riccardo orioles <riccardoorioles@libero.it>
La Catena di San Libero
7 giugno 2005 n. 287
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Sud. C'era una volta, in un paesino della Sicilia in un'estate cosi',
un gruppo di ragazzi che aveva semplicemente voglia di andarsene a mare
a farsi un bagno. In quel paesino, pero', la cosa era un po' complicata
perche' tutta la costa - bellissima, con gli scogli - era completamente
occupata da ville, stabilimenti, spiagge recintate e chi piu' ne ha
piu' ne metta. Certo, camminando un po' si arrivava a trovare qualche
scoglio ancora libero: ma perche' devi farti due chilometri col sole
per farti un bagno, quando stai in un paese cosi' di mare che la gente
viene di lontano per vederlo? "E poi e' anche contro la legge" disse
uno dei ragazzi. "Che cosa?" fece un altro. "Non possono fare cosi'.
Questo e' terreno dello stato. Non ci si puo' costruire". "Vabbe', la
legge...". "Perche' - fece il terzo - siccome siamo in Sicilia, la
legge non deve valere?".
La legge, effettivamente, da quelle parti non valeva granche'. Pochi
anni prima, in un paese vicino, avevano fatto saltare per aria un
ragazzo e poi gli avevano anche detto "estremista". Comunque i nostri
eroi scavalcarono un recinto ("Non hanno il diritto di mettercelo!") e
si fecero il bagno. Un paio di giorni dopo erano qualcuno in piu'. Una
settimana dopo erano una ventina. Allora occuparono uno dei recinti, ci
fu qualche storia con i guardiani (quelli diciamo cosi' legali, e
quelli della particolare legalita' locale) pero' loro tennero duro.
Siccome erano dei ragazzi educati, stavano attenti a non lasciare nulla
per terra (lattine, carte di sigaretta, roba cosi') quando andavano via
e anzi dopo un po', visto che ci tornavano sempre, decisero di fare una
bella pulizia generale ogni giorno col rastrello. Cosi' quel pezzetto
di spiaggia ("spiaggia occupata": l'unica illegale, o legale, secondo i
punti di vista, del paese) divento' uno splendore: neanche a Taormina o
a Mondello c'era mai stata una spiaggia cosi'.
Bene, l'estate dopo i ragazzi - non e' che in Sicilia allora ci fosse
piu' lavoro di ora - ebbero un'idea geniale: fecero una cooperativa
(gestione e pulizia della spiaggia, o qualcosa del genere) e chiesero
la concessione al comune. Tanto si misero a camurria che alla fine
gliela dovettero dare. Insieme per fare una spiaggia, difenderla e
tenerla pulita, significa insieme anche per molte altre cose. Alla fine
si accorsero - meglio tardi che mai - che in fondo stavano facendo pure
politica. E che politica! Meglio che occupare le scuole, perche' qua si
costruiva pure qualcosa. Meglio che fare i volantini generici contro i
padroni, perche' qui ai padroni - che la', vi assicuro, erano gente
*molto* incazzosa - gli si toglieva concretamente un po' di quel che
s'erano fregato e lo si ridava alla gente, e addirittura guadagnandoci
pure da vivere grazie al lavoro utile che nel frattempo si faceva. Alla
fine, cosi', fondarono un Gruppo Politico (ma in realta' l'avevano
fondato gia' il primo giorno che avevano scavalcato quel recinto) e lo
chiamarono Gruppo Capaci 88; Capaci sarebbe il nome del paese e
ottantotto l'annata.
Adesso che vi ho detto il nome del paese capirete subito che per "fare
politica" da quelle parti i partiti in realta' erano solamente due:
Quelli Che Comandano (detto anche Cosa Nostra, detto anche Mafia oppure
anche, secondo i tempi, con questo o quel nome di partito) e Quelli Che
Non Vogliono Essere Comandati (con tante etichette, ma sostanzialmente
sempre quelli). Il gioco si fece sempre piu' duro e a un certo punto,
fra le altre cose, gli antimafiosi fecero pure una Rete (che alla fine
si perse per vanita' dei generali: ma questa e' un'altra storia) e a
Capaci, naturalmente, i primi a farla furono i ragazzi nostri.
Impararono, colpo su colpo, un casino di cose; qualche anno dopo, nel
'94 - ma dovete pensare a tutti i calendari fra l'88 e il '94, da
quelle parti e altrove - arrivarono a fare pure una lista per sindaco
e... e vinsero, alla faccia di tutti, per quattro voti!
Capaci cosi' divento' uno dei comuni siciliani amministrati
dall'antimafia (noi li chiamavamo comuni liberati) e, finche' duro',
fece un sacco di cose per il paese. La gente quel periodo se lo ricorda
ancora: anche perche', quando si riperse il comune, resto'
un'opposizione cazzutissima guidata, guarda caso, sempre dai nostri
ragazzi di spiaggia ormai un po' ingrigiti.
"Allora io e i miei compagni di avventura del gruppo 23 maggio eravamo
dei bambini, io avevo solo nove anni ma vedevo in quei ragazzi dei
modelli, sono stati i nostri primi miti!".
Ehi, un momento! Chi cavolo sei tu, ora, e da dove salta fuori st'altro
gruppo?
Ogni anno, quando muore Falcone, i mafiosi festeggiano (non solo loro)
ma i siciliani onesti scendono giu' a ricordarlo con striscioni e
bandiere. Cosi' anche quest'anno, cosi' anche a Capaci. Quelli che
dieci anni fa erano dei bambini, quest'anno si sono organizzati, sono
andati casa per casa a farsi dare da ogni famiglia un lenzuolo, ci
hanno scritto le parole di Falcone e li hanno appesi ai cavalcavia.
Hanno preso dei manifesti scritti a mano e li hanno attaccato
dappertutto: padre Puglisi, Martin Luther King (quello del sogno),
Peppino Impastato. E i volantini: "Un popolo che paga il pizzo e' un
popolo senza dignita'" (sono quelli che fanno incazzare di piu' i
mafiosi). Infine hanno fatto una manifestazione, senza personaggi
importanti (che non servono a niente) ma con tutti i ragazzini del
paese, organizzata dal neonato "gruppo 23 maggio" (ed ecco che
cos'era), dalla rete Lilliput (i locali no-global) e da tutti gli altri
antimafiosi.
Figuratevi il sindaco! E' un certo Enzo Longo, scelto direttamente -
secondo me - da Cosa Nostra. "Manifesti abusivi! Stanno imbrattando il
paese!". Manda le guardie e li fa togliere tutti. "Via, via! Che cosa
penseranno di noi gli amiiici di tutto il resto della Sicilia? Leva
quel Falcone!". Alla fine, sui muri sono rimasti solo i manifesti
abusivi autorizzati, quelli cioe' che non parlano di mafia ma solo di
supermercati e di politici perbene.
Vabbe', non e' finita li'. Domenica naturalmente i ragazzi hanno fatto
un'altra manifestazione (con Lumia dell'antimafia, la moglie di Libero
Grassi e i ragazzi dell'Addio Pizzo di Palermo), hanno rimesso in giro
foto e manifesti, hanno raccolto le firme per la geniale campagna
"Contro il pizzo cambia i consumi" (cioe', se sai che un commerciante
paga il pizzo, NON comprare da lui). Insomma, continua. Non avete idea
da quanto tempo continua - una generazione dopo l'altra, le piu' belle
generazioni di questo mondo - e potete avere invece un'idea precisa di
quando finira': finira' il giorno dopo che sara' finita la mafia, fra
un anno o fra dieci o quando sara', fino a quel giorno preciso e non un
istante prima.
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