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http://it.habitants.org/article/articleview/1441/1/376
Appello alla solidarietà internazionale: Cancellare il debito per alloggiare i poveri del mondo
In vista del G8 sul debito (Edimburgo, luglio 2005) le associazioni di abitanti e i movimenti sociali urbani, le ong, il volontariato, i movimenti anti-debito, gli enti locali di tutto il mondo dicono: basta!
Il debito è illegittimo, ingiusto e impagabile!
I governi hanno invece l'obbligo di pagare il debito sociale!
Dare casa ai poveri del mondo è possibile!
Un miliardo di persone in tutto il mondo soffre è senza casa o mal alloggiato a causa di grandi investimenti del capitale finanziario ed immobiliare, discriminazioni sociali, economiche e razziali, guerre, disastri naturali. Anziché diminuire di 100 milioni entro il 2015 come stabilito dall'Obbiettivo n. 7 dei Millennium Development Goals (MDG), questo numero è destinato a crescere di altri 700 milioni entro il 2020 a causa delle regole neoliberali dettate dal FMI e dalla Banca Mondiale che impongono i tagli alle politiche sociali e le privatizzazioni del settore. Infatti, spesso gli sgomberi sono motivati dagli investimenti dei paesi ricchi, FMI, Banca Mondiale, in strade, ferrovie, centri servizi, turismo, shopping, ecc.. Raramente si tratta di necessità primarie delle popolazioni locali, essendo piuttosto un mezzo di pagamento del debito estero. E, spesso, i paesi poveri rifiutano le proposte delle associazioni di abitanti per politiche abitative ed urbane rispettose dei diritti perché destinano le risorse al pagamento del debito estero, attualmente di 2.597 miliardi USD, di cui 523 miliardi relativi ai paesi più poveri
Per migliorare le condizioni abitative di 100 milioni di baraccati servono circa 92,4 miliardi USD, appena il 3,5% del debito, mentre per dare casa a un miliardo di senzatetto e mal alloggiati servono circa 924 miliardi USD, circa il 35% del debito totale.
Perciò sosteniamo le battaglie della Campagna sfratti zero e chiediamo con forza:
Ai paesi ricchi, FMI, Banca Mondiale:
· Cancellare subito il debito e riportare rapidamente l'aiuto pubblico alla cooperazione allo sviluppo allo 0,7% del PIL, per consentire ai paesi poveri di rispettare il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), cominciando dai MDG, in particolare dall'Obbiettivo n. 7, target 11.
· Bloccare qualsiasi investimento nei paesi poveri se gli effetti violano il PIDESC, in particolare se violano il diritto alla casa stabilito dall'art. 11.
Ai paesi poveri e agli enti locali
· Canalizzare le risorse liberate dal pagamento del debito e dall'aiuto allo sviluppo in Fondi Popolari controllati da tutte le parti in causa, compresi in particolare gli abitanti e la società civile organizzata, con chiari meccanismi per garantirne la trasparenza
· Destinare prioritariamente tali risorse ai Fondi Popolari per la Terra e la Casa a sostegno di politiche abitative e sociali pubbliche per migliorare subito le condizioni abitative di 100 milioni di baraccati.
· Orientare questi fondi anche per consentire agli abitanti delle baraccopoli l'accesso ai servizi sociali di base (acqua, elettricità, salute, educazione, ecc.)
· Rispettare gli obblighi del PIDESC bloccando prioritariamente tutte le demolizioni e gli sgomberi forzati, sviluppando politiche abitative ed urbane pubbliche che partano dal rispetto del diritto alla casa e alla città di tutte le persone (sicurezza abitativa, pianificazione e recupero urbanistico partecipato, risanamento).
A UN-Habitat:
Stabilire un tavolo di concertazione tra i governi dei paesi poveri e quelli dei paesi ricchi, le rappresentanze riconosciute dei baraccati, le reti internazionali, le ong e gli enti locali per favorire la sicurezza abitativa, la costituzione dei Fondi Popolari per la Terra e la Casa, la riforma e la redistribuzione della terra e l'accesso ai servizi pubblici di base.




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