Noi vogliamo un'Europa in cui la Padania ci sia e non scompaia in un meccani¬smo neo giacobino. Sia¬mo per un modello cri¬
stiano, popolare, voglia¬mo una Europa in cui si possa parlare lombardo, veneto, piemontese, ligure, friulano... Lo scontro è tra tecnocrazia e democrazia, tra l'Europa dei popoli e uno Stato senza faccia, che io definisco l'Unione sovietica dell'occidente. Quin¬di solo funzioni verso l'alto mentre il potere deve andare verso il basso». Era il marzo del 2002 quando Umberto Bossi, dal palco milanese del quarto congresso federale della Lega Nord, riassunse le motivazioni della batta¬glia del movimento padanista contro l'Europa dei tecnocrati, dell'alta finan¬za, degli usurai, in una parola: del mondialismo.
Tre anni dopo la storia sta dando ra¬gione al segretario federale del Carroc¬cio e alla linea politica di un movimen¬to che in quindici anni di vita non ha mai dovuto abiurare le proprie idee
fondamentali.
Prima la Francia, domenica 29 maggio, e poi anche l'Olanda, mercoledì scorso, hanno inferto una sonora bastonata ai supponenti cantori dell'Unione europea senza radici culturali e religiose, senza tradizioni, senza identità. Addio all'Eu¬ropa che rappresenta in realtà 1'Antieuropa disegnata con squadra e compassodai burocrati dell’alta finanza internazionale e dei lobbisti che hanno comperato a peso d’oro le cosiddette “star” del mondo dello spettacolo contemporaneo
Avete visto quanti rochettari, attori, ballerine, modelle e tutto quanto fa spettacolo si è schierato in Europa a favore della cosiddetta Costituzione bocciata mondo dello spettacolo contemporaneo. Avete visto quanti rochettari, attori, ballerine, modelle e tutto quanto fa spettacolo si è schierato in Europa a favore della cosiddetta Costituzione bocciata sponsorizzato dai grandi poteri finanziari, è ormai quanto di più lontano ci sia dalle reali esigenze ed aspettative di quei cittadini europei che, fortunatamente, non hanno del tutto rinunciato a pensare con il proprio cervello e che sanno dividere il divertimento dalla reale vìta quotidiana. E quando Berlusconi si meraviglia di come mai numerosì elettori della CdL preferìscono sempre più restare a casa invece di recarsi a votare, dovrebbe va¬lutare con attenzione le "sparate" dei politici del Polo. Fino al 28 maggio, in attesa del risultato del referendum fran¬cese (i cui sondaggi profetizzavano la vittoria del "no", ma, da buoni italiani, meglio aspettare...), da Forza Italia ad An, passando per l'Udc, era tutto un peana di come e quanto era bella e
Buona la costituzione dell’UE
Anche i "bravi cattolicí ' democristiani(G.Fini,es..) così pronti a baciare l’anello pastorale del Santo Padre, hanno sempre fatto finta di non ricordare che in quella Carta costituzionale che speriamo diventi presto carta straccia non c'è menzione delle radici cristiane del Vecchio Continente. Ma la sera del 29 maggio è cambiato tutto. E tante facce di bronzo hanno usato la stessa terminologia di Umberto Bossi: no al Superstato europeo, i popoli devono contare di più, difendiamo le identità nazionali, eccetera. Senza vergogna.
Ma ancora una volta è la Lega ad aver dato lezione di coerenza. La segreteria politica del Carroccio, coordinata dal Ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha riconfermato l'intenzione di chiedere anche in Italia lo svolgimento di un referendum sulla Costituzione Ue. Anche perché quella Carta, magnifica¬ta da buffoni, nani e ballerine, rappre¬senta un formidabile attacco non sol¬tanto all'identità del nostro continente e agli interessi dei popoli che lo com¬pongono, ma mina i fondamenti stessi della democrazia.
Un mese fa, dal 5 all'8 maggio, presso un hotel superlusso nei pressi di Mo¬naco di Baviera, si è tenuta l'assemblea dei soci del Gruppo Bilderberg, poten¬te organizzazione mondialista che da
quarant'anni riunisce i rappresentanti
più influenti dell'alta finanza, del
mondo bancario, della politica economica, dei mass-medía occidentali. Come riporta il periodica statunitense
World Mirror, fra gli argomenti affrontati dai presenti c'è stato anche l'importanza della Costituzione europea
per la strategia mondialista. Nella prima parte della Carta, infattì, si autorizza legalmente la Nato ad essere l'unica
struttura ufficiale di difesa dell'Europa, mentre la famigerata Direttiva Bolkestein rivoluziona l'intero codice del
commercio europeo, a vantaggio delle
potenti corporations e della grande
distribuzione. Sono assolutamente ridicole, quindi, le prese di posizione della sinistra europea, compresi anche
i cosiddetti "comunisti" italiani (il
Pdci di Dílíberto Cossutta) che elo¬
giano la Carta Ue
come contraltare alla superpotenza
Usa. È esattamente
il contrario: la Costituzìone Ue, qua¬
lora entrasse ìn vigore, favorisce pro¬
prio gli interessi
della politica economíca, finanzia¬
ria, militare di Washington. E l'annessione della Turchia
all'Ue, auspicata
soprattutto dagli esponenti del Gruppo Bildeberg e della casa bianca già alla fine del secolo scorso, trova nella Costituzione europea un formidabile alleato.
Ciò che pensano gli strateghi di geopolitica americani dell'Europa è stato espresso recentemente dall'ex assistente del presidente Jimmy Carter alla sicurezza nazionale, Zbigniew Brzezinski, ascoltatissimo esperto della politica Usa verso i Paesi dell'est europeo. Nel suo libro The great Chessboard (La grande scacchiera) Brzezinski scrive: «L'Europa occidentale è in larga misura un protettorato americano e i suoi Stati ricordano i vassalli e i pagatori di tributi dei vecchi Imperi». Vassalli e pagatori: una bella aspettativa, non c'è che dire... La vittoria del "no" in Francia e Olanda ha scompaginato i piani dei finti amici dell'Europa e di quelli che non ci si dovrebbe vergognare a definire veri traditori dei propri popoli. La Vecchia Europa non può es¬sere rappresentata da "vassalli e pagatori" che brulicano negli stanzoni di Bruxelles e nei corridoi della grandi banche d'affari, negli influenti circoli di politica internazionale e nelle logge massoniche. La Vecchia Europa possiede ancora i suoi anticorpi e il voto del 29 maggio e del 1° giugno lo dimostrano, aprendo scenari sicuramente più rosei per l'identità dei popoli e per tutti gli ideali di libertà e democrazia.
G.Savoini




Rispondi Citando
