi, ecc.
Hanno uno status socio economico equivalente a quello delle antiche famiglie, hanno il potere o comunque la possibilità di incidere sul potere come facevano le grandi casate un tempo.
Il resto è solo vanità, volersi ripagare delle frustrazioni rendendosi ridicoli: ma vi immaginate un impiegatuccio "cavaliere di casa Savoia" come verrà deriso sul lavoro?
Comunque in democrazia essere gonzi è un diritto. Ma dei diritti non si deve abusare.
A proposito dei templari lessi tempo fa un articolo interessante
http://www.totustuus.net/modules.php...rticle&sid=842
che ho ritrovato.
Recentemente una giovance ricercatrice,Barbara Frale,ha scovato negli archivi,"un documento molto importante, che mostra come, nell'estate del 1308, i Templari furono assolti da papa Clemente V dall'accusa di eresia. Tre anni fa, la Frale trovò nell'Archivio Vaticano una pergamena contenente l'assoluzione di Jacques de Molay e degli altri capi dell'ordine, in quel momento detenuti nel castello di Chinon e lì interrogati da tre eminenti cardinali inviati dal pontefice. La revoca della scomunica, che il papa confermò, seguiva di pochi giorni quella che già Clemente V aveva pronunciato nei confronti di una sessantina di cavalieri da lui interrogati a Poitiers. "
Inoltre dimostra molto bene che la condanna fu principalmente una vittoria di Filippo il Bello contro il debole Clemente V che "tentò con ogni mezzo di contrastare il processo, ma non vi riuscì: «Era gravemente malato, in più si trovava in Francia, soggetto ai ricatti del re>>".
"Il processo aperto a Parigi per volontà del re era stato preparato da lungo tempo. Per esempio, si sa che negli anni precedenti erano state infiltrate delle spie nei ranghi dell'ordine. Un gruppo di consiglieri del re aveva approntato i capi di accusa. Erano dei professionisti, il più agguerrito era il giurista Guillaume de Nogaret, che già voleva istruire un processo per stregoneria contro Bonifacio VIII. In Francia le deposizioni erano ottenute con metodi violenti, tortura fisica più spesso, e comunque una fortissima violenza morale".
Inoltre,e questa è la cosa piu' interessante,nel 1312, nel Concilio di Vienne Clemente V non sciolse l'ordine,bensi ci fu la sospensione dell'ordine, a causa delle indegnità di cui molti suoi membri si erano macchiati. Inoltre lancia la scomunica contro chiunque utilizzi nome e simbolo dei cavalieri del Tempio senza il consenso pontificio. E' una sentenza non definitiva, ma da 700 anni nessun pontefice romano l'ha modificata .Ma quelli che si dichiarano eredi dell'ordine del Tempio non lo possono fare: nessun pontefice ha mai revocato la sospensione dei Templari.
Impossibile quindi alcuna "rinascita" dei monaci guerrieri.
Originally posted by hertford
Se proprio volete parlare di famiglie nobili, quelle che possono definirsi tali sono gli Agnelli, i Pirelli, i Berlusconi, ecc.
al contrario,per me quelle famiglie rappresentano l'apice dell'animo "plebeo" di questa società,sono l'opposto della Nobiltà.
Che si confonda la nobiltà con la ricchezza,è un segno dei tempi.


la nobiltà si basava sull'origine di sangue e sul potere economico.
La nobiltà d'animo è tutt'altra cosa.
Che poi vi siano stati nobili divenuti tali per meriti morali (penso alla cavalleria medioevale, che aveva vincoli verso la fede) sono d'accordo. Resta da vedere se i discendenti si sono dimostrati degni degli avi.
Finito il medioevo la nobiltà era legata all'autorità civile (il trono) e tramite questa amministrava le proprie ricchezze, rendendola ovviamente partecipe.
Qui si parla di nobiltà come categoria sociale, e non come categoria morale.
Altrimenti finiremmo a dire quello che disse lo zar Alessandro I: che era giusto mantenere la schiavitù, e grazie alle sofferenze che questa causava quasi sicuramente i servi della gleba sarebbero andati in paradiso.
allora si specifichi bene cosa si intende per nobiltà e a quale periodo storico ci si riferisce.Originally posted by hertford
la nobiltà si basava sull'origine di sangue e sul potere economico.
La nobiltà d'animo è tutt'altra cosa.
Che poi vi siano stati nobili divenuti tali per meriti morali (penso alla cavalleria medioevale, che aveva vincoli verso la fede) sono d'accordo. Resta da vedere se i discendenti si sono dimostrati degni degli avi.
Finito il medioevo la nobiltà era legata all'autorità civile (il trono) e tramite questa amministrava le proprie ricchezze, rendendola ovviamente partecipe.
Qui si parla di nobiltà come categoria sociale, e non come categoria morale.
Altrimenti finiremmo a dire quello che disse lo zar Alessandro I: che era giusto mantenere la schiavitù, e grazie alle sofferenze che questa causava quasi sicuramente i servi della gleba sarebbero andati in paradiso.
Il fatto che ci siano stati Nobili di nome,che fossero Plebei di fatto,è verissimo,ciò non toglie che si debba distinguere fra ciò che è nobile e ciò che non lo è.
Personalmente sono contrario al diritto di "sangue",ma non sempre la nobiltà fu una casta chiusa.
Tutto questo discorso non porta però alla conclusione che Berlusconi sia nobile.
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Per quanto riguarda le rivoluzioni anti nobiliari dei secoli passati,cui mi sembra tu alludi alla fine del tuo intervento, credo si sia buttato il "bambino" con "l'acqua sporca", e curate le degenerazioni negative di un sistema cristallizzato e decaduto con una medicina che ha portato conseguenze anche peggiori.
almeno napoleone ha modernizzato il concetto: ne ha fatto un titolo legato alla carica effettivamente svolta, ed in pratica ha chiamato diversamente i funzionari statali, impedendo che la nobiltà divenisse ereditabile.


Caro Arjuna,
vedo che anche te tiri tardi.
Davo per scontato che chi legge comprendesse il riferimento alla nobiltà come gruppo sociale.
Come gruppo sociale è stato ne più ne meno come gli altri.
Sono d'accordo che le rivolte del passato abbiano buttato via il bambino e l'acqua sporca. E' anche vero che le "tinozze" che contenevano quell'acqua avessero i loro difetti.
E le aristocrazie sono entrate in crisi proprio quando sono diventate caste, quando hanno impedito a persone che accanto al successo personale (militare, imprenditoriale, ecc.) avessero maturato qualità morali (per me sono la difesa della fede, il soccorso agli umili e ai poveri, non certi la fedeltà a sovrani apostati o corrotti) hanno cessato di essere un riferimento.
E' chiaro che il cambiamento della società (da agraria a industriale), delle condizioni di vita (qualitativamente migliorate) e il maggiore accesso all'istruzione e alla conoscenza hanno messo in crisi quel ceto. Le crisi servono anche per migliorare se stessi, ma poichè erano venuti meno i fondamenti morali che nel medioevo generarono quel ceto quest'ultimo scelse la strada della difesa dei propri interessi materiali, dei privilegi di nascita, alleandosi con la nascente borghesia che si arricchiva sfruttando altri esseri umani.
Se fino ad un certo punto della storia le istituzioni (fossero esse monarchie o repubbliche) erano sottoposte alla guida morale della Religione Cattolica, ad un certo punto queste andarono per i fatti propri e per i propri interessi. La rivoluzione francese materialmente la fecero i sanculotti, ma in realtà il precursore fu Luigi XIV quando creò il suo modello di stato assolutista e svincolato dal tradizionale legame con la Chiesa.
Sono concorde con te che i meriti non debbono essere per nascita. Se uno è figlio di un uomo virtuoso non vuol dire che lo sarà anche lui. I meriti deve guadagnarseli. E il figlio dell'uomo virrtuoso deve faticare non poco rispetto ad altri.