"La Corte ritiene che la tutela del concepito abbia fondamento costituzionale. E tuttavia questa premessa va accompagnata dall´ulteriore considerazione che l´interesse costituzionalmente protetto relativo al concepito può venir in collisione con altri beni che godano pur essi di tutela costituzionale e che, di conseguenza, la legge non può dare al primo una prevalenza totale ed assoluta, negando ai secondi adeguata protezione. Non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell´embrione che persona deve ancora diventare".

Sono parole contenute in una sentenza emessa nel 1975 dalla Corte Costituzionale, allora presieduta da Francesco Paolo Bonifacio illustre giurista di matrice cattolica.
E non si poteva dire meglio.
La costituzione italiana riconosce al concepito alcuni diritti, tra i quali quello di essere tutelato. Ma tali diritti andranno sempre subordinati a quelli della madre. Che non può essere equiparata a semplice contenitore, a forno per far lievitare il pane, come vorrebbe la casta politico-ecclesiastica composta (quasi) esclusivamente da soli uomini fautrice dell' astensione.

Negli ultimi giorni tutti i maggiori leader politici hanno pubblicamente dichiarato come, e se, voteranno al referendum meno uno: Berlusconi. Il fatto è che non avendo un' opinione precisa in merito, come non l' ha in tutte le materie non riguardanti da vicino i suoi interessi privati, preferisce aspettare i sondaggi dell' ultima ora per parlare. Cosi se i sondaggi daranno gli astensionisti in netto vantaggio, lui domani sera dirà che si astiene. Se invece saranno i SI ad esser favoriti, si comporterà di conseguenza.
Dimodoché, in un caso o nell' altro, potrà vantarsi di essere in sintonia col popolo.

Certo sarà l' ultima preoccupazione degli astensionisti, dei fautori del NO, ma se loro dovessero vincere, se la legge resterà cosi com' è, la ricerca italiana nel campo delle biotecnologie avanzate riceverà un duro colpo. Praticamente cesserà del tutto. E questa non è una bella notizia per un paese come il nostro, già dipendente dall' estero per molte delle tecnologie più avanzate, dall' informatica all' avionica. Ci toccherà acquistare a prezzi salatissimi le licenze per avere medicinali che i nostri ricercatori avrebbero potuto produrre in loco, licenze che avremmo potuto esportare noi. Poi non lamentiamoci se i migliori cervelli fuggono all' estero o se il made in Italy si riduce a pizza e scarpe.

E a proposito di medicinali, giro ai difensori di questa legge una domanda del prof. Veronesi. Se tra 10-20-30 anni un medico diagnosticasse (facciamo le corna, è solo un esempio) a qualcuno di loro l' Alzheimer o la Parkinson e contemporaneamente, grazie alla ricerca sulle staminali, qualche centro di ricerche straniero annunciasse di aver sconfitto quelle terribili malattie, che farebbero : utilizzerebbero quelle medicine che secondo loro saran costate la vita a centinaia di "bambini" o no?

g.