ROMA - La proposta di Silvio Berlusconi alla Margherita e al suo leader - "siete moderati, venite dalla nostra parte" - viene rispedita al mittente, con sdegno, dai vertici Dl. A cominciare proprio da Francesco Rutelli, che attraverso una nota diffusa dal portavoce, Michele Anzaldi, taglia corto: "Ora basta con le sciocchezze".
"Il presidente del Consiglio - prosegue il comunicato - si occupi dei problemi del Paese che, da quando è al governo, si sono nettamente aggravati. Quanto alle sue dichiarazioni nei confronti della Margherita, hanno la stessa probabilità di realizzarsi che la rielezione a premier di Berlusconi; cioè zero".
Insomma, qualsiasi avance viene rifiutata. Provocando, però, la reazione caustica di un altro esponente di punta dei Dl, il prodiano Arturo Parisi, che anche in questa occasione critica l'ala rutelliana: "Il partito che, brindando al trionfo degli astenuti, si siede furbescamente a cose fatte al tavolo dei vincitori è ben lontano dal progetto della Margherita per l'Ulivo che fondammo nel 2002, il progetto per il quale continuiamo a batterci. Perché meravigliarsi se, immaginando di aver condiviso la stessa vittoria, Berlusconi si azzarda ad invitare il mio partito a condividere una casa comune?".
Per il resto, è tutta una critica feroce all'idea di Berlusconi. Giuseppe Fioroni, ad esempio, liquida così la questione: "Peccato che non sia il 15 di agosto, altrimenti avrei pensato che fosse stato il colpo del sol leone". E Dario Franceschini rincara la dose: "Berlusconi è veramente patetico, si rivolge a noi strumentalmente perché sa bene che sono centinaia di migliaia gli italiani che nel 2001 avevano votato per lui in buona fede che ora si sentono traditi e che guardano con attenzione alla Margherita e al centrosinistra". Fine della questione.




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