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  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito Iraq, la macchia di Churchill

    http://www.avvenire.it/
    IL CASO
    Lo storico Christopher Catherwood produce nuovi documenti sulla colonizzazione inglese della nazione, dopo la Grande Guerra

    L’allora ministro delle Colonie, che fu aiutato da Lawrence d’Arabia, fece l’errore di affidare a un sunnita la guida del Paese a maggioranza sciita. Immaginò che il Kurdistan fosse organizzato come Stato amichevole che agisse da antemurale contro turchi e russi. E soprattutto autorizzò l’uso di gas

    Di Antonio Airò

    La crudele e inumana dittatura di Saddam Hussein, ora in attesa di processo. L'intervento "liberatore" degli americani che adesso debbono fare i conti con una guerriglia sempre più cruenta. L'elevata partecipazione dei cittadini alle prime elezioni politiche libere e la nascita di un governo e di un Parlamento cui spetta il compito di approvare una costituzione democratica. Infine il petrolio, il cui possesso "scatena" non da oggi le ambizioni economiche e politiche dell'Occidente e della Russia: queste le storia più recente dell'Iraq, una nazione "artificiale", nata all'indomani della prima guerra mondiale con la dissoluzione dell'Impero Ottomano di Costantinopoli. Una nazione in un certo senso "inventata" dunque l'Iraq, come inventate sono state anche la Siria, il Libano, l'Arabia saudita, la Giordania, la Palestina, "assegnata" agli israeliani e gli altri Paesi del Golfo, tutto frutto di una "spartizione" dei vincitori, soprattutto Francia e Gran Bretagna, forti del mandato loro attribuito dalla Società per le nazioni. Per lo storico inglese Christopher Catherwood, docente a Cambridge, la nascita dell'Iraq è il risultato della "follia di Churchill" - così la definisce - teso a creare «un regime arabo che difendesse gli interessi imperiali inglesi, ma che costasse il meno possibile». Ovviamente per il contribuente della Gran Bretagna. Basandosi su un'ampia documentazione, frutto di ampie ricerche di archivio, nel pamphlet appena tradotto in italiano dall'editrice Corbaccio col titolo La follia di Churchill. L'invenzione dell'Iraq (pagine 288, euro 18,00) Catherwood sottolinea questa insistente richiesta dello statista inglese, allora ministro delle Colonie, che accompagna tutte le diverse fasi che portano alla costituzione dell'attuale Iraq. Nelle quali il petrolio, pur ritenuto importante per lo sviluppo dell'economia «non era un fattore così dominante» come sarebbe stato successivamente quando fu l'Arabia saudita (e con essa le società americane) la prima a sfruttarlo. Se Churchill, «un genio capriccioso, senza dubbio brillante, ma molto poco accorto» ( il giudizio sarebbe cambiato durante la guerra contro il nazismo) è certamente il protagonista di questa storia dell'Iraq, un ruolo non secondario, oltre a politici e generali, lo svolge Lawrence d'Arabia, consigliere del ministro «nonostante la sua presunta inaffidabilità». Nascerà dalla collaborazione tra questi due personaggi, ai quali si può aggiungere l'archeologa Gertrude Bell, la scelta dell'emiro Feisal, che i francesi avevano "scacciato" dalla Siria, a re dell'Iraq (il fratello Abdullah sarebbe diventato sovrano della Giordania e i suoi discendenti sono tuttora sul trono) in un rapporto ben presto conflittuale con la "protettrice" Gran Bretagna. La convergenza nello stesso territorio dell'Iraq di curdi, musulmani ma non arabi, e di sciiti e sunniti indica la fragilità dei questa nazione, che la dittatura di Saddam ha accentuato. Churchill aveva anche immaginato che il Kurdistan, con il petrolio di Mosul, «doveva essere organizzato come uno Stato "amichevole" che agisse da antemurale contro turchi e russi». Ma l'ipotesi cadde ben presto. La scelta del sunnita Feisal in un Paese dove gli sciiti erano - e sono - maggioranza fu un altro errore dello statista inglese per il quale «il nazionalismo era più forte della religione». E non è mancata nella strategia imperiale di Churchill, una macchia nera. Fu lui infatti ad autorizzare i militari «a procedere con il lavoro sperimentale sui proiettili a gas, soprattutto il gas vescicante il quale causerebbe un intenso lavoro ai nativi recalcitranti senza tuttavia infliggere loro gravi lesioni».
    Prosit


  2. #2
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    Predefinito Re: Iraq, la macchia di Churchill

    In Origine postato da Fernando
    http://www.avvenire.it/
    E non è mancata nella strategia imperiale di Churchill, una macchia nera. Fu lui infatti ad autorizzare i militari «a procedere con il lavoro sperimentale sui proiettili a gas, soprattutto il gas vescicante il quale causerebbe un intenso lavoro ai nativi recalcitranti senza tuttavia infliggere loro gravi lesioni».
    e poi c'é chi grida allo scandalo per un po' di gas buttato dagli italiani in Etiopia nel 1936, é proprio vero: vae victis...

  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Predefinito Re: Re: Iraq, la macchia di Churchill

    In Origine postato da Felix
    e poi c'é chi grida allo scandalo per un po' di gas buttato dagli italiani in Etiopia nel 1936, é proprio vero: vae victis...
    In effetti, ma se non l'avessero buttato sarebbe stato meglio!!!
    Prosit


  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Re: Iraq, la macchia di Churchill

    In Origine postato da Fernando
    In effetti, ma se non l'avessero buttato sarebbe stato meglio!!!
    :K
    Voglio far notare che il primo impiego di gas dopo la prima GM fu fatto e in modo veramente massiccio dagli inglesi nel 22 per domareb i Curdi dopo che gli stessi inglesi si erano impadroniti dell''Irak e relativo petrolio.Un loro guadagno di guerra! Di cio' se ne parla poco.

    L'uso dei gas da parte italiane e' possibile , probabile ma le prove non sono poi cosi' attendibili come si vorrebe far creadere.

    Comunque occorre vrimarcare come da parte abissina si violasserom continuamente le convenzioni sia sul'usso di pallottole a frammentazione ( le famigerate Dum-Dum fornite loro dai Belgi ) si sul trattamento dei prigionieri che venivano evirati quindi disarticolati e lasciati morire sotto il sole cocente mgari prede ancora vive degli avvoltoi etc.

    Questo non conta ? Guardate a come mori' Padre Reginaldo Giuliani tanto per fare un solo esempio !

    Un saluto

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Iraq, la macchia di Churchill

    In Origine postato da Fernando
    In effetti, ma se non l'avessero buttato sarebbe stato meglio!!!
    senz'altro, ma siccome il gas lo hanno usato tutti o quasi, non vedo perché scandalizzarsi tanto che "anche" gli italiani lo abbiano fatto (pensa un po', non siamo cosí diversi dagli altri...!). Certo buttare un po' di gas su CAMPI DI BATTAGLIA nel vastissimo altopiano etiopico é ben diverso che gasare popolazioni civili come hanno fatto gli inglesi in Iraq...

 

 

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