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Discussione: Permanence Strategy

  1. #1
    Totila
    Ospite

    Predefinito Permanence Strategy

    PERMANENCE STRATEGY

    Altro che exit strategy americana dall'Iraq. L'articolo del giornalista
    americano Bradley Graham apparso due giorni fa sull'Washington Post
    http://www.washingtonpost.com/wp-dyn...052100611.html
    e che qui sotto allego integralmente, dimostra che gli strateghi USA stanno
    pianificando un loro consolidamento strategico nella regione. Stanno
    costruendo, com'è loro quasi secolare abitudine, delle grandi basi nei
    territori occupati. E' la tradizione americana di Fort Apache, il bastono
    dello zio Sam o dello zio Teodoro Roosvelt che dir si voglia. Da qui
    dirigeranno e sorveglieranno e puniranno.. ad alta e bassa intensità.

    Le grandi basi attualmente previste e già in costruzione sono degli enormi
    Fort Apache dell'epoca contemporanea, dell'epoca delle guerre stellari.
    Enormi fortezze nel deserto, costruite attorno a gigantesche piste per aerei
    nel deserto circondate di valli elettronici, di reticolati metallici ed
    elettronici, enormi valli di containers e reticolati di sensori elettronici
    vari. Basta vedere le sommarie descrizioni già presenti nei siti che si
    occupano di cose militari, come ognuno può andare a leggersi seguendo
    qualche link (ne cito alcuni).

    La rete delle grandi basi americane è il vero sistema muscolare dell'Impero,
    quello vero, quello USA e non quello fantasioso dei Peter Pan dell'
    Ideologia, non quello dell'Isola che non c'è. Come ben sanno Italia e
    Germania e Giappone, Turchia, ma adesso anche Macedonia, Kossovo, Ungheria,
    dove arriva lo zio Sam arrivano le sue basi e non se ne vanno più. Figurarsi
    se se ne andranno dall'Iraq dove ci sono i giacimenti petroliferi con le
    riserve più grandi del mondo, strumento a dir poco indispensabile per l'
    economia americana e mondiale e per l'egemonia americana.

    Il ridispiegamento arroccamento nelle grandissime basi nel deserto è dunque
    non una riduzione ma un consolidamento della presenza ameericana, come
    mettono in luce le fonti britanniche, il Gurdian citando un rapporto IISS
    International Institute of Strategic Studies
    http://www.guardian.co.uk/Iraq/Story...491683,00.html
    John Chipman, IISS director, evidenzia che il ridispiegamento è forzato
    dalle perdite subite nelle città e giudica quello americano un duro compito
    che richiede ancora molti anni di permanenza.
    Gli strateghi USA hanno deciso di fortificarsi, arroccarsi nel deserto in
    quattro gigantesche basi cardine: Al Tallil a sud
    http://www.globalsecurity.org/milita...raq/tallil.htm
    , cioè molto vicino a Nassirya, a 20 km dal centro della cittadina, là nel
    deserto verso Ur.
    All' Ovest poi prevedono di arroccarsi vicino a Falluja a 180 km da Bagdad
    in un posto vicino all'Eufrate river chiamato Al Assad.
    http://www.globalsecurity.org/milita...aq/al-asad.htm
    Questo spiega perché hanno quasi raso al suolo Falluja, che oltretutto è la
    chiave delle autostrade carovaniere dalla Giordania e dalla Siria. Questo
    spiega anche il perché gli americani continuano a lanciare offensive lungo l
    'Eufrate. L'ultima chiamate New Market è in corso contro Haditha città di
    90.000 abitanti sull'Eufrate.
    http://www.aljazeera.com/me.asp?service_ID=8277
    Una terza base stellare è in corso di rafforzamento a Balad a nord di
    Bagdad, vicino a Samara e Tigrit
    http://www.globalsecurity.org/milita...q/balad-ab.htm
    e una quarta grandissima base sarà probabilmente a Irbil al Nord .
    http://www.globalsecurity.org/milita...iraq/irbil.htm
    Interessante per gli studenti delle scuole e delle università: qui chi ha
    intenzione di arruolarsi mercenario impara LE CYBERMISSION. pare che la
    Moratti si stia dando da fare...
    http://www.army.mil/features/ecybermission/default.htm
    CYBERMISSION ACCEPT THE CHALLENGE!!!

    PER REALIZZARE QUESTE BASI E' previsto un costo supplementare di spesa
    militare, di almeno 82 miliardi di dollari. Ma gli USA non sono molto
    preoccupati di ciò, tanto pagheremo tutti con l'aumento della benzina che
    loro si prenderanno a buon prezzo, compensando con le briciole i mercenari
    iracheni che dovranno tenere l'ordine nelle città irachene.


    DOCUMENTAZIONE

    Articolo apparso sul Washington Post del 22 maggio 2005
    a firma Bradley Graham

    Commanders Plan Eventual Consolidation of U.S. Bases in Iraq
    By Bradley Graham
    Washington Post Staff Writer
    Sunday, May 22, 2005; Page A27
    BAGHDAD -- U.S. military commanders have prepared plans to consolidate
    American troops in Iraq into four large air bases as they look ahead to
    giving up more than 100 other bases now occupied by international forces,
    officers said.
    Several officers involved in drafting the consolidation plan said it
    entailed the construction of longer-lasting facilities at the sites,
    including barracks and office structures made of concrete block instead of
    the metal trailers and tin-sheathed buildings that have become the norm at
    bigger U.S. bases in Iraq.
    The new, sturdier buildings will give the bases a more permanent character,
    the officers acknowledged. But they said the consolidation plan was not
    meant to establish a permanent U.S. military presence in Iraq.
    Instead, they said, it is part of a withdrawal expected to occur in phases,
    with Iraqi forces gradually taking over many of the bases inhabited by U.S.
    and other foreign troops. Eventually, U.S. units would end up concentrated
    at the four heavily fortified, strategically located hubs, enabling them to
    provide continued logistical support and emergency combat assistance, the
    officers said.
    "We call it BRAC for Iraq," said one general, referring to the Base
    Realignment and Closure Commission now deciding which bases to close in the
    United States. "If we're going to withdraw, we need a base plan."
    The officers said a master plan for the positioning of U.S. forces in the
    Middle East, maintained by U.S. Central Command, did not envision keeping
    U.S. forces in Iraq permanently. Instead, it calls for what one Army colonel
    here described as "strategic overwatch" from bases in Kuwait, meaning U.S.
    forces there would be near enough to respond to events in Iraq if necessary.

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Altro che exit strategy!

  3. #3
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    Originally posted by Totila
    Altro che exit strategy!

    Tutti gli imperi nella loro storia hanno sempre avuto però bisogno di servi traditori della loro stirpe.
    Costantinopoli la grande cadde non per le capacità belliche dei turchi ma per la stupidità di alcuni e per il tradimento di altri.
    Gundam

  4. #4
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    Originally posted by Gundam
    Tutti gli imperi nella loro storia hanno sempre avuto però bisogno di servi traditori della loro stirpe.
    Costantinopoli la grande cadde non per le capacità belliche dei turchi ma per la stupidità di alcuni e per il tradimento di altri.
    Gundam
    Servi e traditori non sono poi così numerosi; mi preoccupano molto di più gli utili idioti che sono tantissimi.

  5. #5
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Maxadhego
    Servi e traditori non sono poi così numerosi; mi preoccupano molto di più gli utili idioti che sono tantissimi.
    sono la maggioranza...

  6. #6
    Ridendo castigo mores
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    Predefinito

    comunque se non tengono il paese alla lunga non potranno tenere nemmeno queste basi terrestri lontane dal mare .. le " diem bien fu " le provarono anche in vietnam, ma fecero tutte la fine dell' originale ..

    la loro scommessa reale e' che i collaborazionisti possano tenere il paese per loro , se non " alla giordana" che almeno ci possano riuscire svenandosi " all' algerina"..

 

 

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