La scelta meno cattiva - l'Unità.it
La scelta meno cattiva
di Umberto Veronesi
Molti di noi scienziati ritengono che la vita inizia con l’abbozzo del pensiero infatti il termine si calcola con la morte celebrale.
Lo stesso vale per l’inizio della vita, quindi noi non possiamo sapere quando il pensiero è nell’embrione ma sappiamo quando nascono le prime strutture nervose, intorno al 15° giorno circa ..quindi fino a quel momento matematicamente non c’è possibilità di vita celebrale. Per molto tempo il pensiero di considerare l’embrione solo dopo 1a quindicesima giornata è stato molto diffuso, è stato accettato anche dalla chiesa una quindicina d’anni fa, poi c’è stato un rivolgimento teologico. Ma non lo discuto.
L’aborto non l’amiamo ma pensiamo che il proibizionismo sia peggio, perché porta le donne a farlo clandestinamente. Quindi l’aborto è un male minore quando c’è una situazione di evidente danno, ormai accettato filosoficamente, come una decisione intelligente di fronte a due scelte difficili. Scegliamo dunque la meno cattiva delle due. La pillola RU486, mifepristone, è una pillola molto semplice che agisce inibendo i recettori per il progesterone. Il progesterone è un ormone che facilita la gravidanza e la gestazione. Se noi blocchiamo nell’utero i recettori del progesterone, il progesterone non può più mandare avanti l’attività procreativa con il suo percorso normale. E quindi interrompe la gravidanza in maniera semplice: con una pillola. Io credo che il buon senso debba vincere. Proibire questa soluzione incruenta, vuol dire non andare incontro ai bisogni della donna di non soffrire inutilmente. La sicurezza è quasi totale, del 98/97%, e tutti i paesi l’hanno già adottata. So che in Francia si facilita questa distribuzione e viene propagandata già nelle scuole, insieme alla pillola del giorno dopo come una soluzione più semplice.




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