Il Sì trasversale si ritrova in teatro. Vescovi e Rai nel mirino della satira
Serata di tv clandestina, avvisa subito Serena Dandini in diretta dal suo teatro, l'Ambra Jovinelli: clandestina perché va in onda su 200 piccole tv e in codice su Sky, per chi ha il decoder. C'è Santoro, difatti, che altrove in tv non potrebbe essere, c'è Paolo Hendel che dice «il problema dei vescovi e dei cardinali è che non hanno le mogli che li fanno ragionare», poi segnala la differenza fra reato e peccato, «che non sono la stessa cosa: tirare un cavalletto in testa a Berlusconi di certo è un reato ma non è peccato».
Anche la Ferilli si rallegra con le mogli: quella di Berlusconi, quella di Rutelli, quella di Fini e quella di La Russa: «La prossima volta vorrà dire che alle elezioni votiamo le mogli». C'è Daniele Capezzone il radicale che rivolto alla senatrice Cinzia Dato, iscritta alla Margherita il partito di Rutelli e insultata da De Mita, fa notare che «Ciriaco è l'anagramma di cicoria». Risate, applausi. Sulle reti Rai non avete mai visto né vedrete mai niente di simile, i comici Lillo e Greg hanno raccolto interviste per strada fingendo di non sapere nulla del referendum, «scusi signora eravamo all'estero si vedeva solo Rai Uno», è l'inizio della domanda per tutti.
Una risponde: «Solo Rai Uno, ma siete kamikaze». Sabrina Ferilli magrissima in pantaloni bianchi dice sorridendo «state attenti perché andare avanti costa tanta fatica ma a tornare indietro basta una svista e sono guai». Bertinotti in collegamento da Strasburgo dice che devono smetterla di dire: «sono questioni complicate la gente non capisce. Sono semplicissime invece, si tratta di sapere se la maternità è costruita sulla responsabilità della madre oppure no».
In quello stesso momento migliaia di persone stavano a piazza Navona per il concerto organizzato dalle "Donne per il Sì". Ad ascoltare Marina Rei, Mietta, Mariella Nava, anche Emma Bonino e Anna Falchi.
Bisogna smetterla di dire che è difficile, Serena Dandini apre la serata così all'Ambra Jovinelli: serata per i quattro sì al referendum «per nascere guarire scegliere», in sala molto centro sinistra ma anche un pò di centrodestra, Bobo Craxi è arrivato con la moglie, Antonio Del Pennino fa un discorso appassionato. Alfredo Biondi non è venuto ma ha dato l'adesione e manda tanti saluti. Sono presenti in carne invece Piero Fassino, molto applaudito, Alfondo Pecoraro Scanio e Katia Bellillo, Nichi Vendola accolto dalla sala con un'ovazione, doveva essere in collegamento da Bari invece è venuto di persona.
In sala Isabella Ferrari splendida in gessato di seta marrone accanto al marito regista Renato De Maria, Ettore Scola nella stessa fila, Corrado Guzzanti, Amanda Sandrelli. Giuliana De Sio sul palco intervistata da Santoro racconta delle sue quattro gravidanze non andate in porto, e di cosa è stato per lei affrontare la fecondazione assistita e poi l'impianto di embrioni. «Non mi sento coraggiosa, ho messo la mia storia normale al servizio di questa causa ma l'avrei fatto comunque, anche se non fossi passata da lì. Si sta malissimo, da cani, sono vicende umane di un certo spessore, non è che si possono liquidare così».
Molto evocati da tutti Giovanardi e Calderoli, eletti a parametri di insipienza. Dandini: «Vi dicono restate a casa a votare per il Grande Fratello che quello lo sapete fare, ma se vota Calderoli non possiamo votare anche noi?». Capezzone: «Quando arriveranno le notizie delle prime persone curate, in Corea, con le nuove tecniche di ricerca sulle staminali che farà Giovanardi, manderà un comunicato di protesta? Pensate a una persona cara ammalata e andate a votare sì per dargli una speranza: scommetto su Giovanardi che ce la facciamo».
Fassino dice che «chi si batte per la vita siamo noi, per la vita dei bambini, per la salute». Segue intervista ai signori Maltese, portatori sani della malattia dell'osteopetrosi, che raccontano questa storia: hanno avuto una figlia malata, è morta a quattro mesi terribili, hanno provato ancora e il bambino era di nuovo malato, la signora ha dovuto abortire, la legge non consente loro né di accedere alla fecondazione poiché non sono infertili, né caso mai di fare diagnosi preimpianto. La signora dice: mio marito ha incontrato Giovanardi a un convegno, gli ha chiesto cosa dobbiamo fare, lui ha risposto: «provate ancora finchè non ve ne viene uno sano». Boato di sdegno della sala. La signora ride, poi piange. Non capisco perché lo stato debba impedirmi di avere un altro figlio, dice. Applausi. Musica di Fiorella Mannoia, «La storia siamo noi».




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