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Discussione: 5 giugno 1998

  1. #1
    Ecogiustiziere Insubre
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    5 giugno 1998

    Mentre Bossi invita ad aspettare il 10 giugno, il premier padano attacca: «Padania, unica alternativa»
    Maroni: «Roma non vuole le riforme»
    E sul flop-Bicamerale: «È il fallimento del sistema istituzionale italiano»

    di Matteo Mauri
    «Aspettiamo il 10 giugno». Umberto Bossi invita ad attendere che cali definitivamente il sipario sulla Bicamerale prima di dichiarare terminata «l'epoca di restaurazione nascosta che iniziò con Mani Pulite». E anche sul "dopo" il Senatur è scettico: «L'Assemblea costituente porta al popolo, ma si guarderanno bene dal farla. Non vogliono cambiare niente. A questo punto il nostro compito è far capire alla gente cosa sta accadendo: la vera e unica contrapposizione è tra Roma e la Padania».E se il segretario leghista è scettico, Roberto Maroni va giù duro: «Ho sentito questi imbroglioni romani non voler ammettere l'unica verità: questo sistema non è in grado di riformarsi». Onorevole Maroni, la Bicamerale è affondata: e adesso?«La chiusura della Bicamerale non è la sconfitto solo di D'Alema e di Fini: è la sconfitta del sistema istituzionale italiano, che ha dimostrato di non essere in grado di riformarsi. Il sistema costituito non può diventare costituente, lo affermiamo da anni.Non crede alla possibilità di arrivare all'Assemblea costituente, o a riforme utilizzando l'articolo 138?«È un modo per indorare la pillola. Nessuna strada sarà percorsa».Nemmeno il 138?«Se la Bicamerale non è stata in grado di consentire la mediazione e la sintesi di varie posizioni, è pensabile che un accordo può essere raggiunto sul 138, che prevede che singoli pezzettini di riforma siano approvati di volta in volta?»Impossibile?«Impossibile. La riforma del sistema si basava su accordi interni: presidenzialismo sì, ma a condizione che... Non potrà mai passare la riforma solo sul presidenzialismo, poi quella solo sulla giustizia, e così via.E la Costituente?«La sinistra non la vuole, ma nemmeno An e il Ppi, perché non vogliono le riforme. Eppoi non serve».Prego?«C'è già il Parlamento di Chignolo Po, l'unica vera Assemblea costituente, almeno per la Padania. L'unica Assemblea che in cinquant'anni d'Italia produrrà qualcosa di definitivo. Se poi i signori di Roma vogliono fare l'Assemblea costituente per il resto d'Italia, facciano pure».Però un'Assemblea costituente alla Lega serve per arrivare alla devolution.«Noi siamo favorevoli all'Assemblea costituente, proposta che abbiamo lanciato noi, ma sappiamo che non si farà perché An, la sinistra, Rifondazione e il Ppi hanno detto di no».Questione di numeri?«Manca la volontà di farla. Nemmeno Forza Italia ci crede. L'alternativa oggi è tenerci questo Stato per i prossimi cinquant'anni o sostenere il progetto-Padania. La Bicamerale era solo un imbroglio: l'unica riforma possibile passa attraverso la costituente padana. L'alternativa è lo status quo.Torniamo ai giochi romani: cosa ha indotto Berlusconi a rompere?«Credo un calcolo di bottega, i grandi ideali non c'entrano. Lui si è reso conto che D'Alema non gli può dare nessuna garanzia sulla giustizia, che prosegue per la sua strada. Ma c'è da aggiungere che la Biacmerale sarebbe stato un successo per D'Alema e Fini, non certo per Berlusconi. Terzo: per lui l'unica speranza di tornare a parlare con la Lega passava attraverso l'affossamento della Bicamerale».Dialogo possibile?«Per noi non ci sono possibilità di fare accordi: a Pontida abbiamo chiesto il 51%, che altro non è che il rilancio del progetto egemone lanciato nel 1991. Progetto che si stava realizzando nel '93, si è interrotto dopo l'entrata in scena di Berlusconi, ma che adesso riprende».Il progetto egemone dovrebbe realizzarsi nel 2000 con le regionali: e intanto?«Roma è refrattaria a qualsiasi riforma. Se non sono stati in grado di abbozzare nemmeno un tentativo di cambiamento, difficile pensare di poter ottenere ciò che proponiamo noi».Ora le elezioni sono più vicine?«Non credo, nessuno ha interesse ad andare al voto».
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

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  2. #2
    Ecogiustiziere Insubre
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    CHE SCHERZI FA IL TEMPO: da "la pagina dei lettori" del 09-06-98

    Conquistare agendo in modo esemplare

    Le scrivo per esprimere (se sarà concesso), la mia opinione sull'esito delle elezioni del 24 maggio 1998. Spero sia una battuta d'arresto, che credo dovuta in larga parte a errati metodi di comunicazione. I problemi che hanno condotto alle passate affermazioni della Lega sono tuttora presenti e irrisolti, ma forse bisogna cambiare tipo di propaganda se vogliamo avvicinare nuovi elettori: bando quindi agli attacchi alla Chiesa cattolica, al tricolore, alla lingua italiana (anche perché tutti i maggiori poeti: Virgilio, Dante, Ariosto e Manzoni sono Padani) e rispetto per Israele, come pure massimo rispetto per i non Padani. Basta con i referendum, che per l'uso eccessivo, sono logori. Basta con le urla e gli improperi, gli elettori sono cambiati, vogliono fatti concreti; pensiamo a conquistare le amministrazioni locali, operando poi in modo esemplare. Uno dei compiti primari della Lega è quello della formazione dei quadri amministrativi e il modello da imitare è quello realizzato dalla Sudtiroler Volkspartei. Non si tratta di occupare poltrone, ma di acquisire esperienza. È poi necessario candidare persone che godano della fiducia degli elettori, e molte persone di valore verrebbero con noi, se non fossero spaventate dai modi troppo "ruspanti" di alcuni. Percorrere la via delle alleanze; e l'unica che sembra praticabile è quella che nel 1994 diede ben 5 ministri alla Lega. Penso che un accordo con il Polo avrebbe consentito a Marco Formentini (il migliore amministratore che Milano abbia avuto, con il sindaco Ferrari, detto il sindaco della Ricostruzione) di proseguire nella sua azione, di cui ora altri colgono i frutti. Penso anche che Umberto Bossi sia un innovatore e un fine politico al quale bisogna essere grati; ma penso anche che debba essere aiutato nel decidere e che una maggiore dialettica rafforzerebbe il movimento. E per finire devo ribadire che: sono favorevole alla Lega, ma sono anche cattolico convinto e se dovessi trovarmi costretto a scegliere tra la Lega e la Chiesa, non avrei dubbi. Sceglierei la Chiesa e come me penso, tanti altri. Essa promette la vita eterna. E la Lega?
    GIORGIO BARATTO Mulazzano (Milano)
    La Chiesa come riferimento per la fede, non è mai stata messa in discussione. Le "riserve" sono state fatte sugli uomini (certi uomini) di Chiesa non troppo attaccati alla morale. Nessuno nel Movimento le proporrà mai una scelta tra Lega e Chiesa, che debbono operare in differente ambito. Credo comunque che la vita eterna (che penso voglia identificare nel Paradiso) Dio la conceda a chiunque abbia saputo conquistarsela agendo con rettitudine, nel rispetto di se stesso e degli altri.
    Iunthanaka
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  3. #3
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    IDEM CON PATATE

    Cuore in pace con nobili intenti
    Sono massone e sono anche leghista, e vi assicuro che tra le due cose non esiste contraddizione, e mi spiego: un buon leghista è un uomo che ama la libertà e la giustizia, e per essere accolti in massoneria bisogna essere uomini liberi e di buoni costumi. E sono anche cristiano, e pure questo non contraddice il fatto che io sia massone: infatti nei "lavori" di Loggia, sull'ara, è aperta la Bibbia alla prima pagina del Vangelo di San Giovanni. Sono un massone "in sonno", cioè non praticante, perché la massoneria spiritualmente ha fallito il suo compito per troppa zavorra umana che non sa neanche cosa essa sia in realtà; sono un cristiano che non entra in chiesa perché, per colpa dei preti, Cristo e i suoi veri insegnamenti in Chiesa da tanto tempo non hanno asilo. Sono anche un fervente leghista, ma solo fino a quando non si assocerà con faciloneria e pressappochismo mafia con massoneria, perché allora si tratterà di clerico-leghismo, come già fu a suo tempo il clerico-fascismo. La massoneria è una società iniziatica che si occupa esclusivamente dello sviluppo spirituale dell'uomo. Tanto è vero che, per statuto, in Loggia è assolutamente vietato parlare sia di politica (e quindi di intrallazzi economici), sia di religione. È quindi giusto parlare di massoni deviati, di preti deviati o di leghisti deviati, se in questi individui alligna il male, ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. È scorretto invece parlare di "leghisti che non lasciano in pace mafiosi, massoni e grandi capitalisti". Cosa bisognerebbe fare: lasciare in pace i piccoli mafiosi, i piccoli massoni e i piccoli capitalisti, cioè gli imprenditori? Non prendetevela, vi voglio bene e vi stimo, ma vi prego di lasciarmi in pace perché sono un vero massone, un uomo onesto e per giunta un mangiapreti (solo di quelli disonesti o ignoranti, naturalmente).
    DARIO F. ATENA Precenicco (Udine)
    Iunthanaka
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  4. #4
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    Predefinito 10 giugno 1998

    Le nostre diversità: facciamone una ricchezza

    di Matteo Incerti
    Il movimento indipendentista padano, dal punto di vista ideologico, come hanno dimostrato anche le elezioni padane, è composto da diversi gruppi, che spaziano dalla sinistra alla destra. Così ritroviamo rappresentanti i Comunisti Padani e la Destra Padana, i Cattolici ed i Libertari , i Liberal Democratici ed i Laburisti, fino agli Immigrati extracomunitari per la Padania. Diverse sono anche le origini politiche dei vari leader: Bossi negli anni '70 manifestava da libero cittadino contro la dittatura fascista del cileno Pinochet, Maroni era un "sessantottino", Borghezio e Comencini invece militavano a destra. Anche nell'associazionismo o in gruppi non ancora organizzati, ma pur sempre presenti, possiamo trovare diversissime sfumature: dai cattolici tradizionalisti, agli amici del popolo di Israele, fino ad arrivare a LOS-Padania, l'associazione per la difesa dei diritti dei gay e delle lesbiche padane. Anche gli stessi Popoli rappresentati nel progetto padano, hanno origini differenti: celtiche, liguri, venetiche, ladine. Un osservatore esterno poco attento, potrebbe rilevare in questa grande diversità di Popoli e ideologie all'interno della Lega e del movimento padanista un "punto debole" o quanto meno un fattore di "confusione" e "incoerenza". Nulla di tutto questo, da sempre i movimenti di liberazione comprendono le più svariate posizioni ideologiche. Nelle Fiandre, fino alla firma del patto federale, la Volksunie comprendeva varie anime, poi divisesi dopo questo primo passo verso la libertà, nella componente liberale del Vlaams Liberal Demokraten, quella liberal-progressista della Volksunie odierna e l'estrema destra nazionalista del Vlaams Blok. In Catalogna, i liberali di Convergenza Democratica di Catalugna convivono in un patto (CiU, Convergenza e Unione) con i cristiano democratici catalanisti. E da noi non fu così anche per la Resistenza antifascista ed il CLNAI (Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia) che comprendeva partigiani comunisti, cattolici, socialisti, liberali, monarchici, repubblicani e indipendentisti come il valdostano Emilio Chanoux? A tenere unito il movimento padano, composto a sua volta da vari popoli (Lombardi, Veneti, Piemontesi, Liguri, Emiliani, Friuliani...), sono il "Patto tra Padani" per la libertà , l'autodeterminazione e la nascita di una futuro stato indipendente e la figura carismatica di Umberto Bossi, che rappresenta la sintesi tra le diverse componenti. Grazie alle sue grandi diversità, il movimento padanista può così essere anche il laboratorio della futura società padana, laica dove tutte le idee e le differenze vengano rispettate e tutelate. I tanti "volti" del movimento padanista, infatti possono servire a tutti come "palestra" per "allenarsi" alla dialogo paritario e la tolleranza, il rispetto e la tutela di tutte le forme di diversità: etniche, religiose, territoriali, sessuali, linguistiche, culturali, politiche, economiche e così via. La visione totalitaria di "Una lingua, una Patria, una idea ..." (che tanto piace ai difensori dell'unità d'Italia), appartiene a quella cultura giacobina che ha prodotto di riflesso nazionalismo nazifascista da una parte e il comunismo dall'altra. Il confronto e la convivenza tra le differenze, come successo nei Paesi Bassi, divisi tra protestanti e cattolici, nederlandofoni e frisoni, se in passato ha portato a forti scontri anche militari, ha però abituato nei secoli quella società ad accettare, vivere e riconoscere le "diversità" nelle sue varie forme. Il segreto del "modello olandese" che bilancia libertà e tradizione ed ha naturalmente precluso la via agli estremi antidemocratici (alle ultime elezioni i comunisti olandesi hanno avuto lo 0,1 per cento ed l'estrema destra lo 0,6 per cento) in buona parte sta proprio qui. Sfruttando in positivo le sue diversità interne, il movimento indipendentista, potrà costruire a sua volta una classe dirigente ed un modello di società dove le "differenze" siano tutelate e governate in modo veramente democratico, nel rispetto di tutti i residenti in Padania.
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  5. #5
    Ecogiustiziere Insubre
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    Talking 11 giugno 1998

    La banca dei padani è sempre più vicina

    Prosegue a vele spiegate la sottoscrizione di quote per la nascita della prima banca dei padani. L'iniziativa, decollata dai prati di Pontida, consentirà la costituzione di un istituto di credito cooperativo autonomo al servizio delle piccole e medie aziende e delle famiglie o, come piace chiamarla Gianmaria Galimberti, responsabile del Comitato promotore, dell'impresa famiglia. E proprio dal Comitato ci arriva la conferma che non vi sono intoppi nella raccolta dei nuovi soci. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere allo 02/66234261 o nelle sezioni della Lega.
    Iunthanaka
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  6. #6
    il merovingio
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    Predefinito

    In quel periodo si festeggiava la fine della scuola (terza liceo)....stavano per iniziare i mondiali di Francia '98, e mi ero comprato (fatto comprare dal papi ) la maglia ufficiale dell'Austria e dell'Olanda... ...inutile dire che ero un secessionista sfegatato, "rinomato" a scuola per le mie idee.
    Non avevo la fidanzata, ma questo non mi pesava. Da lì a poco, quell'estate, la mia prima limonata (con una romana!!! ).


    Bei tempi....

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Re: 10 giugno 1998

    In origine postato da Iunthanaka
    Le nostre diversità: facciamone una ricchezza

    di Matteo Incerti
    Il movimento indipendentista padano, dal punto di vista ideologico, come hanno dimostrato anche le elezioni padane, è composto da diversi gruppi, che spaziano dalla sinistra alla destra. Così ritroviamo rappresentanti i Comunisti Padani e la Destra Padana, i Cattolici ed i Libertari , i Liberal Democratici ed i Laburisti, fino agli Immigrati extracomunitari per la Padania. Diverse sono anche le origini politiche dei vari leader: Bossi negli anni '70 manifestava da libero cittadino contro la dittatura fascista del cileno Pinochet, Maroni era un "sessantottino", Borghezio e Comencini invece militavano a destra. Anche nell'associazionismo o in gruppi non ancora organizzati, ma pur sempre presenti, possiamo trovare diversissime sfumature: dai cattolici tradizionalisti, agli amici del popolo di Israele, fino ad arrivare a LOS-Padania, l'associazione per la difesa dei diritti dei gay e delle lesbiche padane. Anche gli stessi Popoli rappresentati nel progetto padano, hanno origini differenti: celtiche, liguri, venetiche, ladine. Un osservatore esterno poco attento, potrebbe rilevare in questa grande diversità di Popoli e ideologie all'interno della Lega e del movimento padanista un "punto debole" o quanto meno un fattore di "confusione" e "incoerenza". Nulla di tutto questo, da sempre i movimenti di liberazione comprendono le più svariate posizioni ideologiche. Nelle Fiandre, fino alla firma del patto federale, la Volksunie comprendeva varie anime, poi divisesi dopo questo primo passo verso la libertà, nella componente liberale del Vlaams Liberal Demokraten, quella liberal-progressista della Volksunie odierna e l'estrema destra nazionalista del Vlaams Blok. In Catalogna, i liberali di Convergenza Democratica di Catalugna convivono in un patto (CiU, Convergenza e Unione) con i cristiano democratici catalanisti. E da noi non fu così anche per la Resistenza antifascista ed il CLNAI (Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia) che comprendeva partigiani comunisti, cattolici, socialisti, liberali, monarchici, repubblicani e indipendentisti come il valdostano Emilio Chanoux? A tenere unito il movimento padano, composto a sua volta da vari popoli (Lombardi, Veneti, Piemontesi, Liguri, Emiliani, Friuliani...), sono il "Patto tra Padani" per la libertà , l'autodeterminazione e la nascita di una futuro stato indipendente e la figura carismatica di Umberto Bossi, che rappresenta la sintesi tra le diverse componenti. Grazie alle sue grandi diversità, il movimento padanista può così essere anche il laboratorio della futura società padana, laica dove tutte le idee e le differenze vengano rispettate e tutelate. I tanti "volti" del movimento padanista, infatti possono servire a tutti come "palestra" per "allenarsi" alla dialogo paritario e la tolleranza, il rispetto e la tutela di tutte le forme di diversità: etniche, religiose, territoriali, sessuali, linguistiche, culturali, politiche, economiche e così via. La visione totalitaria di "Una lingua, una Patria, una idea ..." (che tanto piace ai difensori dell'unità d'Italia), appartiene a quella cultura giacobina che ha prodotto di riflesso nazionalismo nazifascista da una parte e il comunismo dall'altra. Il confronto e la convivenza tra le differenze, come successo nei Paesi Bassi, divisi tra protestanti e cattolici, nederlandofoni e frisoni, se in passato ha portato a forti scontri anche militari, ha però abituato nei secoli quella società ad accettare, vivere e riconoscere le "diversità" nelle sue varie forme. Il segreto del "modello olandese" che bilancia libertà e tradizione ed ha naturalmente precluso la via agli estremi antidemocratici (alle ultime elezioni i comunisti olandesi hanno avuto lo 0,1 per cento ed l'estrema destra lo 0,6 per cento) in buona parte sta proprio qui. Sfruttando in positivo le sue diversità interne, il movimento indipendentista, potrà costruire a sua volta una classe dirigente ed un modello di società dove le "differenze" siano tutelate e governate in modo veramente democratico, nel rispetto di tutti i residenti in Padania.
    Perfetto!

    Questa è, o dovrebbe essere, la Padania!

    Che fine ha fatto Matteo Incerti? Dove scrive oggi? Fa il giornalista o ha scritto anche libri?
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #8
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    Predefinito Re: 10 giugno 1998

    In origine postato da Iunthanaka
    Le nostre diversità: facciamone una ricchezza

    di Matteo Incerti
    Il movimento indipendentista padano, dal punto di vista ideologico, come hanno dimostrato anche le elezioni padane, è composto da diversi gruppi, che spaziano dalla sinistra alla destra. Così ritroviamo rappresentanti i Comunisti Padani e la Destra Padana, i Cattolici ed i Libertari , i Liberal Democratici ed i Laburisti, fino agli Immigrati extracomunitari per la Padania. Diverse sono anche le origini politiche dei vari leader: Bossi negli anni '70 manifestava da libero cittadino contro la dittatura fascista del cileno Pinochet, Maroni era un "sessantottino", Borghezio e Comencini invece militavano a destra. Anche nell'associazionismo o in gruppi non ancora organizzati, ma pur sempre presenti, possiamo trovare diversissime sfumature: dai cattolici tradizionalisti, agli amici del popolo di Israele, fino ad arrivare a LOS-Padania, l'associazione per la difesa dei diritti dei gay e delle lesbiche padane. Anche gli stessi Popoli rappresentati nel progetto padano, hanno origini differenti: celtiche, liguri, venetiche, ladine. Un osservatore esterno poco attento, potrebbe rilevare in questa grande diversità di Popoli e ideologie all'interno della Lega e del movimento padanista un "punto debole" o quanto meno un fattore di "confusione" e "incoerenza". Nulla di tutto questo, da sempre i movimenti di liberazione comprendono le più svariate posizioni ideologiche. Nelle Fiandre, fino alla firma del patto federale, la Volksunie comprendeva varie anime, poi divisesi dopo questo primo passo verso la libertà, nella componente liberale del Vlaams Liberal Demokraten, quella liberal-progressista della Volksunie odierna e l'estrema destra nazionalista del Vlaams Blok. In Catalogna, i liberali di Convergenza Democratica di Catalugna convivono in un patto (CiU, Convergenza e Unione) con i cristiano democratici catalanisti. E da noi non fu così anche per la Resistenza antifascista ed il CLNAI (Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia) che comprendeva partigiani comunisti, cattolici, socialisti, liberali, monarchici, repubblicani e indipendentisti come il valdostano Emilio Chanoux? A tenere unito il movimento padano, composto a sua volta da vari popoli (Lombardi, Veneti, Piemontesi, Liguri, Emiliani, Friuliani...), sono il "Patto tra Padani" per la libertà , l'autodeterminazione e la nascita di una futuro stato indipendente e la figura carismatica di Umberto Bossi, che rappresenta la sintesi tra le diverse componenti. Grazie alle sue grandi diversità, il movimento padanista può così essere anche il laboratorio della futura società padana, laica dove tutte le idee e le differenze vengano rispettate e tutelate. I tanti "volti" del movimento padanista, infatti possono servire a tutti come "palestra" per "allenarsi" alla dialogo paritario e la tolleranza, il rispetto e la tutela di tutte le forme di diversità: etniche, religiose, territoriali, sessuali, linguistiche, culturali, politiche, economiche e così via. La visione totalitaria di "Una lingua, una Patria, una idea ..." (che tanto piace ai difensori dell'unità d'Italia), appartiene a quella cultura giacobina che ha prodotto di riflesso nazionalismo nazifascista da una parte e il comunismo dall'altra. Il confronto e la convivenza tra le differenze, come successo nei Paesi Bassi, divisi tra protestanti e cattolici, nederlandofoni e frisoni, se in passato ha portato a forti scontri anche militari, ha però abituato nei secoli quella società ad accettare, vivere e riconoscere le "diversità" nelle sue varie forme. Il segreto del "modello olandese" che bilancia libertà e tradizione ed ha naturalmente precluso la via agli estremi antidemocratici (alle ultime elezioni i comunisti olandesi hanno avuto lo 0,1 per cento ed l'estrema destra lo 0,6 per cento) in buona parte sta proprio qui. Sfruttando in positivo le sue diversità interne, il movimento indipendentista, potrà costruire a sua volta una classe dirigente ed un modello di società dove le "differenze" siano tutelate e governate in modo veramente democratico, nel rispetto di tutti i residenti in Padania.

    Questo è il manifesto della Lega, lo è stato, lo è e lo sarà fino al raggiungimento dell'obiettivo.....Il problema è che i dirigenti e la base a volte (come in questi anni) si dimenticano dei nostri principi e del nostro obiettivo...........

    LIGURIA NAZIONE
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  9. #9
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    Predefinito ma che bello

    confrontiamo il 1998 col 2005


    adesso come lega dove siamo. o meglio dove ci hanno spinto ?
    abbiamo dato troppa retta a borghezio.
    mi rifiuto di essere cattolico pre-conciliare, fallaciano di bronzo,
    di concordare con ida magli sul popolo itagliano, di credere alle panzane di berlusconi, di credere che corbelli dia una mano alla lega, che lombardo in sicilia sia un indipendentista, che ci verrà "concessa" la devolution (per piccina che tu sia ...), che passi una qualsiasi riforma della giustizia.
    vedo con desolazione anche la possibilità che prima della fine della legislatura vengano aboliti i reati di poinione.

  10. #10
    piemonteis downunder
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    Predefinito

    >che fine ha fatto Matteo Incerti?

    Era un grande talento de La Padania 96-98.
    Parlava parecchie lingue, sapeva intervistare
    la gente, era secessionista, antirazzista, anticlericalista
    e difensore dei diritti di ciascun popolo alla propria
    lingua e cultura, al di la' delle distinzioni destra-sinistra.

    Ho avuto il piacere di collaborare con lui a Padania
    in Europa. E' stato messo fuori da La Padania
    assieme al direttore Marchi, ed e' uscito dalla Lega
    quando e' prevalsa la linea nazionalista di destra.
    Ha inizialmente collaborato con Liberta' Emiliana
    che poi si e' sciolta.

    Le ultime notizie che ho avuto di lui e' che fa
    il Marketing Manager alla LOGOS, compagnia
    di traduzioni multi-lingue (sede a Modena credo)...
    ma erano 2 anni fa. Quando ho tempo cerchero'
    di ricontattarlo. L'averlo messo fuori dalla Lega
    perche' troppo indipendentista, troppo coerente
    con le proprie idee e troppo restio a leccare il culo
    di turno a ogni cambio di linea e' un esempio tipico
    del motivo per cui la Lega e' finita nelle secche di oggi.

 

 
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