Pagina 8 di 11 PrimaPrima ... 789 ... UltimaUltima
Risultati da 71 a 80 di 110

Discussione: monarchia repubblica

  1. #71
    Giuro di essere fedele al Re!
    Data Registrazione
    04 May 2003
    Località
    Luzern - Pesaro
    Messaggi
    5,826
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    11 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da Rick_Hunter
    Consenso su tutto. Ricordo bene quelle fotografie apertamente false, eppure pubblicate come fossero un oracolo.
    Purtroppo anche questa è la "destra" che aleggia nella nostra nazione, o almeno così si chiamano loro.

    Aggiungo, per completezza, io alle quattro pietre avrei sostituito una corona d'alloro, simbolo di Vittoria.
    Beh Rick, premessa la volontà di alternare annualmente le corone, senza litigare potremmo, la prima volta, tirare testa o croce per decidere se cingerle il capo durante un anno con la Corona Reale simbolo di libertà e sovranità della Patria, oppure con l'alloro simbolo di Vittoria.
    Ti andrebbe?

  2. #72
    Socialista nazionalitario
    Data Registrazione
    26 May 2004
    Messaggi
    2,348
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Premesso che sono repubblicano e mi rifaccio al Risorgimento di sinistra (Mazzini, Pisacane ecc.) e non certo nostalgico per l'Italia "spezzatino" preunitaria vi posto un mio vecchio articolo, scritto ai tempi del ritorno dei Savoia in Italia, sull'amore che la regale famiglia ha sempre nutrito per gli italiani.



    Dal prossimo 10 novembre i maschi appartenenti alla Casa Savoia potranno rientrare in Italia.
    Molti italiani, nel corso dei secoli, provarono sulla loro pelle l’amore che la Casa Savoia sempre dimostrò per l’Italia ed il suo popolo.
    I genovesi, ad esempio, videro la loro città messa a ferro e fuoco dalle truppe sabaude nel 1849 in quello che fu poi chiamato “il sacco di Genova”.
    La repubblica di Genova (già annessa a forza all’Impero napoleonico), dal Congresso di Vienna del 1815, non fu resa libera ed indipendente ma regalata (senza neanche la concessione di uno di quei plebisciti farsa accordati agli altri Stati italiani annessi) al Regno di Sardegna.
    Quando il 27 marzo del 1849 giunse, nella città della Lanterna, la notizia della sconfitta di Novara e la conseguente abdicazione di Carlo Alberto, la popolazione genovese insorse contro quella “finta guerra” (considerata un vero e proprio tradimento perpetrato dai Savoia nei confronti della “Rivoluzione nazionale”) e contro le condizioni d’armistizio accettate dal Piemonte e considerate disonorevoli ed umilianti.
    Per tutta risposta il “Re galantuomo” inviò a Genova, per ristabilire l’ordine, Alfonso La Marmora (che, scappato di gran carriera davanti alle truppe di Radetzky, era, evidentemente, in cerca di nuove “glorie guerresche”) con 30.000 bersaglieri ed alcune navi da guerra.
    Fu una carneficina. Mentre dalle navi alla fonda partirono centinaia di salve di cannone che colpirono l’ospedale e numerosissime abitazioni civili (una palla di cannone murata in loco è ancor oggi visibile in Via Porta Soprana 123), i bersaglieri rastrellarono la città palmo a palmo fino a quando l’insurrezione non fu domata nel sangue. Furono, infatti, centinaia i genovesi rimasti sul terreno.
    L’otto Aprile Vittorio Emanuele II, in una lettera ad Alfonso La Marmora, tra l’altro, così scrisse: ”I genovesi sono una vile ed infetta razza di canaglie”.
    Non toccò miglior sorte ai milanesi nel maggio del 1898 durante la “rivolta dei poveri”.
    Fu a seguito dell’aumento del prezzo del grano (e, quindi, del pane) e della concomitante riduzione dei salari dei proletari (a Milano nel 1898 un operaio guadagnava 18 centesimi l’ora mentre un chilo di pane ne costava 40) che si scatenò quella che è considerata la più grande sollevazione di popolo che la storia di Milano abbia conosciuto. La ribellione durò 4 giorni (dal 6 al 9 maggio) e vide contrapposti 40.000 dimostranti, armati più che altro di fame, e 20.000 soldati con numerosi pezzi d’artiglieria comandati dal generale Fiorenzo Bava Beccaris inviato a Milano, come Commissario regio con pieni poteri; dal “Re buono” Umberto I.
    Il popolo in rivolta fu preso a cannonate e la sera del 9 maggio anche l’ultima barricata innalzata venne espugnata. Anche qui furono centinaia i morti ed i feriti.
    Un mese dopo il Re concesse a Bava Beccaris la Croce di Grand’Ufficiale per “il grande servizio reso alle Istituzioni ed alla Civiltà”.
    Chi ancora “apprezzò” la “Civiltà” sabauda furono gli italiani del Sud.
    Il Regno delle due Sicilie, governato dai Borboni, nella prima metà dell’ottocento conobbe un periodo di grande espansione sia economica sia culturale. Si svilupparono le ferrovie che fecero la loro prima apparizione in Italia proprio a Napoli (con la Napoli-Portici che ben presto si prolungò in direzione di Capua, Nola e San Severo). Fu creata, a partire dal 1837, primissima nella Penisola, una rete di condutture per il gas da illuminazione e nel 1852 arrivò (anche questo per la prima volta nel Paese) il telegrafo elettrico. Furono edificati il Teatro San Carlo, L’Officina dei Papiri ercolanesi, il Museo Archeologico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio astronomico e, primo al mondo, l’Osservatorio sismologico. Fu promulgato,inoltre, un Codice marittimo e prese forte impulso il turismo con la nascita delle prime agenzie turistiche italiane. Nel 1859, infine, fu assegnato al Regno delle due Sicilie il premio di terzo Paese al mondo per sviluppo industriale.
    Uno Stato, dunque, in davvero buona salute ( basti pensare che dei 668 milioni di lire oro che contribuirono alla formazione, nel 1861, del Tesoro italiano ben 443 appartenevano al Regno di Napoli mentre solo 27 al Regno di Sardegna) contro il quale si avventarono gli interessi economici e le truppe del Piemonte sabaudo che nel giro di pochi anni lo trasformarono da Regno in cui la disoccupazione era in sostanza inesistente a terra di povertà, disperazione ed emigrazione, buona solo a fornire braccia a basso costo per le fabbriche piemontesi.
    Dal 1861 ad oltre il 1870 la colonizzazione brutale e selvaggia operata dai Savoia nei confronti del Mezzogiorno d’Italia cagionò oltre 123.000 morti fucilati e ben 41 villaggi interamente distrutti, tra i quali Casalduni e Pontelandolfo in cui gli orribili eccidi assunsero la dimensione di vere e proprie operazioni di “pulizia etnica”.
    Lo stesso Re Francesco II si arrese e prese la via dell’esilio solo dopo aver combattuto e resistito, per ben cinque mesi,a fianco dei suoi soldati. Statura morale e stile ben diversi da quelli del sabaudo “Sciaboletta” che circa ottant’anni dopo scapperà precipitosamente ed ignominiosamente davanti ad i suoi ex alleati traditi.
    Che dire, infine del “rientrante” Vittorio Emanuele IV che (pur non essendo all’altezza degli aviti esempi) ebbe il suo “momento di gloria” in una notte dell’agosto 1987 nell’isola di Cavallo in Corsica. Dal suo regale schioppo, infatti, dopo una lite ad alto tasso etilico avuta con un “play boy” romano, partì un colpo che uccise un giovane turista tedesco (Dick Hammer) che dormiva tranquillamente nella sua barca. La “Chambre d’accusation” di Parigi, molto comprensiva, condannò il Savoia a soli sei mesi con la condizionale per porto abusivo d’arma.
    Ora la sabauda famiglia si appresta a tornare in Italia. “God save us from the King”.

  3. #73
    Zarskoeselo
    Ospite

    Predefinito

    infatti anche gli americani raramente quando gli domandi di dove sei rispondono USA.
    Semplicemente perchè non si chiede loro di che nazionalità sei. Se lo facesssi, ti risponderebbero americano.
    Se uno chiede a me di dove sei, non gli rispondo certo che sono dell'Italia, ma che sono di Verona. Se poi mi chiedono di che paese sei, allora rispondo Italia, come gli americani america.

  4. #74
    Moderatore
    Data Registrazione
    20 Oct 2002
    Messaggi
    2,936
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da Quetzalcoatl
    Premesso che sono repubblicano e mi rifaccio al Risorgimento di sinistra (Mazzini, Pisacane ecc.) e non certo nostalgico per l'Italia "spezzatino" preunitaria vi posto un mio vecchio articolo, scritto ai tempi del ritorno dei Savoia in Italia, sull'amore che la regale famiglia ha sempre nutrito per gli italiani.



    Dal prossimo 10 novembre i maschi appartenenti alla Casa Savoia potranno rientrare in Italia.
    Molti italiani, nel corso dei secoli, provarono sulla loro pelle l’amore che la Casa Savoia sempre dimostrò per l’Italia ed il suo popolo.
    I genovesi, ad esempio, videro la loro città messa a ferro e fuoco dalle truppe sabaude nel 1849 in quello che fu poi chiamato “il sacco di Genova”.
    La repubblica di Genova (già annessa a forza all’Impero napoleonico), dal Congresso di Vienna del 1815, non fu resa libera ed indipendente ma regalata (senza neanche la concessione di uno di quei plebisciti farsa accordati agli altri Stati italiani annessi) al Regno di Sardegna.
    Quando il 27 marzo del 1849 giunse, nella città della Lanterna, la notizia della sconfitta di Novara e la conseguente abdicazione di Carlo Alberto, la popolazione genovese insorse contro quella “finta guerra” (considerata un vero e proprio tradimento perpetrato dai Savoia nei confronti della “Rivoluzione nazionale”) e contro le condizioni d’armistizio accettate dal Piemonte e considerate disonorevoli ed umilianti.
    Per tutta risposta il “Re galantuomo” inviò a Genova, per ristabilire l’ordine, Alfonso La Marmora (che, scappato di gran carriera davanti alle truppe di Radetzky, era, evidentemente, in cerca di nuove “glorie guerresche”) con 30.000 bersaglieri ed alcune navi da guerra.
    Fu una carneficina. Mentre dalle navi alla fonda partirono centinaia di salve di cannone che colpirono l’ospedale e numerosissime abitazioni civili (una palla di cannone murata in loco è ancor oggi visibile in Via Porta Soprana 123), i bersaglieri rastrellarono la città palmo a palmo fino a quando l’insurrezione non fu domata nel sangue. Furono, infatti, centinaia i genovesi rimasti sul terreno.
    L’otto Aprile Vittorio Emanuele II, in una lettera ad Alfonso La Marmora, tra l’altro, così scrisse: ”I genovesi sono una vile ed infetta razza di canaglie”.
    Non toccò miglior sorte ai milanesi nel maggio del 1898 durante la “rivolta dei poveri”.
    Fu a seguito dell’aumento del prezzo del grano (e, quindi, del pane) e della concomitante riduzione dei salari dei proletari (a Milano nel 1898 un operaio guadagnava 18 centesimi l’ora mentre un chilo di pane ne costava 40) che si scatenò quella che è considerata la più grande sollevazione di popolo che la storia di Milano abbia conosciuto. La ribellione durò 4 giorni (dal 6 al 9 maggio) e vide contrapposti 40.000 dimostranti, armati più che altro di fame, e 20.000 soldati con numerosi pezzi d’artiglieria comandati dal generale Fiorenzo Bava Beccaris inviato a Milano, come Commissario regio con pieni poteri; dal “Re buono” Umberto I.
    Il popolo in rivolta fu preso a cannonate e la sera del 9 maggio anche l’ultima barricata innalzata venne espugnata. Anche qui furono centinaia i morti ed i feriti.
    Un mese dopo il Re concesse a Bava Beccaris la Croce di Grand’Ufficiale per “il grande servizio reso alle Istituzioni ed alla Civiltà”.
    Chi ancora “apprezzò” la “Civiltà” sabauda furono gli italiani del Sud.
    Il Regno delle due Sicilie, governato dai Borboni, nella prima metà dell’ottocento conobbe un periodo di grande espansione sia economica sia culturale. Si svilupparono le ferrovie che fecero la loro prima apparizione in Italia proprio a Napoli (con la Napoli-Portici che ben presto si prolungò in direzione di Capua, Nola e San Severo). Fu creata, a partire dal 1837, primissima nella Penisola, una rete di condutture per il gas da illuminazione e nel 1852 arrivò (anche questo per la prima volta nel Paese) il telegrafo elettrico. Furono edificati il Teatro San Carlo, L’Officina dei Papiri ercolanesi, il Museo Archeologico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio astronomico e, primo al mondo, l’Osservatorio sismologico. Fu promulgato,inoltre, un Codice marittimo e prese forte impulso il turismo con la nascita delle prime agenzie turistiche italiane. Nel 1859, infine, fu assegnato al Regno delle due Sicilie il premio di terzo Paese al mondo per sviluppo industriale.
    Uno Stato, dunque, in davvero buona salute ( basti pensare che dei 668 milioni di lire oro che contribuirono alla formazione, nel 1861, del Tesoro italiano ben 443 appartenevano al Regno di Napoli mentre solo 27 al Regno di Sardegna) contro il quale si avventarono gli interessi economici e le truppe del Piemonte sabaudo che nel giro di pochi anni lo trasformarono da Regno in cui la disoccupazione era in sostanza inesistente a terra di povertà, disperazione ed emigrazione, buona solo a fornire braccia a basso costo per le fabbriche piemontesi.
    Dal 1861 ad oltre il 1870 la colonizzazione brutale e selvaggia operata dai Savoia nei confronti del Mezzogiorno d’Italia cagionò oltre 123.000 morti fucilati e ben 41 villaggi interamente distrutti, tra i quali Casalduni e Pontelandolfo in cui gli orribili eccidi assunsero la dimensione di vere e proprie operazioni di “pulizia etnica”.
    Lo stesso Re Francesco II si arrese e prese la via dell’esilio solo dopo aver combattuto e resistito, per ben cinque mesi,a fianco dei suoi soldati. Statura morale e stile ben diversi da quelli del sabaudo “Sciaboletta” che circa ottant’anni dopo scapperà precipitosamente ed ignominiosamente davanti ad i suoi ex alleati traditi.
    Che dire, infine del “rientrante” Vittorio Emanuele IV che (pur non essendo all’altezza degli aviti esempi) ebbe il suo “momento di gloria” in una notte dell’agosto 1987 nell’isola di Cavallo in Corsica. Dal suo regale schioppo, infatti, dopo una lite ad alto tasso etilico avuta con un “play boy” romano, partì un colpo che uccise un giovane turista tedesco (Dick Hammer) che dormiva tranquillamente nella sua barca. La “Chambre d’accusation” di Parigi, molto comprensiva, condannò il Savoia a soli sei mesi con la condizionale per porto abusivo d’arma.
    Ora la sabauda famiglia si appresta a tornare in Italia. “God save us from the King”.

    tirate l'acqua.....

  5. #75
    Zarskoeselo
    Ospite

    Predefinito

    [QUOTE]In Origine postato da Quetzalcoatl
    La sua non è che una accozzaglia di accuse senza capo ne coda e per quanto riguarda l'isola di Cavallo, non sa neppure quel che dice - fra l'altro sbaglia anche la data. Se è qui per dialogare, ben disposto, se è qui per provocare, lo faccia almeno rispettando la legge (e lei sa benissimo a cosa mi riferisco) e con un po' più di intelligenza. Altrimenti ne attenda le conseguenze.

  6. #76
    più unico che raro
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    18,609
     Likes dati
    0
     Like avuti
    15
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da eolo76

    tirate l'acqua.....
    già fatto grazie....60 anni fa....

  7. #77
    Moderatore
    Data Registrazione
    20 Oct 2002
    Messaggi
    2,936
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da Liberalix
    già fatto grazie....60 anni fa....
    infatti, avete buttato l'Italia nel cesso e ora si vedono i risultati....

  8. #78
    più unico che raro
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    18,609
     Likes dati
    0
     Like avuti
    15
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da eolo76
    infatti, avete buttato l'Italia nel cesso e ora si vedono i risultati....
    veramente nel cesso ci sono finiti parrucconi, parrucchini e savoiardi....

  9. #79
    Bestia in via d'estinzione...
    Data Registrazione
    21 Apr 2004
    Località
    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
    Messaggi
    6,997
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da eolo76
    infatti, avete buttato l'Italia nel cesso e ora si vedono i risultati....
    No abbiamo tirato l' acqua per mandar via la merda, 60 anni fa

  10. #80
    Moderatore
    Data Registrazione
    20 Oct 2002
    Messaggi
    2,936
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine postato da Eegol
    No abbiamo tirato l' acqua per mandar via la merda, 60 anni fa
    guardate che siete ancora qui... ma cosa avete mandato via....

 

 
Pagina 8 di 11 PrimaPrima ... 789 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Monarchia o Repubblica?
    Di nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 26-04-15, 21:31
  2. MONARCHIA vs REPUBBLICA
    Di Mc Queen nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 322
    Ultimo Messaggio: 27-01-13, 16:43
  3. Risposte: 113
    Ultimo Messaggio: 04-08-12, 20:33
  4. Repubblica o Monarchia
    Di FrancoAntonio nel forum Monarchia
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 26-12-11, 22:53
  5. Monarchia o Repubblica ?
    Di teschio rosso nel forum Destra Radicale
    Risposte: 87
    Ultimo Messaggio: 19-08-06, 02:19

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito