Sul Monte degli Ulivi, nell'orto del Getsemani, un angelo offre a Gesù prega il Padre nell'approssimarsi della Passione. A poca distanza i tre apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, vinti dalla stanchezza, dormono placidamente.
Gesù sa che la morte, la morte terribile di croce è vicina.
E invoca il Padre: Padre mio, se è possibile, allontana da da me questo calice!
Il calice per gli ebrei era la metafora della sorte assegnata da Dio a qualcuno.
Dunque Gesù, umanissimo, chiede al Padre di evitargli, se possibile, la terribile sofferenza che si aspetta.
Gesù di Nazareth non aveva l'etica del dolore. Il dolore non avvicina a Dio, anzi lo allontana, perché fa concentrare l'uomo sulla propria sofferenza.
Dunque non ha alcun senso far nascere bimbi malformati come "dono di Dio". Dio non vuole questi doni!
Ecco l'assurdità, per un cristiano, del divieto alle diagnosi preimpianrto, che, oltretutto provoca gli aborti terapeutici.




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