Originariamente Scritto da
Harm Wulf
La giustizia italiana funziona solo per Erich Priebke? La cosìdetta certezza della pena, cruccio di tanti italiani, cittadini e operatori di polizia, frustrati di fronte a rapinatori, assassini e stupratori, presto rimessi in libertà dopo un breve periodo di carcerazione, hanno finalmente il loro precedente cui appellarsi: Erich Priebke!
Famigliari delle vittime del terrorismo, parenti delle vittime di mafia, rapiti dall'anonima sequestri, ora sanno come fare: pochi manifesti e qualche grido sotto la casa del criminale, libero per qualche beneficio di legge, e vedranno il Guardasigilli mobilitarsi immediatamente, e provvedere a rinchiudere di nuovo il malvivente.
Priebke insegna, si dirà. E, giustamente, non si guarderà più all'età, può anche avere più di novant'anni, ma quando c'è da scontare la pena ormai non vi è scampo: se il cittadino protesta, il Ministro risponde e le porte del carcere si riaprono, come per Priebke. D'altronde non abbiamo fatto così per anche per tutti gli altri? Non marciscono in carcere da decenni i responsabili delle Foibe, i partigiani responsabili del Triangolo della Morte, le Brigate Rosse?
Non si penserà che a certi figuri responsabili di stragi di decine, centinaia, migliaia di italiani, si dia la pensione o si dia loro il permesso di andare in giro a fare conferenze? Sono in carcere e da lì non si muovono, e Priebke, il soldato nazista, non può certo pretendere di meglio: starà dietro le sbarre come gli infoibatori, brigatisti rossi, mafiosi, fino all'ultimo giorno di pena.
Non può certo appellarsi Priebke, al fatto di essere stato un militare e di aver dovuto ubbidire agli ordini, pena di finire anche lui tra i fucilati delle Ardeatine. Con questo discorso bisognerebbe mettere in galera i piloti che sganciarono le bombe atomiche sul Giappone, o quelli che arsero vivi gli abitanti di intere città tedesche come Dresda, lanciando bombe al fosforo, fino ai bombardamenti del giorno d'oggi in Iraq che spianano villaggi e strade per colpire un solo cecchino. Si arriverebbe alla pazzia di dover portare davanti al Tribunale internazionale anche i governanti israeliani per le continue rappresaglie sui palestinesi. No, caro Priebke: le stragi ed i genocidi sono solo quelle naziste: le altre sono Liberazioni. Non cambiamo le carte in tavola!
Dobbiamo ringraziare i ragazzi della Comunità ebraica di Roma che hanno insegnato agli italiani come far applicare, la giustizia, eseguire le sentenze, tenere in carcere i criminali. Da oggi in Italia la giustizia è finalmente uguale per tutti.
Renato Braccini
Luca Tadolini