da ansa:
EURO, MARONI RILANCIA: LA LEGA STUDIA PROGETTO LIRA-DOLLARO
ROMA - La Lega conferma l'intenzione di chiedere un referendum per tornare alla doppia circolazione Euro e Lira e in particolare studia un progetto per legare quest'ultima all'andamento del dollaro. Lo ha detto il ministro Roberto Maroni a Radio Padania. ''La questione Lira-Euro e' una cosa seria - ha affermato Maroni - sulla quale stiamo lavorando, le iniziative saranno presentate a Pontida''. Il ministro Stanca definisce quella di Maroni 'solo una provocazione': dalla moneta unica e' venuta stabilita' ma adesso serve una politica di sviluppo.
EURO:E. LETTA, PROPOSTA MARONI SU REFERENDUM SENZA SENSO
MILANO, 6 GIU - Il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, ha definito l'iniziativa annunciata dal ministro del Welfare, pronto a promuovere una raccolta di firme per indire un referendum per uscire dall'euro, ''priva di senso'' e ''incompatibile con le politiche fatte ora dal Governo''. ''Il ministro Maroni ha lanciato una provocazione che ha superato il limite della decenza'' ha detto Letta secondo il quale inoltre gli effetti di tutto questo ''potrebbero essere molto pesanti, perche' Maroni e Calderoli sono ministri di questa Repubblica e se le agenzie di rating li prendessero sul serio, il danno sarebbe molto pesante''. Un danno, che, a detta di Letta, ''pagheremmo tutti quanti''. Secondo l'ex ministro dell'Industria del governo Prodi ''e' ora di dirlo, basta, la ricreazione e' finita. Tutti noi paghiamo queste intemperanze''
se è vero questo che dice maroni dobbaimo prepararci ad altri sacrifici
ANCHE L'ECOFIN HA RISPOSTO:SONO STRONZATE
LUSSEMBURGO (Reuters) - La campagna della Lega Nord contro l'euro e contro i politici che hanno portato l'Italia nella moneta unica, continua e raccoglie un coro di reazioni sdegnate sia dall'Italia che dai leader dell'Ue.
All'entrata dei lavori dell'Eurogruppo informale, i ministri delle Finanze tendono a bollare le esternazioni del Carroccio come una boutade che non sarà oggetto di discussione alla riunione in corso oggi a Lussemburgo.
Secondo il leader del centrosinistra Romano Prodi, accusato dal Carroccio di essere il principale artefice della scelta rovinosa dell'euro insieme all'allora ministro del Tesoro e attuale capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, la proposta di tornare alla lira è illogica ed è destinata al rapido fallimento.
Il ministro del Welfare Roberto Maroni prima, quello delle Riforme Roberto Calderoli poi, hanno lanciato l'idea di indire un referendum popolare per tornare alla lira, accusando Prodi, ex presidente del Consiglio, e Ciampi, ex ministro dell'Economia, per avere portato l'Italia nell'euro, definendolo "un fallimento".
Stamane sia Calderoli che Maroni sono tornati alla carica su diversi media, ipotizzando di immaginare una nuova lira agganciata al dollaro.
Il ministro del Welfare, che si trova in viaggio all'estero, non ha replicato alle critiche, dopo aver rinviato i dettagli in occasione della tradizionale riunione del popolo leghista a Pontida il 19 giugno.
JUNCKER: 'NON PERDIAMO TEMPO CON SCIOCCHEZZE'
Il presidente di turno dell'Ue Jean-Claude Juncker ha risposto con un secco "non abbiamo tempo da perdere per discutere di queste stupidaggini" a chi gli chiedeva commenti sulle recenti dichiarazioni di Maroni, a poche ore dal vertice dell'Eurogruppo stasera, che domani sarà seguito dalla riunione allargata a tutti i ministri finanziari del blocco.
"Se io dicessi una cosa del genere sarei cacciato per l'eternità" ha aggiunto Juncker, definendosi per nulla preoccupato a proposito delle dichiarazioni del ministro leghista.
"Se dovessimo discutere di tutte le stupidaggini con tutti i Paesi ne avremmo per settimane" ha aggiunto il premier e ministro delle Finanze lussemburghese, dicendo che non affronterà l'argomento con la controparte italiana, il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco.
Strenua difesa della valuta unica anche da parte del collega spagnolo Pedro Solbes, secondo cui l'euro resta un porto sicuro da cui l'Italia non avrebbe "alcuna chance" di chiamarsi fuori.
Secondo l'austriaco Karl-Heinz Grasser il ministro del Welfare Roberto Maroni, che ha dato il via al dibattito, "è un irresponsabile", che "se intende danneggiare il suo paese deve proseguire su questa strada".
Per l'olandese Gerrit Zalm è un bene che Maroni sia il responsabile al Welfare e non alle Finanze.
"L'Italia è un membro della zona euro, non credo sia un'opzione seria quella di una sua uscita dalla Uem, sarebbe decisamente troppo costoso in termini di tassi di interesse".
Il tedesco Hans Eichel osserva infine che i ministri non hanno alcuna necessità di discutere dell'euro. "Quello che ho letto sui giornali negli ultimi 10/15 giorni è... assurdo".
PRODI: IPOTESI ILLOGICA
"L'idea che qualcuno voglia resuscitare la lira e legarla al dollaro appartiene a una ipotesi che non ha nessuna razionalità o logica. Sarebbe venir meno alle nostre responsabilità", ha detto oggi Prodi ai giornalisti.
"Sono orgoglioso della scelta fatta con Ciampi", ha aggiunto il leader dell'Unione, il giorno dopo che il premier Silvio Berlusconi si è dissociato dalle critiche al Capo dello Stato, richiamando al rispetto per i vertici della Repubblica.
Berlusconi, che ha più volte accusato l'euro forte per la difficile situazione economica italiana, non ha bocciato apertamente l'idea leghista del ritorno alla lira. Per conto del premier ha parlato il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio Gianfranco Fini, dicendo che governo italiano, e Berlusconi in particolare, sono contrari.
Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha detto oggi che la proposta leghista è "un atto di autolesionismo", "una sorta di film dell'orrore".




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