DAL DISCORSO CHE O’ BBELL ‘UAGLIONE HA TENUTO AL CONGRESSO FEDERALE DELLA MARGHERITA DEL 12-14 MARZO 2004
Dunque, è l’orizzonte di un più largo centrosinistra europeo l’unico che può rinnovare il campo e riaprire la partita.
Qui la proposta della Lista unitaria – voluta da Romano e frutto della convinta determinazione di Arturo Parisi -appare la prima in grado di innescare una nuova speranza.
Per tre motivi: perché punta dritto al cuore di un messaggio europeista, di un progetto comunitario all’altezza delle sfide globali. Perché riunisce per la prima volta in un’unica lista forze che attualmente si trovano in tre diversi gruppi del Parlamento Europeo, così indicando una capacità di intesa che condizionerà positivamente le famiglie politiche esistenti. Perché, infine, riesce ad interessare e motivare, sia sul versante pro-europeista, sia a favore dell’abbandono della deriva conservatrice, forze importanti che oggi aderiscono al Partito Popolare Europeo ma che, appunto, ne soffrono lo spostamento grave dalla tradizionale linea comunitaria e moderata.
Noi, lo ribadiamo, siamo fortemente impegnati per la formazione attorno agli eletti della Lista Unitaria di un gruppo al Parlamento Europeo unitario e nuovo. Un gruppo europeista e di centrosinistra, secondo la linea più coerente di cui in Italia si fa portatore l’Ulivo. Lavoreremo per questo, e vi chiedo di approvare in questo Congresso questa linea. Non ci stancheremo di convincere i nostri alleati in questa direzione. Sappiamo che il buon lavoro fatto in questi anni e particolarmente negli ultimi mesi assicurerebbe comunque agli eletti della Margherita una rappresentanza unitaria, qualificante e probabilmente anche determinante al centro dei futuri schieramenti del Parlamento Europeo. E’ un risultato che già possiamo considerare importante. Ma non ci basta, non ci accontentiamo. Per questo voglio ripetere qui oggi le parole convincenti pronunciate il mese scorso al Palazzo dell’Eur da Franco Marini: se siamo arrivati insieme, con la lista unitaria, fino a questo punto, se abbiamo compiuto già scelte così impegnative per i nostri partiti, se addirittura c’è chi pensa che il futuro della lista unitaria per le Europee sia in una più stretta aggregazione, che senso ha dividerci una volta arrivati a Strasburgo?
Se accadrà non sarà un fatto traumatico, ma sarà una contraddizione, un passo indietro.......................................... Non siamo da soli noi della Margherita, e non lo saremo, nel lanciare questa sfida. Che deve realizzare un ciclo di vittorie, nel 2004, nel 2005, nel 2006.
Un grande romagnolo, Giovanni Pascoli, ha lasciato iscritte sul portale del Duomo di Barga le parole della forza civile del “noi”: “PICCOLO IL MIO, GRANDE IL NOSTRO”.
Per questo non si può dire che c’è anche concorrenza tra i partiti della “Lista Prodi”, se non nel senso che tutti concorriamo all’obiettivo di dare all’Italia una guida stabile e autorevole........................................ .... Ecco perché, carissimi amici, noi abbiamo iniziato negli ultimi mesi a porre con più chiarezza e più decisione alcune grandi questioni di riforma economica, sociale e dei servizi vitali del paese. E lo faremo con sempre più precisione.
Ci aspettiamo altrettanto dai nostri partner, e sappiamo che sanno farlo e lo faranno molto bene.
Per questo, permettetemi di rinnovare loro un ringraziamento sincero: per gli amici dello SDI, che non hanno mai fatto mancare il loro contributo di riformisti alla nostra impresa. E un apprezzamento autentico e fraterno ai Democratici di Sinistra: con la loro storia e il loro radicamento hanno avuto coraggio e generosità ad investire nella lista Prodi..................................... Lo stesso vale per la verifica delle pensioni. Se non fosse stato presentato al Senato un emendamento complessivo delle forze della Lista Prodi – che raccoglie le posizioni comuni, inclusa quella che noi abbiamo avanzato nelle settimane passate – il governo avrebbe buon gioco nell’accusarci di essere oppositori incapaci di rispondere e proporre. Al contrario, certamente anche le nostre proposte hanno aiutato i sindacati a riassumere una iniziativa unitaria, hanno aperto profonde crepe nella maggioranza (che da un anno era inchiodata sulla pessima, rigida proposta di Maroni), hanno contribuito a togliere di mezzo le peggiori proposte governative in materia di decontribuzione e di trasferimento obbligatorio del TFR.
DEMOCRAZIA E’ LIBERTA’ – LA MARGHERITA
STATUTO FEDERALE
Approvato dal Congresso Costitutivo del 22-23-24 marzo 2002
con le modifiche apportate dall’Assemblea Federale del 12.03.2004 e del 1 aprile 2004
PRINCIPI FONDAMENTALI E NATURA DI DEMOCRAZIA E LIBERTA’
PREAMBOLO
Il Congresso costitutivo di Democrazia è libertà - La Margherita nell'approvare il presente Statuto conferma solennemente la propria scelta per una democrazia bipolare e per una stabile collocazione nel campo del centrosinistra come parte costitutiva e integrante dell'Ulivo.
CARTA DEI PRINCIPI
La Margherita – Democrazia è Libertà
Congresso Costitutivo
22-24 marzo 2002
Fiera di Parma
E' su questo sfondo e dentro questa linea di sviluppo della democrazia italiana che prendono corpo l'esperienza e il progetto dell'Ulivo, concepito come un'alleanza tra le espressioni migliori delle culture politiche riformatrici, un'alleanza di governo programmaticamente alternativa ad una destra esposta al rischio di derive plebiscitarie e personalistiche. Si tratta di dare compimento al bipolarismo italiano, anche attraverso il rafforzamento delle garanzie democratiche e dello statuto dell’opposizione.




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