Blair vuole fare della Gran Bretagna il centro mondiale delle ricerche sulle cellule staminali Non solo garantire la libertà di ricerca scientifica. L'obiettivo del premier britannico Tony Blair è quello di far primeggiare la Gran Bretagna. Lanciando oggi un piano quinquennale su commercio e industria, ha detto che il Regno Unito deve diventare «la capitale scientifica» del pianeta, e in particolare il centro mondiale delle ricerche sulle cellule staminali.
Studi che promettono di trovare una cura a molte gravi malattie come l'Alzheimer, il morbo di Parkinson o il diabete, e sui quali il dibattito è ancora aperto e acceso, anche in Italia, dove un referendum è stato depositato contro la legge che vieta di utilizzare gli embrioni umani necessari per questo fronte di ricerca. Blair ha chiarito che, controversie o no, le cellule staminali - che possono evolversi in qualsiasi tessuto umano e quindi in teoria riparare parti del corpo danneggiate - promettono grandi progressi medici e anche la creazione di migliaia di posti di lavoro nell'industria britannica: «Una ricerca adeguatamente regolata potrebbe cambiare le speranze di vita di persone che soffrono del morbo di Parkinson, di quello di Alzheimer, di diabete, o delle vittime di ictus - ha spiegato il premier - Noi non bloccheremo questa ricerca. I benefici potenziali sono enormi. Non è giusto negare la speranza di una cura alle persone che soffrono di queste malattie... Oggi vogliamo dare un segnale, e dire che la Gran Bretagna è il posto dove fare le ricerche sulle staminali», ha concluso Blair. Il 19 novembre si pronuncia l'Onu. In Gran Bretagna, il 12 agosto scorso, l'Autoritá per la fecondazione umana e l'embriologia (Hfea) autorizzò per la prima volta ufficialmente (era già legale dal 2002) un gruppo di ricercatori dell'Universitá di Newcastle a realizzare la clonazione terapeutica di embrioni umani con l'obiettivo di studiare la possibilità di nuove terapie contro malattie diffuse come diabete, Parkinson e Alzheimer. Un'autorizzazione limitata nel tempo e soggetta a revisione. Gli embrioni prodotti per la ricerca non devono essere tenuti in coltura per più di due settimane e lo scopo deve essere rigorosamente terapeutico. Si trattò del primo via libera in Europa alla clonazione terapeutica. Ma su un bando della clonazione, anche terapeutica, proposto da Costa Rica e Stati Uniti - appoggiato anche dall'Italia - è chiamata a pronunciarsi il 19 novembre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani sono impegnati, con un appello sottoscritto da 72 premi nobel, a convincere i Paesi incerti a rigettare la proposta. «Le potenzialitá di quest'area di ricerca - spiegava il 12 agosto scorso Alison Murdoch, del Newcastle NHS Fertility Centre e coordinatrice degli esperimenti - sono immense ed eccitanti. Ci permetterá di capire molto sulla genesi di numerose malattie e adesso potremo passare al livello successivo dei nostri studi». Da quando hanno presentato la loro richiesta di autorizzazione, gli scienziati hanno ricevuto numerose dichiarazioni di sostegno da colleghi di tutto il mondo, «ma anche - riferisce Murdoch - lettere di pazienti che ripongono tante speranze nella clonazione terapeutica e un giorno potranno beneficiarne».
dal mondo del settembre 2004




Rispondi Citando
