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I controlli dei Pm nella reggia fanno felice il sindaco Nizzi
Gavino Sale (Irs): era
già pronta un'altra invasione,
questa volta
con duemila persone
Francesco Giorgioni
francesco. giorgioni@gds.li
■ Settimo Nizzi è contento.
Anzi, si dichiara addirittura
«felice».
Il sindaco di Olbia accoglie
quasi come una liberazione il
via libera di Palazzo Chigi all'ispezione
della Procura di
Tempio a villa Certosa. E' sicuro
che nella residenza portorotondina
del premier non
via sia nulla da nascondere e
che la missione del procuratore
Valerio Cicalò permetterà di
fare chiarezza una volta per
tutte sui presunti abusi edilizi
messi sotto chiave dal segreto
di Stato. «Veramente io sarei
stato favorevole alle ispezioni
già da parecchio tempo prima -
precisa il sindaco di Olbia - ma
poi è intervenuto il segreto di
Stato e si è seguita la prassi
conseguente». Per Settimo Nizzi
la presidenza del Consiglio
ha fatto la mossa giusta. «Sono
favorevole afinchè sia fatta
chiarezza attraverso tutti quegli
atti che giungano da organi
legittimati - commenta Nizzi,
chiamato a rispondere in prima
persona sulle presunte irregolarità
- e a maggior ragione
in questo caso, visto tutto quello
che si è detto e scritto sulla
vicenda». E poi una frase sibillina:
«La gente capirà dopo
l'ispezione che i bravi non
stanno tutti da una parte e i
delinquenti tutti dall'altra». Si
limita ad una dichiarazione laconica
il capogruppo dell'opposizione
in Consiglio comunale
Gian Piero Scanu. «E' certamente
un fatto positivo, lo
ritengo un importante contributo
alla chiarezza».
LA DECISIONE di aprire le porte
ai magistrati ha probabilmente
scongiurato una nuova
invasione della villa di Porto
Rotondo, proprio come quella
già tentata con successo a marzo
(e finita sulle Tv di tutta
Europa) dagli indipendentisti
di Gavino Sale. «Avevamo già
previsto un'invasione pacifica
con duemila persone per la
prossima estate - conferma Sale
- perché il lavoro che avevamo
iniziato a marzo bisognava
pur concluderlo».
Secondo il profeta dell'Irs le
manifestazioni di protesta contro
il segreto di Stato hanno
avuto qualche effetto sulla decisione
del presidente del Consiglio
«perchè se non ci ha
denunciati allora, quando siamo
entrati nella villa, significa
che anche lui qualche dubbio
ce l'aveva».
«Siamo contenti - aggiunge
Sale - perchè questa situazione
stava diventando ormai insostenibile,
come è stato possibile
che questo sia accaduto?
Un abuso edilizio è grave per
un comune cittadino, ma vi
rendete conto che in questo
caso sia parla di una delle massime
cariche dello Stato?»
Ma la soddisfazione di Gavino
Sale ha anche altre ragioni:
«Gli atti di arroganza del
premier stavano facendo passare
il concetto che in Sardegna
tutto sia ammissibile e
tutto si possa fare, così come
era stato per lo stoccaggio di
scorie radioattive nell'Isola».
Il segretario provinciale dei
Democratci di sinistra Natale
Tedde ha un sospetto: «Curiosa
coincidenza che questo via libera
si arrivato proprio pochi
giorni prima del pronunciamento
della Corte costituzionale
». In definitiva, secondo
Tedde la decisione di Palazzo
Chigi è positiva «ma bisognava
assumerla prima e lasciare agire
la magistratura già allora.
per accertare eventuali abusi
nella residenza di un privati
cittadino. Invece è arrivato un
segreto di Stato fuori luogo,
una chiara prevaricazione». ■
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