Qui sotto un interessante articolo-intervista su Volare dal Corriere di oggi. Mi paiono importanti e soprattutto indice di serietà e professionalità niente affatto scontate i seguenti punti:
- Nessuna voglia di strafare.
- Concentrazione dell'attività su LIN e MXP, e in lungimirante prospettiva solo sull'hub.
- Unica sede aziendale a MXP.
- Low cost solo per le economie gestionali.
- Politica tariffaria trasparente e senza prezzi civetta.
Marco
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Volare decolla e tocca il primo milione
E' l'incasso previsto in base ai biglietti prenotati finora. Il direttore generale: "Torneranno al lavoro tutti i dipendenti"
VARESE - Il traguardo del primo milione di euro incassati meriterebbe un festeggiamento, ma ieri negli uffici della compagnia aerea Volare, a Gallarate, si è continuato a lavorare come di consueto. Eppure, fino a poco tempo fa, diciamo lo scorso Natale, certi obiettivi parevano una chimera: una fossa delle Marianne di debiti, nessun aereo a disposizione, fiato della magistratura e dei creditori sul collo. «E invece i primi numeri ci stanno dande ragione: questa è una società che sta dimostrando di potersi rimettere in piedi al più presto»: Giulio De Metrio, nominato direttore generale di Volare, non nasconde la sua soddisfazione maneggiando i fogli con i grafici sull'andamento dell’azienda.
Dal 28 aprile, giorno in cui è stata annunciata la ripresa dell’attività, Volare ha già venduto biglietti per un importo complessivo di 1 milione di euro, pari a 23 mila passeggeri: tanti si sono già prenotati per salire sui due Airbus che dal primo giugno prossimo torneranno a coprire rotte giornaliere tra Linate e l'Italia meridionale. «Il ritmo di vendita dei biglietti si sta attestando sopra i 1000 al giorno –prosegue De Metrio- ed è un andamento in linea con gli obiettivi che ci eravamo promessi; entro la fine del 2005 contiamo di toccare mezzo milione di passeggeri e 65 milioni di fatturato». In un panorama economico dove quotidianamente arrivano annunci di tagli e chiusure, Volare in questo momento, pur rimanendo in una difficile situazione finanziaria, rappresenta il proverbiale esempio dell'uomo che morde il cane.
«Da lunedì avremo a nostra disposizione i due Airbus che abbiamo ottenuto in leasing -prosegue il direttore generale- siamo vicinissimi al contratto per un terzo velivolo e almeno un altro sarà nostro entro la fine dell'anno. Attualmente sono rientrati dalla cassa integrazione 160 dipendenti; con la ripresa dei voli altri 70 verranno richiamati in servizio. Contiamo di riassorbire per intero il personale nel giro di 18 mesi, forse sarà necessaria anche qualche nuova assunzione con contratto stagionale». Il piano industriale tracciato dal nuovo management guidato dal commissario governativo Carlo Rinaldini prevede che Volare concentri la sua attività sugli scali milanesi (nella nuova livrea degli aerei è sparito anche il simbolo del Leone di San Marco dal timone di coda, a conferma che la compagnia intende abbandonare i collegamenti da Venezia) : «Gli slot che possediamo su Linate sono i più ricchi, quelli che incontrano maggiormente i favori della clientela: ai dodici voli giornalieri che partiranno a giugno se ne aggiungeranno a breve altri in partenza verso Bari e Palermo, sempre dal city airport milanese». Lo stesso piano tuttavia, non prevede affatto un disimpegno di Volare da Malpensa.
«I primi cinque aerei verranno impiegati su Linate, dal sesto in avanti (contiamo di arrivare a venti macchine) la base sarà Malpensa: l'hub servirà a collegamenti di medio e lungo raggio, a cominciare da Parigi e dall'Est Europa. Ma non escludiamo di aprire qualche volo su Roma, tratta sulla quale Malpensa oggi è a nostro giudizio ancora carente. Malpensa, inoltre, diventerà a breve la nostra unica sede aziendale. Volare aveva sedi molto polverizzate addirittura cinque (Thiene, Verona, Milano, Gallarate e Malpensa) , contiamo di concentrare il personale solo nell'hub». Rispetto al passato, alla fase precedente il crac, Volare intende recuperare alcuni aspetti organizzativi propri della compagnia low cost.
«Ma solo per alcuni aspetti -ribatte De Metrio -ad esempio già oggi il 79% dei nostri biglietti viene acquistato via Internet e questo è un fattore competitivo importante. Detto questo, tuttavia, due fattori ci differenziano nettamente: ci serviamo solo di scali di serie A, non effettueremo nessun volo su aeroporti decentrati; in secondo luogo intendiamo proporre un sistema di tariffe trasparente, senza sorprese: il prezzo indicato è quello che il passeggero pagherà, niente specchietti per le allodole o prezzi che invariabilmente lievitano fino al momento del check in».
Claudio Del Frate




Rispondi Citando
) allora si può dire che il brand Volareweb ha avuto lo stesso decorso di Parmalat, in cui i clienti, nonostante l'immagine negativa della società sulla stampa, sono rimasti affezionati e fedeli al marchio e hanno compreso che il marcio era solo nel management.

