"Tornando" NEL merito: i presidenti di Camera e Senato hanno dichiarato che non parteciperanno al Referendum.
Il rag. Pera ha addirittura invitato all'astensione con un articolo in cui elogia “l'astenersi deliberato e consapevole”.
Si tratta di un comportamento legittimo?
Esaminiamo la questione.
Non vi è alcun dubbio che ogni cittadino abbia il diritto ad esprimere il proprio pensiero, ma altrettanto indubbio che un intervento sui principali media da parte di chi per il proprio ruolo dovrebbe tenere un comportamento super partes non è un fatto privato, ma un improprio e dunque censurabile abuso della propria posizione istituzionale.
Vi è inoltre il sospetto che
(oltre che improprio e censurabile)
tale comportamento possa anche configurare un illecito perché in violazione del divieto, per quanti svolgano funzioni pubbliche, di interferire con la libera espressione del voto.
Indipendentemente dal suo possibile carattere di illecito,
(che, per carità di patria, mi auguro che nessuna Procura rilevi)
l'invito del rag. Pera a disertare le urne referendarie viola due princìpi cardine della democrazia rappresentativa, princìpi che quale presidente del Senato avrebbe dovuto rispettare e far rispettare: la regola della maggioranza e il principio dell'one man-one vote.
Avvalendosi del voto di quanti non partecipano alla consultazione non per scelta “deliberata e consapevole” ma perché malati o assenti, una minoranza che scelga deliberatamente l'astensione per far fallire il referendum viola entrambi i suddetti princìpi: appropriandosi del comportamento di voto altrui viola il principio dell'one man-one vote; e, qualora riesca a non far raggiungere il quorum, impone inoltre il proprio volere di minoranza dei “no” alla maggioranza dei “sì”, violando così anche la regola della maggioranza.
L'invito all'astensione rivolto dalle massime cariche istituzionali è dunque
(se non necessariamente illecito dal punto di vista dell'ordinamento giuridico)
almeno sicuramente censurabile in quanto profondamente lesivo non solo della loro doverosa terzietà
(quanto diverso il comportamento del presidente Ciampi!)
ma anche delle più fondamentali regole della democrazia rappresentativa.




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