
Originariamente Scritto da
danko
29/11/2009 (20

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Islam, la Svizzera boccia i minareti
La Lega: "Ora la croce nel tricolore"
Il Carroccio esulta per il referendum
elvetico. Preoccupazione dei Vescovi.
E Castelli rilancia sul simbolo cristiano
ROMA
«Sì ai campanili, no ai minareti». Esulta la Lega Nord interpretando così il messaggio politico che viene dalla Svizzera dove oggi i cittadini elvetici hanno votato sì ad un referendum che vieta nuove edificazioni di minareti. Un risultato a sorpresa che se in Italia ha raccolto il plauso compatto del Carroccio, ha fatto registrare anche la decisa preoccupazione dei vescovi svizzeri che l’hanno definito «un duro colpo alla libertà religiosa».
Per ora silenti la Comunità ebraica italiana e il Vaticano, si è mostrata tutto sommato prudente quella islamica che se da un lato non nasconde una certa preoccupazione per un «islamofobia» che cresce nell’intera Europa, dall’altro minimizza il fenomeno spiegando che di fatto non si impedisce la preghiera e che si tratta, ha detto Mario Scialoja, membro del Cda del Centro islamico culturale italiano, di una «questione paesaggistica». Il divieto di costruzione di nuovi minareti preoccupa la Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) più per il segnale che dà di una crescente «islamofobia» in Europa che per le sue conseguenze pratiche. «I minareti - ha precisato il portavoce del Coreis, Yunus Distefano - non sono imprescindibili per il culto».
Insomma, secondo la Lega Nord (che ha subito commentato in forze con soddisfazione il referendum), «dalla Svizzera è giunto un segnale chiaro» e cioè che, ha precisato il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, c’è «la necessità di mettere un freno agli aspetti politici e propagandistici legati all’Islam». E anche un esponente del Pdl batte su questo tasto: «la paziente Svizzera si è stancata del dilagare di immigrazione e Islam. Lo conferma l’esito del referendum sui minareti. Anche in Italia dobbiamo proseguire nella politica del rigore. È un nostro pieno diritto», ha assicurato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Mentre l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio osanna così la «coraggiosa Svizzera»: «La selva dei minareti, oggi pericolosamente simbolo della minaccia terrorista islamistica più che luogo di preghiera, non cambierà il paesaggio dell’antica patria del federalismo e della libertà. Svizzera ’forever’ bianca e cristiana!».
E presto la Lega potrebbe passare dalle parole ai fatti, così come ha ventilato oggi il viceministro ai Trasporti Roberto Castelli: «Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana» Di tono opposto l’analisi dei vescovi elvetici che si sono detti «per niente contenti» del voto dei loro concittadini: «il Concilio vaticano II dice chiaramente che è lecita per tutte le religioni la costruzione di edifici religiosi, e anche il minareto è un edificio religioso. È un colpo all’integrazione di tutti quelli che vengono in Svizzera», ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale svizzera, monsignor Felix Gmur. Grande preoccupazione di Amnesty International, che si è detta «costernata» per una decisione che senza dubbio «viola la libertà di religione».
LASTAMPA.it