Dal sito :
http://www.vicariatusurbis.org/Beati.../Documenti.asp
Mi viene in mente il tono scherzoso assunto da lui nel corso del-l’incontro con i giovani durante la celebrazione del Grande Giubileo a Roma. Dialogando con loro scherzava e ricordava il detto popolare polac-co: “Z jakim przestajesz, takim sie stajesz” – “ Con chi stai, così diventi ”.
Allora si riferiva alla giovinezza dei suoi interlocutori che ringiovanivano il suo cuore. Ma quel detto, espressione della saggezza popolare, ha trovato la sua applicazione molto più profonda, alla fine dei giorni del pellegrinaggio terreno di Giovanni Paolo II, quando la sua sofferenza lo rendeva tanto più immerso nel mistero di Cristo e la morte chiudeva la lunga vicenda del suo calvario.
Quel calvario iniziò drammaticamente, quando la mano del-l’assassino puntava la pistola e sparava, mentre la mano di “Qual-cun’altro” faceva deviare le pallottole, salvando la vita del Papa. Durante gli anni della via dolorosa non sono mancate le voci che gli suggerivano di dimettersi, di nascondere i segni della malattia, ma Giovanni Paolo II, coerentemente con lo stile eucaristico della vita, rispondeva che “Cristo non è sceso dalla croce” e rimetteva nelle mani del suo Signore la propria vita.
Nella sua vita c’è tutto: la gioia, la pena, le difficoltà, la sofferenza: egli ha vissuto tutti i suoi contenuti somigliando a Cristo. La malattia nascosta può essere ipocrisia. Egli è vissuto nella realtà e nella verità, diventando simbolo per molti, riscontrando approvazione ed affetto. Così è diventato il modello di ogni cristiano.
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Con chi stai, così diventi![]()




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