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  1. #1
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    Predefinito LIBANO libero e democratico!!

    AUTOBOMBA A BEIRUT, UCCISO GIORNALISTA ANTI-SIRIANO
    Era dovuta a un attacco terroristico, portato a termine con un'auto-bomba, la violentissima esplosione che nella tarda mattinata di oggi e' risuonata in un quartiere orientale di Beirut, abitato in larga prevalenza da cristiani. L'attentato ha provocato almeno un morto, e fonti giornalistiche presenti sul posto lo hanno identificato come Samir Kassir, un importante giornalista di cui erano note le posizioni nettamente anti-siriane. Nel Paese mediorientale quattro giorni fa si e' tenuto il turno inaugurale delle elezioni politiche generali, le prime senza l'ingombrante presenza trentennale delle truppe e dei servizi segreti della Siria.

  2. #2
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    Predefinito

    Beirut torna indietro
    Attentato. Ucciso giornalista anti Siria. Il Libano elettorale riscopre la paura del “nulla è cambiato”
    --------------------------------------------------------------------------------
    Beirut. A Beirut, ieri mattina, un’esplosione ha ucciso il giornalista del quotidiano an Nahar, Samir Kassir, uno dei maggiori critici dell’influenza siriana sul Libano. La sua automobile, parcheggiata davanti alla sua abitazione, ad Asharfieh, quartiere residenziale cristiano della capitale, è saltata in aria al momento dell’accensione.
    Il paese è in piena stagione elettorale. Il voto è iniziato domenica, con lo scrutinio di Beirut che ha visto la vittoria di Saad Hariri, figlio ed erede politico dell’ex premier Rafiq Hariri. Dopo la strage del 14 febbraio, in cui l’ex primo ministro perse la vita, il Libano è stato teatro di una serie d’attentati, avvenuti sempre di notte, che hanno colpito centri commerciali, facendo tre vittime. E’ la prima volta che un attacco ha luogo di giorno. La zona in cui il giornalista abitava è piena di piccoli negozi e, a pochi metri dal suo portone, si trova uno dei più affollati centri commerciali della capitale. L’attacco è stato preciso, anche se la carica non era molto forte. L’esplosivo era sotto il sedile del posto di guida.
    Ogni venerdì, Samir Kassir, 45 anni, d’origine palestinese, firmava sul Nahar, quotidiano schierato con l’opposizione, i suoi articoli, da anni critici nei confronti di Damasco. In passato non si è limitato a chiedere il ritiro delle truppe siriane, ma ha più volte attaccato il regime di Bashar el Assad, ed erano noti i suoi rapporti con membri dell’opposizione siriana. Nel 2001 gli è stato ritirato il passaporto e per un certo periodo non ha potuto lasciare il paese. Era un personaggio conosciuto anche in occidente, ospite fisso dell’emittente tv francese Tv5. Sul luogo dell’attentato sono subito arrivati politici e membri dell’opposizione. Marwan Hamade, leader druso vicino al clan Hariri – per il quale ieri è stato ucciso uno dei giornalisti più liberali e democratici del mondo arabo – ha detto al Foglio, allontanandosi dalla carcassa dell’Alfa Romeo di Kassir, che le elezioni andranno avanti e che l’accaduto è la prova che i servizi segreti siro-libanesi continuano a funzionare, nonostante il ritiro delle truppe di Damasco. E ha aggiunto: “La prossima tappa sarà lo smantellamento del regime del presidente Emile Lahoud”, di cui ieri l’opposizione ha chiesto le dimissioni. Marwan Hamade, obiettivo di un attentato fallito all’inizio dell’anno, torna su un argomento molto dibattuto: lo stesso Saad Hariri ha detto al Washington Post di volere le dimissioni dell’attuale presidente e il leader druso Walid Jumblatt ha accusato il rais di essere il mandante dell’attentato di ieri. Nayla Moawad, la vedova del presidente René Moawad, assassinato nel 1989, pasionaria dell’opposizione, ha raccontato al Foglio di non voler pensare alle conseguenze di questo attentato sulle elezioni: “Per me significa la perdita di un grande amico, di un simbolo del 14 marzo (giorno della manifestazione dell’opposizione cui ha partecipato più di un milione di libanesi, ndr), di un grande giornalista”. E continua: “L’unico obiettivo della nostra campagna è farla finita con i servizi segreti siro-libanesi”.
    Ieri mattina, a poca distanza dal luogo dell’attentato, i passanti chiedevano informazioni sull’accaduto alle persone sedute nei bar della vicina piazza Sessine. Da tutti i negozi usciva la voce della radio o delle emittenti televisive già in diretta sull’accaduto. Nonostante la presenza dell’esercito, non era difficile avvicinarsi alla casa del giornalista. Tra gli abitanti della zona il sentimento che sembrava regnare era quello di una silenziosa costernazione.
    Il Libano aveva appena fatto in tempo a lasciare indietro le paure dei giorni della strage in cui perse la vita Rafiq Hariri. La forte emozione di quei giorni e il sentimento d’unità nazionale che hanno portato in strada migliaia di persone di tutte le confessioni per protestare contro l’ingerenza siriana e per chiedere la verità sulla morte dell’ex premier si sono diluiti in una campagna elettorale debole, incentrata sul farsi d’alleanze e il disfarsi d’intese, che hanno riportato il Libano a una politica medioevale basata sul confessionalismo e le divisioni settarie.
    L’astensionismo della giornata elettorale di domenica è una prova della perdita dello “spirito del 14 marzo”: la disillusione della popolazione libanese di fronte a una classe politica antica, che non è stata in grado di mantenere alta l’emotività e la coesione createsi dopo la morte di Hariri, è forte. La piazza dei Maritri, dove a marzo c’era un accampamento di tende popolato da ragazzi – spesso militanti di partiti politici, che avevano deciso di eliminare tutti i simboli dei loro movimenti, per sottolineare il senso d’unità del momento – oggi è vuota. Sono ricomparsi in città i simboli delle divisioni del passato.
    L’opposizione non ha ancora annunciato, dopo l’attentato di oggi, le sue intenzioni. L’accaduto potrebbe però riaccendere le emozioni dei mesi scorsi e dare una spinta vitale a queste fiacche elezioni.

    Il baratto elettorale con Hezbollah
    L’attenzione è stata finora focalizzata sul voto, che andrà avanti, nelle diverse circoscrizioni in cui è suddiviso il paese, fino al 19 giugno. La città di Beirut ha consacrato Saad Hariri, figlio dell’ex premier, erede politico del padre. Ma nel suo successo c’è una dose di sconfitta. Soltanto il 28 per cento degli elettori della capitale è andato alle urne, conscio di non poter cambiare un risultato già certo. Il blocco della Corrente del Futuro di Hariri si era già aggiudicato, prima dell’inizio del voto, nove dei 19 seggi parlamentari, a causa del ritiro degli altri candidati.
    Domenica, nel sud a maggioranza sciita, accadrà lo stesso. Sei dei 23 seggi di quella circoscrizione sono già della lista Amal/Hezbollah, i due partiti sciiti che corrono insieme. La motivazione è ancora il ritiro dei candidati rivali. Il baratto elettorale delle ultime settimane ha portato a improbabili alleanze. Il blocco Hariri, unitosi a Jumblatt, ha ospitato a Beirut un candidato di Hezbollah, mentre Bahia Hariri, sorella di Rafiq, è “ospite”, nel sud, del Partito di Dio (anche se non fa parte delle sue liste) e ha già ottenuto il suo seggio. Il versatile leader druso, alleato di Hariri, è apparso accanto alla guida di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, nel suo aggressivo discorso elettorale, in cui il leader sciita ha ricordato che non disarmerà le sue milizie, come chiede la comunità internazionale.
    Saad Hariri, invece, al Washington Post ha fatto capire che sulla sua agenda c’è altro: “Hezbollah deve pensare libanese. Se vuole essere coinvolto nella vita politica del paese, deve rinunciare a qualcosa”. Ma il Partito di Dio è già presente sulla scena: al Sud è prevista una facile vittoria della sua lista.
    Rolla Scolari

  3. #3
    Giu' la maschera!
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    In Origine Postato da Luca_liberale
    Beirut torna indietro
    Attentato. Ucciso giornalista anti Siria. Il Libano elettorale riscopre la paura del “nulla è cambiato”
    --------------------------------------------------------------------------------
    Beirut. A Beirut, ieri mattina, un’esplosione ha ucciso il giornalista del quotidiano an Nahar, Samir Kassir, uno dei maggiori critici dell’influenza siriana sul Libano. La sua automobile, parcheggiata davanti alla sua abitazione, ad Asharfieh, quartiere residenziale cristiano della capitale, è saltata in aria al momento dell’accensione.
    snip
    Luridi barbari

    E pensare ke certi movimenti da noi fanno il tifo per 'sti terroristi...
    Mr. Hyde


  4. #4
    email non funzionante
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    In Origine Postato da Mr. Hyde
    Luridi barbari

    E pensare ke certi movimenti da noi fanno il tifo per 'sti terroristi...
    E' un'ondata di attentati successiva all'assassinio di Hariri; il suo assassinio ha innescato un processo democratico dal quale i siriani i Siriani cercano di scappare; hanno fatto saltare anche una radio affiliata alla nostra radiomaria: radiocharity, su chi vi sia stato non vi sono dubbi, non certo il popolo libanese che di guerre ne ha le scatole piene

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=156884

    http://www.radiocharity.org

    http://www.radiocharity.org/news.htm

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: LIBANO libero e democratico!!

    In Origine Postato da Luca_liberale
    AUTOBOMBA A BEIRUT, UCCISO GIORNALISTA ANTI-SIRIANO
    Era dovuta a un attacco terroristico, portato a termine con un'auto-bomba, la violentissima esplosione che nella tarda mattinata di oggi e' risuonata in un quartiere orientale di Beirut, abitato in larga prevalenza da cristiani. L'attentato ha provocato almeno un morto, e fonti giornalistiche presenti sul posto lo hanno identificato come Samir Kassir, un importante giornalista di cui erano note le posizioni nettamente anti-siriane. Nel Paese mediorientale quattro giorni fa si e' tenuto il turno inaugurale delle elezioni politiche generali, le prime senza l'ingombrante presenza trentennale delle truppe e dei servizi segreti della Siria.
    i fatti: questo giornalista scrive per 30 anni contro la siria, e non gli fanno nulla. Ora la Siria si ritira e Luca sionista pensa che sia stata la Siria.

    Logico no? Avranno detto "cavolo, ci siamo dimenticati di ucciderlo, aspetta che lo facciamo ora che ci siamo ritirati"

    Piu' probabile che questo stesse indagando su qualche personaggio "oscuro" del nuovo corso e i nuovi padroni non siano stati d'accordo.

    Del resto, quando c'era la Siria, questo giornalista poteva scrivere liberamente. Ora no.

    E sarebbe colpa della Siria

  6. #6
    Paul Atreides
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    Mi si torcono le budella, ma devo dare ragione a Yurj

  7. #7
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    Esatto. Da quando in qua le sentenze sono già scritte ... ancora prima di iniziare le indagini?
    Siamo proprio sicuri che le pistole col silenziatore siano solo in mano ad agenti della Siria? Qualche altro staterello che c'abbia un qualche agentuccio segreto infilato per Beirut, no eh? (come per Hariri ...)

  8. #8
    Totila
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    Predefinito

    Originally posted by Ormriauga
    Esatto. Da quando in qua le sentenze sono già scritte ... ancora prima di iniziare le indagini?
    Siamo proprio sicuri che le pistole col silenziatore siano solo in mano ad agenti della Siria? Qualche altro staterello che c'abbia un qualche agentuccio segreto infilato per Beirut, no eh? (come per Hariri ...)
    Cosa vorresti insinuare?...

  9. #9
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: Re: LIBANO libero e democratico!!

    Originally posted by yurj
    i fatti: questo giornalista scrive per 30 anni contro la siria, e non gli fanno nulla. Ora la Siria si ritira e Luca sionista pensa che sia stata la Siria.

    Logico no? Avranno detto "cavolo, ci siamo dimenticati di ucciderlo, aspetta che lo facciamo ora che ci siamo ritirati"

    Piu' probabile che questo stesse indagando su qualche personaggio "oscuro" del nuovo corso e i nuovi padroni non siano stati d'accordo.

    Del resto, quando c'era la Siria, questo giornalista poteva scrivere liberamente. Ora no.

    E sarebbe colpa della Siria
    Questi bananas sono proprio fessi. Bevono tutto...

 

 

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