Mentre Bossi invita ad aspettare il 10 giugno, il premier padano attacca: «Padania, unica alternativa»
Maroni: «Roma non vuole le riforme»
E sul flop-Bicamerale: «È il fallimento del sistema istituzionale italiano»
di Matteo Mauri
«Aspettiamo il 10 giugno». Umberto Bossi invita ad attendere che cali definitivamente il sipario sulla Bicamerale prima di dichiarare terminata «l'epoca di restaurazione nascosta che iniziò con Mani Pulite». E anche sul "dopo" il Senatur è scettico: «L'Assemblea costituente porta al popolo, ma si guarderanno bene dal farla. Non vogliono cambiare niente. A questo punto il nostro compito è far capire alla gente cosa sta accadendo: la vera e unica contrapposizione è tra Roma e la Padania».E se il segretario leghista è scettico, Roberto Maroni va giù duro: «Ho sentito questi imbroglioni romani non voler ammettere l'unica verità: questo sistema non è in grado di riformarsi». Onorevole Maroni, la Bicamerale è affondata: e adesso?«La chiusura della Bicamerale non è la sconfitto solo di D'Alema e di Fini: è la sconfitta del sistema istituzionale italiano, che ha dimostrato di non essere in grado di riformarsi. Il sistema costituito non può diventare costituente, lo affermiamo da anni.Non crede alla possibilità di arrivare all'Assemblea costituente, o a riforme utilizzando l'articolo 138?«È un modo per indorare la pillola. Nessuna strada sarà percorsa».Nemmeno il 138?«Se la Bicamerale non è stata in grado di consentire la mediazione e la sintesi di varie posizioni, è pensabile che un accordo può essere raggiunto sul 138, che prevede che singoli pezzettini di riforma siano approvati di volta in volta?»Impossibile?«Impossibile. La riforma del sistema si basava su accordi interni: presidenzialismo sì, ma a condizione che... Non potrà mai passare la riforma solo sul presidenzialismo, poi quella solo sulla giustizia, e così via.E la Costituente?«La sinistra non la vuole, ma nemmeno An e il Ppi, perché non vogliono le riforme. Eppoi non serve».Prego?«C'è già il Parlamento di Chignolo Po, l'unica vera Assemblea costituente, almeno per la Padania. L'unica Assemblea che in cinquant'anni d'Italia produrrà qualcosa di definitivo. Se poi i signori di Roma vogliono fare l'Assemblea costituente per il resto d'Italia, facciano pure».Però un'Assemblea costituente alla Lega serve per arrivare alla devolution.«Noi siamo favorevoli all'Assemblea costituente, proposta che abbiamo lanciato noi, ma sappiamo che non si farà perché An, la sinistra, Rifondazione e il Ppi hanno detto di no».Questione di numeri?«Manca la volontà di farla. Nemmeno Forza Italia ci crede. L'alternativa oggi è tenerci questo Stato per i prossimi cinquant'anni o sostenere il progetto-Padania. La Bicamerale era solo un imbroglio: l'unica riforma possibile passa attraverso la costituente padana. L'alternativa è lo status quo.Torniamo ai giochi romani: cosa ha indotto Berlusconi a rompere?«Credo un calcolo di bottega, i grandi ideali non c'entrano. Lui si è reso conto che D'Alema non gli può dare nessuna garanzia sulla giustizia, che prosegue per la sua strada. Ma c'è da aggiungere che la Biacmerale sarebbe stato un successo per D'Alema e Fini, non certo per Berlusconi. Terzo: per lui l'unica speranza di tornare a parlare con la Lega passava attraverso l'affossamento della Bicamerale».Dialogo possibile?«Per noi non ci sono possibilità di fare accordi: a Pontida abbiamo chiesto il 51%, che altro non è che il rilancio del progetto egemone lanciato nel 1991. Progetto che si stava realizzando nel '93, si è interrotto dopo l'entrata in scena di Berlusconi, ma che adesso riprende».Il progetto egemone dovrebbe realizzarsi nel 2000 con le regionali: e intanto?«Roma è refrattaria a qualsiasi riforma. Se non sono stati in grado di abbozzare nemmeno un tentativo di cambiamento, difficile pensare di poter ottenere ciò che proponiamo noi».Ora le elezioni sono più vicine?«Non credo, nessuno ha interesse ad andare al voto».




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) la maglia ufficiale dell'Austria e dell'Olanda...

