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pro e contro
«Tom Barrack fermato dalla paura»
Il sindaco di Olbia: ha cambiato perché il suo progetto franava
Stupore, ma non solo. La svolta soriana - inattesa, imprevedibile - di Tom Barrack sulla Costa Smeralda lascia perplesso chi ha vissuto lo sbarco del finanziere in quella parte di Gallura a cinque stelle. E chi, da amministratore, ha condiviso rabbia e delusione dello stesso Barrack quando dalla Regione sono cominciati i segnali di "guerra" per i grandi imprenditori del mattone. Stupore e accuse, quelle lanciate a Barrack e al governatore Soru dall'ex presidente Pili: «Difficile che fra due finanzieri si sia trovato un accordo sulla salvaguardia di corbezzoli e ginepri». Il presidente Soru, invece, non commenta le esternazioni del suo nuovo "alleato". Pili, la volpe e l'uvaHa vissuto in prima persona l'arrivo de finanziere libanese, benedicendo la firma della cessione degli hotel superlusso e dei terreni dall'Aga Khan a Barrack. Mauro Pili, presidente della Regione per quasi due anni, racconta un aneddoto curioso: «Tre anni fa, a Villa Devoto, Renato Soru si lamentò con me dello sbarco dell'americano Barrack nel cuore della Gallura. Aggiunse che lì, in Costa Smeralda, non si doveva più costruire. Stranamente - dice Pili - questo rigore nasceva dopo la confessione dello stesso Soru di non essere riuscito ad acquistare gli hotel a cinque stelle della Costa Smeralda. Mi viene in mente la favola della volpe, che non riuscendo ad arrivare all'uva, disse che era acerba. La mia preoccupazione - sostiene l'esponente di Forza Italia - è che i due finanzieri si siano messi d'accordo sulla maturazione, magari per una vendemmia congiunta». Se così fosse, dice l'ex presidente Pili, «si continuerebbe a giocare sulla pelle dei sardi». Sulla "folgorazione" di Barrack, Pili è caustico: «Mi spaventa che uno che ha investito centinaia di milioni di dollari, dica di voler preservare quei terreni per sempre: c'è solo un modo per conservarli, donarli alla Regione». La sentenza di Nizzi«Prendo atto che Tom Barrack non vuole più investire in Sardegna». Fra la provocazione e la stilettata, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi accoglie con meraviglia la virata del finanziere smeraldino: «Non me l'aspettavo, nell'aria c'erano segnali diversi: per l'imprenditore è stato un lungo momento di grande paura, quella di veder svanire il suo investimento, di bloccare la sua produzione di reddito». Secondo Nizzi «questo è un segnale negativo, perché un grande investitore come Barrack è stato forzato a scendere a patti con la Regione solo per ricevere benevolenza in futuro, questa è la strada da seguire secondo il governatore. La realtà - prosegue Nizzi - è che gli imprenditori devono fare un passo indietro e legare l'asino dove vuole il padrone, in Sardegna non si può parlare di sviluppo». In cosa è cambiato Barrack? «Beh, prima affermava che l'unica strada sarebbe stata quella di dotare la Costa Smeralda di nuovi alberghi, ora dice il contrario, che non servono nuove strutture». L'appello: «Gli imprenditori locali non devono cedere, devono avere voglia di investire». Tiana, nessuna sorpresaNel febbraio del 2004, il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana aveva incontrato a Porto Cervo il braccio destro di Barrack, Renzo Persico: «Avevamo proposto un documento con regole precise da rispettare in materia di ambiente e sviluppo edilizio, l'impressione fu quella di un imprenditore, Barrack, che meditava un investimento a misura d'uomo. Le sue dichiarazioni di due giorni fa non mi hanno sorpreso». meridiana volaDapprima incredulità, poi una dichiarazione buonista: «Siamo d'accordo con le parole del signor Barrack, allungare la stagione degli arrivi è una delle nostre priorità», dicono a Meridiana. La compagnia due giorni fa è stata chiamata in causa dall'owner della Costa Smeralda con queste parole: «Il profitto si realizza anche coinvolgendo compagnie come Meridiana, che deve garantire più voli, tariffe meno esose e un miglior servizio». La risposta: «Le nostre tariffe, dal 2000 a oggi, sono calate del 30 per cento, ma nei periodi di bassa stagione i voli su Olbia, per esempio, continuano a essere quasi vuoti, quindi il problema non è questo». Secondo la compagnia dell'Aga Khan, la questione è legata alle strategie: «Il Nord-est della Sardegna è un'area orientata verso un'offerta turistica a carattere prevalentemente balneare, invece l'offerta deve essere diversa, di qualità più elevata e per un viaggiatore che non cerchi soltanto sole e mare». Enrico Pilia
08/06/2005
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un po come le industrie sarde che con le tasse sazzano la lombardia. faranno qualche trucchetto del genere....
