http://www.avvenire.it/
L’Authority cercherà di capire se esistono irregolarità nella distribuzione dei prodotti che arrivano nei negozi «Dalla minore tensione competitiva gravi danni per i consumatori»
Prezzi, indagine dell’Antitrust sugli alimentari
Nel mirino dell’autorità garante della concorrenza la grande distribuzione e quella al dettaglio
«Criticità nei servizi distributivi»Da tempo gli agricoltori denunciavano rincari eccessivi dai campi alla tavola
La Coldiretti: finalmente si potrà fare trasparenza sulla formazione dei listini
Da Roma Giorgio Manelli
Iprezzi troppo alti finiscono nel mirino dell'Antitrust. In modo particolare quelli dei generi alimentari, aumentati a vista d'occhio in questi anni, con i quali ogni famiglia deve fare i conti tutti i giorni. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti deliberato l'avvio di una indagine conoscitiva nel settore della distribuzione agroalimentare. Perché questa decisione, che, francamente, sembra arrivare quando già i buoi sono scappati dalla stalle? Perché l'Autorità si è accorta che «i considerevoli e ripetuti aumenti dei prezzi finali di vendita di molti beni alimentari durante gli ultimi anni possono essere indicativi di particolari criticità nell'offerta dei servizi distributivi». Da questa constatazione è nata la volontà di analizzare le differenti soluzioni organizzative adottate per la distribuzione di questi prodotti, «al fine di evidenziare l'eventuale presenza di forme di inefficienza nell'organizzazione industriale del settore della distribuzione». Inoltre l'indagine vuole accertare «se ci sono condizioni idonee ad indebolire la tensione competitiva tra gli operatori» perché tutto ciò «può rendere molto elevato il costo dei servizi di distribuzione, con grave danno per i consumatori e per le imprese». In particolare l'analisi dell'Antitrust prenderà in esame la grande distribuzione e quella al dettaglio. La prima opera attraverso catene di punti vendita di grandi dimensioni che offrono un ampio paniere di beni e servizi; viceversa, i secondi operano attraverso superfici di vendita molto piccole, diffuse nel territorio e il loro il rapporto con i produttori prevede più intermediari che svolgono la funzione di distributori all'ingrosso. Mettendo sotto indagini i prezzi, l'Antitrust mira inoltre a «esaminare le dinamiche della competizione nei mercati della distribuzione al dettaglio», condizionate da troppi regolamenti e leggi. Soddisfatta la Coldiretti, per la quale «dall'indagine dell'Antitrust può venire, nel passaggio degli alimenti dai campi alle tavole, una spinta a favore della trasparenza sulla formazione dei prezzi, sulle caratteristiche qualitative dei prodotti e sulla correttezza dell'informazione in etichetta». Secondo l'Organizzazione dei coltivatori diretti, «la forbice elevata tra produzione e consumo mette in evidenza che esistono ampi margini da recuperare per dare la possibilità ai consumatori di fare acquisti convenienti e agli agricoltori di garantirsi una adeguata remunerazione». Secondo la Cia, organizzazione degli imprenditori agricoli, che giudica «quanto mai opportuna» l'iniziativa dell'Antitrust, a marzo e aprile, si è avuto un aumento del 13,5% dei prezzi ortofrutticoli, con un vistoso calo dei consumi. Attualmente quattro italiani su dieci non mangiano prodotti ortofrutticoli almeno una volta al giorno: una percentuale raddoppiata rispetto ad otto anni fa.
![]()




Rispondi Citando
