GIULIO GIORELLO
docente di Filosofia della Scienza alla Statale di Milano
"Newton" maggio 2005

Voterò sì a tutti e 4 i quesiti, in piena convinzione che questa legge sia iniqua, mal formulata e profondamente miope.
Il divieto della sperimentazione sugli embrioni congelati mi sembra completamente contrario allo spirito della vera difesa della vita. Perchè lavorare su di essi è meglio che buttarli via. Ma a offendermi personalmente sono le posizioni di alcuni bioeticisti, non importa se di parte cattolica o laica, i quali trattano la coppia che ricorre alla fecondazione assistita come se si trattasse di consumisti. E non si rendono conto di quali dolori, quali ferite la questione della sterilità comporta.
Sono inoltre convinto che la scelta fra staminali adulte o embrionali debba essere decisa dalle autorità scientifiche, non da quelle religiose. Sono personalmente stufo dei sacerdoti delle varie religioni, compresi i sacerdoti della politica, che mettono il naso nella scienza. Penso che questa legge sia un altro dei tanti passi che ci condannerà ad essere un Paese di serie B. Non è questione di ideologie, ma di fatti. Possibile che questioni di vita o di morte anche durissime, dall'embrione all'eutanasia, debbano essere discusse da professori di storia della filosofia che citano solo Platone e Aristotele?
Ma a quei tempi non c'erano la biologia molecolare, la teoria dell'evoluzione, le biotecnologie.
Queste posizioni nascono dalla paura della libertà prodotta dalle conquiste della scienza e della tecnica. Quando si comincia a lavorare nella paura allora nascono i divieti, nasce "l'industria della bioetica". Dobbiamo emanciparci da questa paura. Rispettiamo il dolore, la sofferenza, la storia delle persone, così dimostreremo molto più rispetto per la vita di quanto non ce ne sia in una certa retorica sulla sacralità della vita. E ricordiamoci che una morale imposta per legge è il germe della tirannia.

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4 sì per la vita
4 sì per la ricerca
4 sì per le donne
4 sì per la laicità