TURCHIA, VIETATO VELO ISLAMICO IN TRIBUNALE
8/11/2003 - (fonte: Il Nuovo) Niente simboli religiosi, nemmeno nei tribunali. La Turchia difende il principio della laicità dello Stato, nonostante la presenza di una schiacciante maggioranza musulmana nel Paese. Una donna che indossava il velo islamico, non è stata ammessa in un’aula giudiziaria per un processo civile in cui era parte in causa. Il presidente della Corte di Cassazione ha approvato la decisione presa dal giudice e non ha ammesso il velo nell’aula giudiziaria. «Gli avvocati, le persone coinvolte siano esse testimoni o imputati, il pubblico stesso, non possono essere ammesse nelle aule giudiziarie con abbigliamento proibito dalla legge» - ha dichiarato il presidente della Corte di cassazione (la terza magistratura dello stato), Eraslan Ozkaya, noto per le sue posizioni laiche. «Nelle aule giudiziarie in particolare non possono essere ammessi nemmeno cappelli in genere, fez (il copricapo ottomano bandito da Ataturk, ndr), copricapi islamici, veli e costumi da bagno. Questi abbigliamenti devono essere tutti ritenuti parimenti inadatti alla serietà ed alla rispettabilità della Corte» - ha precisato Ozkaya. Ma la decisione della magistratura non è andata a genio a molti turchi, compreso il premier Tayyip Erdogan, che ha parlato di «personale atteggiamento ideologico del giudice» e ha precisato che tali questioni «dovrebbero essere portate all’attenzione del paese».


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